Un presidente nel pallone?

Non mi sono mai permesso di offendere un presidente o quella categoria. Con parole e comportamenti. E pensare che nel corso della mia lunga carriera, in alcuni casi, ne avrei avuto ben donde. Soggetti in alcuni casi prestati al calcio che recitavano a soggetto, da dirigenti. Soggetti che si inventavano la ‘professione’ di presidente. Soggetti, ancora, per i quali mettevi la faccia, in virtù di un credo professionale, ma che immancabilmente ti abbandonavano a te stesso e te la facevano perdere. Pubblicamente.
‘Il pesce ‘puzza’ sempre dalla testa’ siamo soliti asserire. Vale anche per taluni presidenti di società di calcio. Non conta l’esperienza acquisita sul campo. Conta la qualità dell’uomo. Il carattere. La tempra. L’onestà intellettuale. Il rispetto per il prossimo.

Nel calcio attuale certi valori stanno scemando. Meglio ancora stanno scomparendo. Le responsabilità (le colpe) sono sempre degli altri. I deboli usano il verbo, pubblicamente, per giustificarsi: io pago. E’ la giustificazione più meschina!

La sala stampa, del dopo partita, diventa il pulpito dal quale lanciare gli strali. Pontificare. Dimenticano, o fingono, taluni (presidenti) che le strategie, nel bene e nel male come nel lecito e nell’illecito (l’allusione è per quelli che vogliono vincere costi quel che costi), le dettano sempre i presidenti. Idem per la scelta delle risorse umane, sportive e tecniche. Altrettanto per gli investimenti (diceva la nonna: ricordati che come spendi mangi!). 
Molti si staranno chiedendo perché. E’ presto detto.

Luciano (Campitelli), ma come ti è venuto in mente! Definire ‘BESTIE’ direttori sportivi ed allenatori. Che bisogno c’era! Un imprenditore del tuo rango come può scivolare così facilmente su quella buccia di banana. Certo mancano i risultati, comprendo il tuo desiderio di difenderti dinanzi alla tua città (Teramo), ma spiegami, esisteva l’obbligo di scendere così in basso?

Che necessità avevi di mascherarti dietro quel paravento. Nel calcio non si sa quello che non si fa! Li hai scelti tu i tuoi collaboratori, avevi il dovere di sapere (anche in passato però). Oggi non ti vanno più bene? Cacciali tutti. Le carte le dai tu. Tu sei il mazziere. Lo sa il mondo intero. Non aggrapparti all’obbligo contrattuale degli emolumenti, da rispettare. Non regge. E’ una meschineria. Non è da te, mi stai deludendo.

Inconcepibile, poi, che tu abbia voluto generalizzare, con espressione offensiva. Hai gettato (gratuitamente) macigni contro tutti. Pubblicamente.
Non ti dispiacere Luciano, concedimi una ‘chiosina’ finale: da che mondo è mondo i panni, quelli sporchi, si lavano sempre in famiglia (anche questo me lo insegnava la nonna)! E un uomo come te, che dalla vita ha acquisito grandi insegnamenti, questo non lo dovrebbe mai dimenticare!

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