TERNANA, SUBITO DUE VITTORIE O BANDECCHI CALERA’ LA SCURE

Potrei cominciare snocciolando i numeri dell’ultimo mese, ma non ho voglia di girare il coltello nella piaga, preferisco ricordare quanto affermato in un precedente intervento “febbraio sarà il mese decisivo per la Ternana”. Per quella squadra che aveva accorciato prepotentemente sulla Reggina capolista riaprendo il campo alla speranza dei tifosi: giocarsi il primato allo sprint. Basta dare un’occhiata alla classifica per rendersi conto che il mese in questione ha regalato soltanto mazzate ai rossoverdi, respingendoli al quarto posto della classifica, la peggiore posizione dall’inizio del campionato.

Tutto quindi gira intorno ad una domanda, a cosa o a chi si può imputare questa implosione dei rossoverdi? Lo ha chiesto anche il presidente Bandecchi ai diretti interessati all’interno dello spogliatoio. Non conosciamo il contenuto della risposta. Forse non c’è nemmeno stata la spiegazione ricercata dal numero uno.
Di sicuro c’è stata l’ennesima promessa di riscatto altrimenti Bandecchi non avrebbe rinnovato la fiducia a tutti.

Però ci sono due fatti da sottolineare. Il presidente ha fissato un termine temporale alla sua attesa: Catania e Bari sono i due appuntamenti decisivi. Se non arrivano altrettante vittoria qualcosa succederà. Facile immaginare cosa, visto che non si possono cambiare tutti i giocatori di solito si da il benservito all’allenatore che poco più di un anno fa venne chiamato per salvare la squadra dalla retrocessione. Allora alla fine arrivò il risultato sperato. Oggi a Gallo si chiede la promozione, ma se non arriveranno i risultati sperati nelle prossime due partite con ogni probabilità non sarà lui a giocarsi le carte per la promozione pur avendo il contratto anche per la prossima stagione.
Altro fatto da non trascurare, la risposta alla domanda sul perché della crisi rossoverde fornita dall’allenatore nel dopo partita di domenica: “La mia idea ce l’ho ma la tengo per me”.

Implicito che il presunto motivo coinvolga altri soggetti interni alla Ternana. Diesse e presidente su tutti per un mercato di gennaio quasi inesistente o, forse, per i messaggi via instragram che il presidente dispensa con continuità da qualche tempo. Ma forse sbagliamo nella lettura (tra le righe) di una dichiarazione che Gallo avrebbe fatto meglio a non rilasciare. Se hai un’idea e sei convinto che è quella giusta devi esporla, se non ce l’hai inutile alzare del fumo. Quindi, a mio avviso, risposta sbagliata perché non fa altro che alimentare il chiacchiericcio che da queste parti ha preso il sopravvento sul confronto chiaro e sereno sul calcio e sui risultati che sta producendo la squadra.

Crisi piena quindi per la Ternana. Una crisi nella quale si è ficcata con le proprie mani. Motivo? E chi lo conosce se fanno fatica a trovarne uno i diretti interessati. Di sicuro, per quanto mi riguarda, non accetto discorsi che tirano in ballo la pressione dell’ambiente perché se vieni a Terni per giocarti la serie B devi sapere a cosa vai incontro. Se non vuoi pressioni altri sono i campi dove zompettare con un pallone tra i piedi. Così come non accetto l’accusa mossa al presidente per via dei messaggi instagram: se neghiamo anche la possibilità di dire la sua a chi investe pacchi di milioni per regalare calcio ad una città che da quarant’anni è in mano a imprenditori non ternani, a chi corrisponde lauti stipendi con estrema puntualità allora siamo veramente alla frutta. E mi risulta difficile comprendere come possa essere una squadra fuori condizione a febbraio, tenendo conto anche della sosta di Natale utile a ricaricarsi di energie.

Insomma, situazione difficile da decifrare dall’esterno. Molto meno complicato farlo per i diretti interessati chiamati in ogni caso a reagire visto che ancora nulla è perduto, fatta eccezione per il primo posto in classifica.

C’è ancora spazio per agganciare la seconda posizione che darebbe un vantaggio enorme nella griglia dei play off, così come c’è una Coppa Italia da giocarsi contro la Juventus U 23, titolo che darebbe lustro alla società e posizione buona per i play off.
Bandecchi ha concesso ancora una opportunità, l’ultima probabilmente. Faranno bene tecnico, giocatori e diesse a non lasciarsela sfuggire anche perché un eventuale fallimento peserebbe sulle loro carriere che, viceversa, potrebbero giovarsi del risultato contrario.

Insomma, così come nessuno può considerarsi esente da responsabilità, tutti dovranno dare il meglio per invertire la tendenza dell’ultimo mese. E il confronto di martedì nello spogliatoio tra tecnico, diesse e squadra, può essere il primo segnale di una seria presa di coscienza. Il secondo Bandecchi e l’intera tifoseria lo aspettano domenica, dallo stadio Massimino di Catania dove non sarà possibile limitarsi alla difesa (come nella semifinale di Coppa) ma sarà necessario tornare a giocare un calcio propositivo per ritrovare il piacere del gol dopo cinque partite a bocca asciutta.
Catania e Bari, partite da vincere altrimenti Bandecchi calerà la scure. Chiamatela pressione ma questa, ad oggi, è la realtà.

Nella foto di copertina il patron della Ternana Stefano Bandecchi