Ternana ciao play off anche grazie ad un arbitraggio assurdo

    Con la Sambenedettese a sei punti il sogno play off per la Ternana è bello che archiviato per cui quella di sabato in trasferta contro la Giana Erminio (dietro di due punti) è una classica sfida salvezza. La vittoria toglierebbe d’impaccio i rossoverdi con un po’ d’anticipo, il pareggio li lascerebbe comunque in una posizione di privilegio rispetto alle altre contendenti. Però la Ternana a questa sfida ci arriverà un po’ con le ossa rotte. Tre giocatori squalificati e due infortunati: quattro titolari in tutto. E per questo deve ringraziare soprattutto la pessima direzione dell’arbitro Miele di Nola che al Liberati, nel match con il Sud Tirol ne ha combinate di tutti i colori. Mille errori, la gran parte dei quali a danno della Ternana tanto da far sembrare il suo un atteggiamento persecutorio. Chi ci segue sa benissimo che nei nostri interventi la questione arbitrale non è mai centrale.

    Ma stavolta vale la pena fare uno strappo alla regola. Intanto per dire che è stata una designazione sbagliata per una partita dove si giocava per i play off e per i play out. Poi per sottolineare che certi errori commessi sono inaccettabili. Ovviamente tutti ampiamente documentati dalle immagini televisive. Gol fasullo concesso agli ospiti insieme ad un rigore inesistente che Iannarilli è riuscito a neutralizzare. Ammonizioni solo per i rossoverdi e via dicendo. Insomma, di tutto e di più.
    Ma quella di Miele non è la prima direzione arbitrale negativa nella quale incappa la Ternana, e questo è difficile da digerire. Sia chiaro, giusto per sgombrare il campo da qualsiasi dubbio, le responsabilità di una stagione ampiamente deludente sono per grandissima parte dei rossoverdi. Però è innegabile che anche la classe arbitrale ci ha messo del suo. Una classe evidentemente modesta, spesso inadeguata. Un problema in più per una Lega già malmessa di suo. Una stagione negativa quella degli arbitri proprio quando sarebbe stato necessario tutt’altro rendimento, stante i fattacci dell’estate. Si dirà che gli errori fanno parte del gioco. Ed è così. Ma quando sono reiterati è difficile digerirli, soprattutto per chi, come Stefano Bandecchi, patron e presidente della Ternana, ha investito una montagna di soldi. Certi errori possono mettere a rischio il futuro di una società. Anche solida come la Ternana.

    Una rarità in una geografia calcistica che trova ampie zone d’ombra fatte da dirigenti che non pagano gli stipendi, che presentano fidejussioni fasulle, da società che hanno impianti inadeguati e via dicendo. Questo non vuol dire che la Ternana avrebbe meritato un trattamento di favore, per carità.

    Crediamo meritasse, come tutte le altre, un trattamento equo. Insomma avrebbe meritato di avere il suo anche per evitarsi qualche giustificazione in più ai tanti errori commessi. Dispiace però che la corsa ai play off ricostruita grazie al buon lavoro di Fabio Gallo che ha ridato sprint e un’idea di gioco alla squadra. Vero che anche con lui è mancata la vittoria visto che nel 2019 la squadra rossoverde non ne ha ancora centrata una, però ha ritrovato la voglia di lottare che l’aveva riportata a sognare un futuro interessante.
    Non è stato possibile. L’ultimo colpo di grazia glie l’ha assestato l’arbitro Miele e chi ha deciso di spedirlo al “Liberati” a dirigere una partita evidentemente troppo difficile per le modeste capacità messe in mostra domenica scorsa.

     

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