UNO STOP DI CLASSE, LA LND GIOCA D’ANTICIPO E FERMA I CAMPIONATI

Sospendere tutte le attività sino al prossimo 3 aprile. Una decisione che era da qualche giorno nell’aria in Lega Nazionale Dilettanti. Ora è ufficiale. Questo significa  saper “governare l’emergenza”. Complimenti al Consiglio Direttivo dei “Dilettanti” (lo sono soltanto di nome).

Cosimo Sibilia ed i suoi validi collaboratori. I primi a comprendere che non era sufficiente limitarsi alle prescrizioni contenute nel Decreto del Consiglio dei Ministri approvato l’otto marzo scorso, ma che era indispensabile adottare una decisione coerente con il delicato momento che tutti stiamo vivendo in Italia.

In Lega Nazionale Dilettanti hanno compreso. Con merito e perspicacia. Non si trattava di una semplicistica situazione di partite a “porte chiuse”.  La tutela della salute pubblica non si ferma infatti dinanzi ai tornelli o ai cancelli d’ingresso di una tribuna. Le motivazioni sono ben altre.

L’organizzazione di un partita. La trasferta. Il ritiro pre gara. Le Forze dell’Ordine. Gli Steward. I medici. Le ambulanze. Tutte le altre, numerose, difficoltà oggettive che si creano in relazione all’evento e nei novanta e più minuti della competizione sportiva. Impossibile, per esempio, mantenere quel metro di distanza richiesto dal legislatore.

Giocare a “porte chiuse”, come auspicato da taluni, significa svilire i contenuti della competizione. Significa offendere i tifosi e tutti gli appassionati. I media. Una partita a spalti deserti offende il valore intrinseco del gioco del calcio.

Ma non è a questo che ci dobbiamo limitare nel giudizio. Perché imporre di giocare a tutti i costi (quel porte chiuse) offende la ragione. Offende il vivere civile imposto dalle difficoltà del presente. Offende la correttezza comportamentale che deve albergare i tutti noi. Chi non rispetta queste regole (non scritte) non può continuare a far parte del sistema calcio.

Personalmente ho sempre bocciato l’evento a “porte chiuse”. Convinto che le risorse umane disponibili vanno oggi destinate, nella loro interezza, a compiti ben più importanti. Alla tutela della salute pubblica, per l’appunto. Per questo ho recentemente criticato chi ha cercato di farsi pubblicità caldeggiando la disputa delle partite a “porte chiuse”. A costi quel che costi. Vendendo aria fritta. Volendo far credere che il tutto era nel nome di una immagine “sociale”. Nella realtà una credibilità smarrita e da loro stessi deturpata. Incapaci di comprendere. Un tremendo autogol!

Voglia allora accettare i miei complimenti Presidente Sibilia. Per la decisione e per la coerenza. Nel rispetto delle attuali difficoltà.  Estenda il mio apprezzamento a tutto il Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti. Il vostro un comportamento esemplare.

Desidero anche io venire, mi auguro quanto prima, a stringerle la mano. E, come lei sostiene, non solo virtualmente.