VECCHI DIRIGENTI E CRONACHE GIUDIZIARIE

Prima o poi le nefandezze. Gli artifizi. Gli imbrogli vengono al pettine. Soprattutto se sono di rilevanza penale.
Un certo mondo, in cui chi era Presidente di una Lega poteva fare il bello ed il cattivo tempo, è finito da un pezzo.
La superficialità. L’assumere persone solo perché parenti (o raccomandati), con un budget oramai deficitario, non porterà lontano. Se non alle cronache giudiziarie.
Qualsiasi riferimento all’attuale Presidente federale non è puramente casuale. Del resto su questo blog sono solito assumermi la responsabilità delle notizie fornite e a ricevere “in cambio” minacce (a proposito, sto ancora aspettando che vengano tirati fuori scheletri dal mio armadio, come…qualcuno ha inteso promettermi recentemente)
La cronaca giudiziaria dicevo. Quella di oggi riguarda un grande (eufemismo) del calcio italiano. L’ex Presidente della Lega Pro, Mario Macalli. Dopo la condanna per i famosi marchi del Pergocrema, ricevuta in sede sportiva sino al TAR del Lazio e dopo quella per aver utilizzato somme della Lega per pagarsi gli avvocati (alla quale è scampato per la mancata costituzione di parte civile di Gravina, una omissione gravissima di cui prima o poi dovrà pur rendere conto), si trova domani, 22 maggio 2019, convocato dinanzi ad un nuovo processo penale.
Questa volta si tratta della Calcio Servizi. Proprietaria della sede della Lega, in Via Jacopo da Diacceto, a Firenze.
Mi sia permessa una parentesi.
Lo sapete che per svolgere il proprio ruolo istituzionale la Lega Pro pretende, da tutte le società, importi da versarsi inderogabilmente, per potersi iscrivere al Campionato? E parlo di soldi veri.
Ogni società deve versare 5.000 euro per quota associativa (?) ed altri 55.000 per partecipare alle competizioni ufficiali (??). Con tanto di assegno circolare. Per un totale di 60 mila che, moltiplicato per 60 società, porta le spese di funzionamento ad un totale annuo di 3 milioni e 600 mila euro (!!!).
Se i “servizi” offerti sono quelli di un presidente (minuscolo) specializzato in inutili e fastidiosi proclami (si batta invece per ottenere i soldi dovuti dalla Serie A e vedrà che un minimo di consenso lo potrà ottenere) e da una “squadra” assente, quanto poco disponibile, capeggiata dal sedicente avvocato Paolucci, se ne farebbe volentieri a meno.

Comunque, ritornando alle cronache giudiziarie. Domani 22 Maggio il ragioniere Macalli è chiamato a difendersi nel procedimento penale numero 20421 RG Gip. Per rispondere del reato di cui all’art. 2621 c.c. (false comunicazioni sociali) “in quanto colpevolmente ometteva in sede di redazione del bilancio le informazioni sopra riportate ed inoltre esponeva fatti materiali non rispondenti al vero”.
La vicenda è quella relativa al prestigioso immobile di Via Jacopo da Diacceto. Sede, anche attuale, della Lega Pro che Macalli rappresentava come facente parte del patrimonio sociale (fatto non rispondente al vero in quanto lo stesso era già oggetto di provvedimento di rilascio).
Una vicenda “scoperchiata” dal sub-commissario, il noto commercialista romano dottore Belardino Feliziani che, in realtà, ne tirò fuori di cotte e di crude durante il commissariamento Miele. Quello seguito alla disastrosa gestione Macalli.

Fra l’altro l’ex Presidentissimo della Lega Pro (18 anni di regno incontrastato e senza regole) è chiamato anche in sede civile a rispondere dei danni subìti dall’ex Presidente del Pergocrema, Sergio Briganti. Colui che si è visto penalizzare ed espropriare della società, poi fallita, in quanto lo stesso Macalli aveva deciso di affidarla ad altri.
Anche qui la causa, pendente innanzi al Tribunale Civile di Roma, Sez. XII, Giudice Dottoressa Papetti, è matura per la decisione. Con richieste risarcitorie milionarie nei confronti di Macalli. Ma anche della Lega Pro e della Federcalcio. Per omessa vigilanza e senza che siano stati appostati i necessari fondi rischi.
Insomma il nostro calcio, al di là dei comitati etici tanto sbandierati qua e là, avrebbe bisogno di maggiore trasparenza. Di tutt’altra chiarezza.
Perché in mancanza, prima o poi, i nodi vengono al pettine.
Ecco perché avrei piacere che i massimi dirigenti del calcio agissero in modo da portare a conoscenza di tutti i contratti stipulati. Con l’avvocato Faggi, per esempio, fatta venire da Firenze. Non è ancora chiaro con quali mansioni e quale compenso.
Francamente con la schiera di avvocati, di collaudata esperienza, che può annoverare la Federazione, non è chiaro quale apporto potrebbe offrire questa giovane avvocato. Se non prestare il fianco ad un ipotetico quanto scialbo “gossip”.

Anche questa storia del Salaria Sport Village e dell’assunzione del figlio dell’ex direttore Antonello Valentini. Mi sembra una vicenda da prima repubblica.
Ma il Collegio Sindacale ricorda (ha ricordato) a Gravina che il budget 2019 prevede un bel meno 10 milioni di Euro?
Ma si possono “piazzare” amiche ed amici in questo panorama?
Guardate che le questioni poi finiscono, inevitabilmente, alla Procura della Repubblica. Rifletteteci.
Anche Ghirelli, per non essere da meno, non chiarisce ancora oggi la storia dell’immobile di Via da Diacceto. Comperato a 7 milioni di euro dalla Calcio Servizi. Da una società poi fallita, con azione revocatoria accolta dal Tribunale di Firenze con sentenza passata in giudicato. E con un fallimento che ne rivendica la proprietà e il possesso.
È stata fatta una transazione con la curatela?
A che prezzo? Sono sempre soldi delle società…in definitiva.
L’immobile oggi a chi appartiene? Mistero primo.
E poi, l’attuale Presidente svolge la propria attività (?) a titolo gratuito, come previsto dallo statuto, o utilizza una deroga?
Anche su questo argomento aleggia sempre un alone di mistero. Mistero secondo.
E poi, tornando a Macalli.
Il Tribunale di Firenze ha accertato che l’ex presidente (sicuramente minuscolo) ha utilizzato denaro della Lega per pagarsi gli avvocati. Per la vicenda marchi del Pergocrema. Parliamo di cifre notevoli. Importanti.
Sono state avviate le azioni per recuperare tali somme nei confronti di Macalli? Che sicuramente a Crema ha immobili e beni da aggredire. Mistero numero tre.
Federcalcio e Lega Pro. Quindi.
Qui è diventato il bollettino di cronache giudiziarie.