TERNANA, Lucarelli l’allenatore per il grande salto

Cristiano Lucarelli è il nuovo allenatore della Ternana. Martedì sarà in città per prendere visione delle strutture (sede, stadio e antistadio) e per presentarsi agli organi d’informazione. Sperare che gli siano accanto i vertici della società è lecito. Soprattutto perché il presidente Bandecchi da quando ha preso a frequentare i social non ha più trovato tempo e modo di confrontarsi (de visu) con i rappresentanti degli organi d’informazione.

Il tecnico sarà seguito, a meno di cambiamenti dell’ultima ora, dal secondo Richard Vanigli, Pietro Spinosa (allenatore portieri), Alberto Bartali (preparatore atletico) e Ivan Francesco Alfonso (match analyst).

Il primo tassello per una stagione che si presenta ancor più complicata di quella segnata dal covid-19 e dal lockdown è stato posto. Lucarelli ha battuto una concorrenza folta e qualificata. La spinta decisiva, com’è giusto, l’ha data proprio il presidente Bandecchi che pare sia stato colpito favorevolmente dalla qualità delle prestazioni fornite dal Catania nei quattro match contro la Ternana (anche quando è stato battuto) e stuzzicato di avere con se un altro livornese dal carattere forte, a volte fumantino come il suo.

Si sa da sempre che Bandecchi ama le squadre che in campo si fanno in quattro, che giocano un calcio offensivo, propositivo, che non mollano mai. Squadre di carattere insomma. Squadre come la Ternana della stagione prossima che si spera attinga a piene mani dal suo allenatore che del carattere (oltre che della qualità tecniche e fisiche e della facilità di andare in gol) ha fatto il simbolo della propria splendida carriera da calciatore.

Certo, la vicenda Lucarelli è andata un po’ per le lunghe, ma non per differenze sostanziali tra richiesta e offerta. Le lungaggini sono state legate alle difficoltà del Catania, società alla quale Lucarelli era legato da un ulteriore anno di contratto. Il Catania scampato il pericolo fallimento ha cambiato società e soltanto venerdì è stata presentata la documentazione per lo svincolo di Lucarelli che sin dal primo confronto con i nuovi dirigenti aveva lasciato intendere la volontà di trasferirsi alla Ternana. Per il progetto ambizioso, per il buon organico, per la solidità della società.

Anche se, in riferimento all’organico d’approntare, c’è da tener conto delle nuove norme approvate dall’assemblea della Lega Pro. Modifiche allo statuto che hanno ridotto a 22 gli elementi della rosa. La Ternana potrebbe mantenerne i 29 attuali a patto da non apportare alcuna modifica, pena il ritorno ai 22. Adesso c’è da sperare nella forte opposizione dei presidenti di società importanti, primo fra tutti Bandecchi che ha dichiarato “questa serie C sarebbe da cancellare”, e  dell’associazione italiana calciatori che rischia di dover fare i conti con circa duecento calciatori senza lavoro. Opposizione che possa riuscire a far tornare sui propri passi il presidente di Lega sostenuto dai presidenti delle società più piccole. In caso contrario, se Lucarelli vorrà modificare qualcosa nell’organico della Ternana dovrà avventurarsi, con il diesse Leone, in un delicato lavoro di cuci e scuci per limitare i danni economici cui dovrà far fronte il presidente Bandecchi.

Ma questi sono discorsi di un futuro prossimo visto che il mercato ufficialmente prenderà il via il primo settembre mentre la Ternana sarà in ritiro dal 17 di agosto.

Facile quindi che Lucarelli inizierà la stagione con lo stesso organico che ha sfiorato la finale dei play off, salvo poi apportare qualche piccola modifica nella speranza di poterlo migliorare ulteriormente sia sul piani fisico che tecnico.

Bandecchi aveva aperto alla possibilità di integrare la rosa attuale con tre nuovi elementi, giovani e di qualità. Le modifiche allo statuto e le rose dimagrite non sembrano avergli fatto cambiare idea. Toccherà quindi a Leone far collimare le necessità del tecnico, alle disponibilità del presidente costruendo una squadra che abbia una identità precisa, capace di giocarsela su ogni campo con grande personalità. Per puntare ovviamente alla vittoria finale perché l’obiettivo resta sempre lo stesso: venir via dal far west della Lega Pro senza aspettare una riforma che soltanto i pensieri ottusi di qualche governante del calcio italiano continuano ad ostacolare nonostante l’evidenza.