TERNANA, la carica dei 12 mila per dimostrare chi sei…

Quattro vittorie in altrettante partite giocate in trasferta, un successo un pareggio e una sconfitta nelle tre gare interne. Cifre che porterebbero ad affermare che la Ternana è una squadra da esterna. Però sette partite di campionato non giustificano giudizi definitivi anche se i numeri sono eloquenti. Potrebbe anche essere che la Ternana si trovi meglio a giocare in trasferta ma non certo perché lontano dal Liberati può esprimersi nel classico e stantio gioco cosiddetto all’italiana: difesa e contropiede. Piuttosto avendo visto le esibizioni proposte dai rossoverdi fin qui la sensazione è che a facilitare (si fa per dire) il loro compito quando giocano in esterna è l’ambizione degli avversari di “giocarsela”. Ovvero, evitano la difesa ad oltranza e così concedono qualche spazio in più alla manovra di Defendi e soci.

Restiamo comunque a livello di ipotesi che potranno essere valutate più approfonditamente nel prosieguo della stagione. Per quanto mi riguarda sono propenso a ritenere l’andamento proposto fin qui più legato alla casualità che alle specifiche della Ternana.

Basta prendere ad esempio due partite tra le tante. Quelle con Monopoli, persa in casa e quella di Francavilla, vinta in trasferta. Con il Monopoli la Ternana non è riuscita a proporre la sua manovra migliore perché gli uomini di Scienza sono stati bravi a fare densità a centrocampo limitando così le possibilità di passaggio dei rossoverdi che, ecco la loro responsabilità, non sono riusciti a trovare l’alternativa, a variare la propria azione cercando qualche lancio oltre la linea difensiva degli avversari che sarebbero andati in difficoltà dovendo correre all’indietro.
Cosa che non è successa a Francavilla dove Gallo ha presentato una squadra con la difesa a tre e cinque centrocampisti negando spazi e cambi gioco agli avversari poi affondati con armi identiche a quelle che avrebbero dovuto essere le loro migliori.

In estrema sintesi: questa Ternana, memore del passo falso interno, ha imparato a cambiarsi d’abito adattandosi ad ogni situazione. E’ diventata una squadra camaleontica anche da una partita all’altra, non soltanto nello stesso match come aveva già dimostrato. E questo è reso possibile da due elementi chiave: la capacità di Gallo di adeguare le proprie conoscenze tattiche al gruppo che gli è stato messo a disposizione anche variando molto spesso gli undici iniziali, la profondità di un organico che senza modificare più di tanto il proprio livello qualitativo consente al tecnico di attingere a piene mani dalla panchina.

Evidentemente si tratta di qualità importanti, forse fondamentali per arrivare fino in fondo da protagonista ad un campionato estremamente equilibrato, che non propone mai partite facili, dove l’ultima può battere la prima. Almeno fino ad ora perché poi, col passare delle giornate, inevitabilmente i valori specifici di ogni squadra verranno fuori e allora i più forti, probabilmente, torneranno a vincere con continuità.

La Ternana sarà tra queste?

Per ora si gode il primato in classifica che mantiene dalla prima giornata consapevole che dovrà continuare a lavorare per migliorarsi in ogni reparto, per diventare una squadra sempre più evoluta (in riferimento alla categoria) per pareggiare il conto con chi, sulla carta e per investimenti sostenuti, sembra avere qualcosa in più. Un qualcosa che Gallo e i suoi potranno pareggiare o soverchiare lavorando e giocando da squadra, accettando il tournover che il tecnico ha imposto sin dalle prime giornate, senza battere ciglio.

D’altro canto il patron Bandecchi ha imposto di volare basso, ma ai suoi chiede vittorie su vittorie, magari evitando anche quelle distrazioni difensive che sono costate qualche gol subito di troppo ma che, è anche vero, hanno avuto la capacità di porre in evidenza un tratto fondamentale del carattere di questa squadra: la voglia di rifarsi, di non mollare mai, la capacità di reagire a qualche disavventura. Alla lunga una caratteristica che potrebbe risultare determinante.

E a proposito di verifiche, il Catania domenica al Liberati e il Bari sette giorni dopo in trasferta saranno altri test probanti. Non saranno gare decisive per il futuro ma fondamentali per capire ancora meglio di quale pasta è fatta questa squadra.
Ma per non tradire il credo di Fabio Gallo, nessuno è autorizzato a pensare al Bari: l’avversario più forte resta il prossimo, ovvero il Catania che fin qui in trasferta ha balbettato ma che ha qualità sufficienti per rispettare il pronostico che lo vuole candidato massimo alla promozione.
Con il sostegno dei dodicimila del Liberati la Ternana ha una gran voglia di dimostrarsi all’altezza delle aspettative, tornando a vincere in casa dopo una sconfitta e un pari, regalando l’ennesima gioia ai propri tifosi e all’esigente patron.

 

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