URBS REGGINA:IL CIRCO DELL’ORRORE!

    Chi vive di speranza muore disperato. Diceva così un vecchio proverbio calabrese. Detto che in queste ore descrive perfettamente la situazione in casa amaranto. Una stagione iniziata male, proseguita peggio e che rischia di avere un epilogo disastroso. Mai, in quasi 105 anni di storia amaranto, si era toccato il fondo come questa volta, ma andiamo per ordine.
    Alla seconda giornata la Reggina gioca in casa col Bisceglie, il Granillo viene dichiarato inagibile, ma a scongiurare lo 0-3 a tavolino ci pensa Giuseppe Falcomatá, il sindaco della città in riva allo stretto firma le carte necessarie e fa giocare la gara, la Reggina vince, ma fino a quando si possono mettere le pezze a colori in un tessuto ricco di strappi, lacerato e ormai troppo difficile da rammendare?

    La risposta arriva qualche giorno dopo, il Granillo è inagibile, la Reggina è costretta ad emigrare. Prima Vibo, poi Rende, poi di nuovo Vibo: é un caos, ma la banda di Cevoli fa ciò che può, un punto qui, tre punti lì, la squadra è viva e vegeta. Dopo 49 giorni si torna al Granillo, la decide Conson, da lì sembra cambiare qualcosa. Il lunedì successivo, sembra apparire un nuovo raggio di sole: l’assemblea dei soci approva il bilancio del club, viene ripianato il debito da parte della P&P della famiglia Praticò e tutto sembra andare verso la giusta strada.

    Accondiscendente si, ma dopo un avvio del genere come fai a dare tutto per scontato? Trapela la notizia della consegna della società al sindaco Falcomatà, notizia che se confermata lascerebbe pochi margini di speranza; arriva poi il comunicato, la Reggina smentisce questa notizia rammaricandosi oltremodo per questa fake news. Ma si sa, se il buon giorno si vede dal mattino… Dopo appena quattro anni dalla fine dell’era Lillo Foti, è tempo di cambiare nuovamente presidente in casa amaranto. Arriva una notizia che ci si aspettava, ma che nonostante tutto desta notevole incertezza: si è dimesso Mimmo Praticò. La società passa nelle mani del consiglio di amministrazione, intanto è stato formalizzato un invito a manifestazione d’interesse. Praticò afferma che già dalla prossima assemblea dei soci ufficializzerà le proprie dimissioni. È l’inizio della fine, forse…

    Viene spontaneo domandarsi se nel corso dell’estate le proposte arrivate fossero così indecenti per essere accettate, col senno di poi qualche riflessione in più avrebbe portato a scenari ben più rosei. Non arriva nessuna manifestazione d’interesse, o meglio qualche voce c’è, ma si limita a restare tale. Intanto c’é un gruppo di ragazzi che se la gioca a viso aperto con tutti, sfortunato in quel di Catania, dove a pochi giri di lancette, una svista di Confente condanna gli amaranto, poi la sconfitta a Catanzaro e i 70 minuti da film horror col Rieti. Da qui in poi diventa tutto fantascienza.

    La mezz’ora finale della gara col Rieti è una di quelle favole che racconteresti ai nipoti prima di metterli a letto la sera, da 0-2 a 3-2. Forse è la svolta. E invece no. Se in campo c’è una squadra ligia al dovere, fuori c’è una società che non adempie ai propri obblighi. Non vengono pagati i contributi e gli stipendi di luglio e agosto vengono saldati solo il 16 di novembre, arriva il deferimento e sarà penalizzazione. Almeno 4 saranno i punti inflitti alla Reggina, intanto si avvicina il 16 dicembre, data nella quale si dovrebbero pagare gli altri stipendi. Intanto Praticò, con l’intera società in silenzio, incassa e procede. Nonostante il mancato pagamento degli stipendi, i ragazzi di Cevoli sono commoventi, arrivano le vittorie in trasferta di Lentini e Caserta, in mezzo 3 pere in casa con la Cavese, tanto per ritornare sulla terra.

    La settimana prima di Natale risulta decisiva, lunedì sarebbe stato il tempo di pagare gli altri stipendi, in caso contrario sarebbe stata penalizzazione; martedì l’udienza con l’avvocato Grassani, che chiede il fallimento della società per un debito di 100.000 mila euro; mercoledì, l’udienza di secondo grado per il caos fideiussione. Un rebus, un campo minato. Su 3 mine presenti l’Urbs riesce a calpestarne due, la terza per fortuna e non per merito, la causa con l’avvocato Grassani, viene rinviata all’11 di gennaio. Siete riusciti a diventare più pericolosi della grandine, la Reggina rischia un -16 in classifica, il fallimento e di non riuscire a finire il campionato. Arriva il colpo finale, la squadra dopo una riunione, proclama lo stato di agitazione e tuona: in caso di mancato pagamento degli stipendi entro la serata di venerdì 21 dicembre la squadra non scenderà in campo. L’AIC insieme ai giocatori dell’Urbs Reggina dichiarano inaccettabile e insostenibile la propria condizione lavorativa. Più che giusto.

    Prendersela ad oggi con i giocatori che fino ad ora hanno dato il massimo sarebbe un’utopia. La situazione è ben più grave. Il signor Praticò probabilmente avrebbe dovuto passare la mano molto tempo fa, ora non è più tempo di striscioni con scritto: ’La Reggina è della gente, fatti da parte presidente’, questa volta si sta provando a cancellare in tutti i modi una storia centenaria. Così non va. Ai tempi che furono ci si avventava contro Foti, ma a quanto pare, davvero sembra che al peggio non ci sia mai fine.

    ‘Eravamo quasi in A, siam rimasti in serie B, l’anno dopo in Serie C e domani chi lo sa?’ Cantavano così qualche anno fa i tifosi della sud, probabilmente non avevano tutti i torti…Qualche settimana fa, durante l’esilio forzato dal Granillo, ci chiedevamo come si fosse ridotta l’Urbs; ora, qualche tempo dopo, ci si chiede: come l’hanno ridotta? Che succederà? Cosa ne sarà dell’Urbs Reggina? Dopo i risultati sul campo, si era riacceso un piccolo lumino di speranza, ma ad oggi i lumini andrebbero accesi a qualche Santo: Reggina, hai davvero bisogno di un miracolo!

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