TERNANA SENZA PACE, E’ DURA SALIRE IN B

Qualche settimana fa avevo sottolineato sui “Graffi” una certa confusione che mi era parso di scorgere nell’ambiente rossoverde. Una Ternana poco coesa con il presidente Bandecchi a bacchettare i suoi ad ogni passo falso, con il diesse Leone quasi in disparte e il tecnico Gallo diventato, suo malgrado, l’alternativa al pensiero del patron. Con conseguente divisione nella tifoseria (anche se non in parti uguali): i pro Bandecchi ed i pro Gallo.

Una situazione che non è cambiata con gli ultimi risultati, visto che il numero uno rossoverde ha definito da buttare il girone d’andata della Ternana che avrebbe voluto probabilmente a punteggio pieno, quindi anche oltre il limite straordinario toccato dalla Reggina. E un’aggiunta di non poco conto. “Gallo per me resta fino alla fine a meno che non si dimetta”. Una frase che è difficile interpretare come sostegno al tecnico. E siccome da quel giorno la situazione non è cambiata, parlare di rottura tra i due non è così peregrino.

La compattezza dell’ambiente timbrata da quell’immagine di Bandecchi, Gallo e Leone abbracciati all’uscita del campo è andata quindi a farsi benedire.

Il tutto con la Ternana che ha messo insieme 37 punti, sei in più di un anno fa quando chiuse seconda con 31 alle spalle del Pordenone che aveva girato proprio a quota 37.
Ma quest’anno la serie C propone situazioni anomale con le prime a viaggiare velocissime, la Reggina su tutte e le altre ad arrancare, nonostante un buon bottino di punti messo insieme. Tanto che la Ternana con 37 punti sarebbe seconda nel girone A (1 in più del Pontedera) e quarta nel girone B. Insomma, 37 punti tanti un anno fa quest’anno diventano pochi per puntare a quel primato che avrebbe voluto Bandecchi nonostante la stagione fosse iniziata con una sola parola d’ordine “salvezza” ovviamente fasulla stante l’organico rossoverde.

Poi il cambio di obiettivo repentino: primo posto, nonostante la Reggina fosse già in fuga a +7 sulla Ternana seconda. Magari senza aver valutato a fondo la forza degli organici in campo. Compresi quelli del Bari in rimonta o del Catania in crisi.
In quel momento s’è avvertita la spaccatura che poi, un imprevisto prolungamento del contratto di Gallo ha tentato di risanare. O camuffare? Di recente il diesse Luca Leone ha cercato d’invertire la tendenza mostrando grande fiducia nella squadra che lui ha costruito, affermando che con questa squadra è certo di arrivare in serie B.

Ma anche questa affermazione è difficile porla nella lista dei “sostegni” al tecnico al quale, insieme alla squadra, la società chiede di più nel girone di ritorno.

Insomma, si rinnovano i problemi di fine anno. Registrati anche nelle due precedenti annate della gestione Bandecchi. Con una differenza però, visto che nei due giri di boa precedenti si ascoltavano parole di speranza, di fiducia nelle scelte operate (quasi sempre cambi di allenatore) .
Proprio questo aspetto apre il campo ad una considerazione ulteriore. Forse Bandecchi, che ha tanto investito e pochissimo ha raccolto, comincia ad accusare un po’ di stanchezza a vivere in un mondo del calcio nel quale forse non si trova a perfetto agio? Se così fosse il futuro della Ternana sarebbe ammantato da un grigio annunciatore di cattivi presagi.

Mi sembra evidente quindi che la Ternana, soprattutto nelle sue figure guida, avrebbe bisogno di un tonificante “reset” per ritrovare quella rotta di navigazione che sembrava avere imboccato ad inizio stagione e che pare aver perso nell’ultimo periodo.

Un “reset” che sarebbe utilissimo anche nella fase di calcio mercato invernale. Perché è vero che il patron Bandecchi ha detto che non si farà mercato, ma è altrettanto vero che di fronte a eventuali manovre in uscita, complicate più ancora che in estate, che pareggiano o quasi quelle in entrata è difficile pensare possa tirarsi indietro. Perché se è vero che la Ternana è una buona squadra è altrettanto vero che ce n’è qualche altra migliore e già impegnata in operazioni di potenziamento. Si rinforza la Reggina dominatrice (che a nostro avviso non ha un organico più forte di quello rossoverde, ma ha imbroccato la stagione perfetta), altrettanto farà il Bari e forse anche Potenza e Monopoli.

Insomma, se l’obiettivo è davvero la serie B ad ogni costo, vale la pena, dopo avere investito tanto nelle stagioni precedenti senza ottenere soddisfazioni, provare ad aggiungere un po’ di carburante al motore che ha prodotto 37 punti con recriminazioni annesse.

Insomma, sarebbe auspicabile un “reset” nei rapporti tra i vertici del “pianeta Ternana” riservandosi a fine stagione, possibilmente a promozione ottenuta, valutazioni definitive assumendo, da parte del presidente, le decisioni che riterrà opportune per garantire comunque un futuro solido alla Ternana.

Perché contestare i propri collaboratori a stagione in corso è il peggiore dei mali. Quando viene meno la fiducia meglio tagliare. Anche se in passato a Bandecchi l’operazione è riuscita soltanto mettendo Gallo alla guida della squadra.

Quindi c’è da sperare che questi giorni, di passaggio da un anno all’altro, siano utili per ritornare a quel pensiero univoco indispensabile per ritrovare la giusta rotta. Quella che anche attraverso i play off e tra mille difficoltà che proporranno gli avversari, potrà riportare la Ternana tra i cadetti.

Un saluto e buon 2020 a tutti gli innamorati del calcio.

Nella foto di copertina patron Stefano Bandecchi