TERNANA PENSA A TE, I CONTI SI FANNO ALLA FINE

    TERNI – Qualche numero per rappresentare il cammino della Ternana in questa stagione. 36 punti conquistati fin qui, a due giornate dalla fine del girone d’andata, cinque in più di quelli ottenuti l’anno scorso al giro di boa da seconda in classifica, alle spalle del Pordenone che passò a quota 37. Otto risultati utili consecutivi (coppa compresa) con sette vittorie e un pareggio negli ultimi due mesi. Secondo posto in classifica e passaggio ai quarti di Coppa Italia (l’anno scorso si fermò agli ottavi).

    Un cammino da applausi.

    Però c’è la Reggina a raffreddare gli entusiasmi visto che la squadra di Toscano non perde mai e viaggia con sette punti di margine in classifica.
    Ma si può andare avanti pensando a quello che succede nelle fine dei calabresi, ai loro risultati domenicali? Meglio di no. Ecco il nostro consiglio di giornata. Perché oltre a rischiare di rovinarsi il fegato la Ternana non farebbe altro che caricarsi di tensioni eccessive, di carichi di responsabilità che potrebbero opprimerla invece che scatenarla nella rincorsa.

    La Ternana, peraltro suscettibile, in un modo o nell’altro, alle periodiche scosse proposte dal presidente ha dimostrato fin qui di essere un buon gruppo, che sa praticare un calcio anche piacevole, magari un pizzico dispendioso rispetto a quanto raccolto. Però è una squadra, con una propria identità e un carattere davvero importante.
    Lo ha dimostrato anche a Catanzaro, in casa di una delle squadre più accreditate del girone. E’ passata meritatamente in vantaggio, ha regalato come al solito il pareggio, ma poi ha piazzato un uno-due che non ha lasciato scampo agli uomini di Grassadonia. Vero che ha usufruito di un autorete ma quel pallone messo in porta da Martinelli, dalla stessa era uscito pur avendo colpito il palo interno sul destro diagonale di Defendi.

    Insomma, una prova importante, seria, da squadra vera che fa leva soprattutto su un centrocampo come non se ne trovano in categoria. Il suo reparto migliore dove Palumbo ha cominciato a girare ai massimi regimi dando ragione a quanti lo considerano di altra categoria.
    E se il centrocampo segna anche com’è successo a Catanzaro, certe lacune in zona gol evidenziate dall’attacco vengono come d’incanto cancellate. La Ternana non ha il capocannoniere del torneo. Il suo giocatore più prolifico è Ferrante (6 gol) che garantisce anche un contributo notevole alla manovra. Ma proprio sulla manovra, sulla capacità d’imporre la propria azione può far conto.

    Per agganciare la Reggina? Può darsi.

    Ma non dev’essere questo il suo chiodo fisso. La Ternana deve pensare a se stessa, a dare il meglio, a migliorarsi di gara in gara, magari usufruendo di qualche ritocco nel prossimo mercato invernale. Deve vivere alla giornata, partita dopo partita, provando a vincerle tutte come ha fatto fin qui. Poi magari potrà non riuscirci o, chissà, potrà pure non agganciare la capolista. Però chiuderà il torneo senza rimpianti, consapevole di aver dato il meglio di se. Il massimo possibile. Anche se non sufficiente a preservarla da qualche scivolone non inficerà la bontà della propria stagione.

    E in questo quadro avrà un ruolo importante anche la Coppa Italia, un torneo che potrebbe aggiungere un trofeo in bacheca ma rendere meno stressanti eventuali play off. Mercoledì prossimo, a Siena, Gallo e i suoi si giocheranno l’accesso alla semifinale. Ma prima ancora, domenica, contro la Casertana avranno l’occasione per incamerare altri tre punti. L’esempio più calzante di quanto sia importante non porsi obiettivi o riferimenti. Una partita alla volta dando tutto se stessi. Alla fine si faranno i conti.

    E magari ci sarà anche il modo di fare festa. Ma per ora un solo pensiero: la Casertana.

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