Ternana quanti guai. Però serve il riscatto

Un paio di giorni per smaltire la scoppola di Bari poi di nuovo a progettare il riscatto. La Ternana non ha tempo da perdere, soprattutto non può perderne se vuole restare nel gruppo delle grandi di un girone che ormai, è chiaro a tutti, è di gran lunga il più competitivo della serie C, tanto da far venire qualche dubbio sulla bontà delle composizioni dei raggruppamenti.

Da una parte c’è il Monza praticamente senza avversari, quasi scortato in serie C anche in virtù dei cospicui investimenti, dall’altra c’è un girone dove le prime quattro sono racchiuse in un punto soltanto e dove, tanto per completare il quadro, ci sono grandi designate che ancora debbono esprimere il massimo del potenziale, vedi Bari, Catania etc.

Mistero. Uno dei tanti. Così come è difficile comprendere i motivi di partite giocate in estate alle 15 e in inverno alle 20,45 o, per completare il quadro in rossoverde, regalare a Gallo e soci un poker di partite composto da Reggina e Catania al Liberati, Francavilla e Bari in esterna.
Bè, ma adesso va in discesa, sostiene qualche superficiale osservatore. Niente affatto perché dopo Bari la Ternana sarà a Bisceglie, quindi avrà in casa l’Avellino, mercoledì e, giusto per sgranchirsi un po’ le gambe viaggerà domenica fino a Vibo Valentia.

Insomma, dove non c’è la forza dell’avversario (peraltro tutta da valutare) ci sono le difficoltà di trasferte lunghissime a cavallo del turno interno di metà settimana.

Ecco perché la Ternana non ha tempo, non può concedersene. Ecco perché deve reagire immediatamente, dimostrare a se stessa prima che agli altri, che la sconfitta di Bari è soltanto un passaggio difficile di un percorso comunque positivo. Insomma, quel 2-0 del San Nicola non ha compromesso é anestetizzato le ambizioni della Ternana che ha qualità tecniche e morali per risorgere. Magari limando un po’ le disattenzioni in fase difensiva che le stanno costando qualche gol di troppo. Una sola volta la squadra di Gallo è uscita dal campo senza averne subiti: nell’1-0 sul Potenza. Poi, di riffe o di raffe, almeno un gol l’ha incassato ad ogni partita, coppa Italia compresa.

Certo, la squadra è stata progettata per attaccare, per essere propositiva, una scelta che ha contribuito non poco a riconquistare la tifoseria. Però essere costretti a segnare almeno un paio di gol a partita per guadagnarsi i tre punti non è cosa da poco. E non sempre riesce in un campionato dove, di solito, arriva in fondo con gloria chi subisce meno gol, regola peraltro che vale un po’ ovunque.

Per cui a Gallo si impongono riflessioni profonde, scelte che, senza tradire il progetto o il credo calcistico, diano una maggiore compattezza difensiva alla squadra. Possono essere operazioni di dettaglio o, magari, interventi drastici. Sta al tecnico e al suo staff individuare quali e alla squadra mettere in campo ogni risorsa per rispondere positivamente alle sollecitazioni.

Tutto questo senza dimenticare che a Bari la Ternana ha giocato con un centrocampo d’occasione (fuori Proietti e Palumbo, out dopo mezz’ora Defendi), che ha sbagliato le prime occasioni in avanti ed ha incassato un gol irripetibile alla prima sbavatura.
In ogni caso Gallo non ha accampato scuse o giustificazioni di comodo. Lui lavora per trarre il meglio dal gruppo che ha. Se poi dovesse venir fuori che qualcosa è necessario aggiungere, sarà la società a dover provvedere.

Perché la piazza vuole il riscatto. Bandecchi ancora di più.

 

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