Vives dentro o fuori: il mercato della Ternana gira intorno al centrocampista

Saltata a causa della nebbia la partita di chiusura del 2018 a Rimini, la Ternana ricomincia l’avventura avendo ben chiaro in testa che dovrà rincorrere il Pordenone. Quei dieci punti in più che la squadra di Tesser vanta in classifica pesano, anche psicologicamente sui rossoverdi che pensavano di poter fare corsa di testa dal giro di boa. Invece così non è e non tranquillizzano neppure le due partite da recuperare (Sambenedettese e Rimini) che, nella migliore delle ipotesi ridurrebbero il gap a quattro punti.


Situazione complicata quindi, resa ancor più spinosa dalle vicende societarie di fine anno con l’esonero del tecnico De Canio, poi rientrato, la posizione del presidente Ranucci che proprio con l’allenatore si è beccato a distanza sulla questione “Liberati”. L’allenatore aveva inserito le condizioni pessime del terreno tra le cause della mancata “esplosione” della Ternana. Il presidente di rimando, aveva sottolineato che la gran parte delle squadre avversarie gioca su terreni non certo migliori e che al Liberati, più di un avversario, si era espresso in modo migliore dei rossoverdi.
Scaramucce che potrebbero restare sintomo di un nervosismo passeggero o, magari, trasformarsi in quei classici fuochi che sotto la cenere possono improvvisamente riprendere vigore.
A completare la miscela l’arrivo, tanto auspicato, del nuovo direttore sportivo. Luca Leone avrà compiti importanti da svolgere. Dovrà essere cerniera tra il tecnico e la dirigenza, tra la squadra e la stessa società e probabilmente anche tra squadra e allenatore proprio per scongiurare eventuali e pericolosi ritorni di fiamma. Ma al tempo stesso dovrà sistemare al meglio l’organico per metterlo nelle condizioni di esprimere il massimo del proprio potenziale. Quindi dovrà lavorare di cesello sul mercato perché la rosa della Ternana era e resta decisamente forte, probabilmente migliore di tutte le altre. Ma può essere migliorata. Aggiungendo ad esempio un terzino destro in alternativa a Fazio che è l’unico interprete del ruolo in organico. In questo caso Raoul Bellanova, diciannovenne ex Primavera del Milan, sembra essere il preferito. Poi movimenti aggiuntivi dipenderanno anzitutto dalla scelta tattica di fondo del tecnico che, presumibilmente, punterà sul 4-3-3, e dal futuro di Vives. Il centrocampista doveva essere la chiave della manovra rossoverde ma in campo c’è andato una sola volta in campionato. Un infortunio sul quale non è mai stata fatta sufficiente chiarezza, lo ha tenuto fuori dai giochi tanto che, stante l’antico legame, non è da escludere che possa entrare a far parte dello staff di De Canio, uscendo quindi dalla lista dei 14 over, liberando perciò il posto al suo sostituto.

Il parmense Vacca (ex Foggia) resta ancora un obiettivo importante anche se Leone sta valutando anche altre soluzioni. L’eventuale conferma del 4-3-3 quale modulo base potrebbe cancellare l’ipotesi di aggiungere un trequartista di ruolo all’organico. Soddimo del Frosinone era o forse è ancora uno dei papabili. Ma anche in questo caso, come pure per un eventuale attaccante di peso e centimetri da aggiungere all’organico, sarà necessario operare qualche uscita tra gli over. Non inciderebbero infatti, se non a livello economico, le eventuali, ventilate rinunce a Callegarì e Butic che potrebbero tornare alle rispettive case madri, Genoa e Torino, per poi essere girati altrove per trovare un utilizzo maggiore di quello avuto fin qui nella Ternana.
Sarà un mercato senza grandi interventi, ma quei pochi dovranno comunque avere un peso specifico importante nella stagione della Ternana sulla quale resta comunque un grande punto interrogativo legato al futuro di De Canio. Quando è successo prima di Natale potrebbe aver generato una crepa difficile da rimarginare, di sicuro è stato un segnale chiaro di insoddisfazione mostrato dalla società. Anche in questo caso toccherà al diesse Leone fornire le indicazioni più importanti. Anche per questo la Ternana ha rigenerato una figura, colpevolmente assente, dalla risoluzione del contratto di Pagni.
La sosta ha cloroformizzato la situazione, la ripresa dell’attività potrebbe normalizzarla o farla esplodere. Come al solito sarà il campo a fornire gli indizi più importanti.

 

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