Ternana, c’è il lieto fine…in attesa della prossima puntata

TERNI – Tutto secondo la fresca tradizione rossoverde. La sparata del presidente, la convocazione a Roma della squadra (stavolta soltanto dei big), chiacchierata e il classico “volemose bene” finale con la prospettiva dichiarata di “vivere a lungo felici e contenti”.

Copione scontato?

Stando alla facciata sicuramente si. Ma poi i contenuti veri del faccia a faccia potrebbero essere stati anche altri, magari con una riflessione profonda sulla forza della squadra anche se la presenza contemporanea di capitano e vice, Defendi e Mammarella, potrebbe aver frenato certi discorsi, anche per una questione di etica e rispetto nei confronti dei colleghi.
Però di sicuro con il diesse Leone e il tecnico Gallo affrontare le questioni che riportano agli investimenti fatti fin qui e ai riscontri avuti sono state affrontate. Magari anche in altri momenti se non nell’incontro che si è chiuso con il pranzo spartano nella mensa dell’Università Cusano, il “Regno” di Stefano Bandecchi, presenti anche il vicepresidente Tagliavento e il tecnico in seconda Chiappara.
Perché alla fine, gira e rigira, la questione è sempre la stessa ed ha radici lontane.

Bandecchi fin qui, nella sua esperienza ternana, ha investito molto e raccolto molto poco. Una retrocessione in serie C e una salvezza sul filo di lana nella categoria che oggi vorrebbe lasciare per tornare tra i cadetti.
Ma se le prime due stagioni sono state veri e propri “bagni di sangue” quella in corso è ancora tutta da vivere.

Bandecchi l’ha iniziata con una sola parola d’ordine: vincere. E per questo avrebbe voluto una squadra in grado di battere qualsiasi avversario e, ovviamente, regalare anche momenti di calcio spettacolare per fidalizzare al meglio i tifosi attirati al “Liberati” con una politica di abbonamenti a prezzi stracciati che ha portato alla sottoscrizione di 12.005 tessere, record assoluto per la Ternana.
Il riassunto proposto per far meglio comprendere quanto sia grande l’attesa del presidente ad ogni uscita della sua squadra.
Come detto lui vorrebbe vincere sempre perché avendo chiesto proprio questo in avvio di stagione è convinto di avere tra le mani la squadra giusta per centrare l’obiettivo. Però il campionato dopo quindici partite sta dicendo cose diverse.

La Ternana è una buona squadra, ben allenata da un tecnico che ha passione e qualità tecniche e umane. Però l’organico qualche carenza ce l’ha, almeno nella comparazione con altre big di un girone di ferro, assai più complicato ed equilibrato degli altri due.
La campagna acquisti estiva non ha prodotto i classici colpi ad effetto, né la rivoluzione forse necessaria stando alle premesse. Tant’è che oggi restano in organico elementi posti sul mercato in estate e che fin qui hanno giocato poco o niente. Altri che erano stati invitati a trovarsi un’altra sistemazione perché sarebbero stati alternative ad elementi migliori. Pochissimi sono usciti se non per fine prestito.

I pezzi della nuova Ternana sono arrivati da squadre di basso livello della serie C o da situazioni di svincolo contrattuale. Insomma non si è puntato sui reclamizzati top player ma su giocatori di buon livello, capaci di garantire un rendimento eccellente, magari dopo una ricostruzione a livello fisico e/o psicologico.
Però blasone, equilibrio e compattezza di organico hanno portato un po’ tutti gli osservatori ad inserire la Ternana nel novero delle papabili per la promozione. E la squadra ha risposto di conseguenza, pur con un passaggio a vuoto (gara interna col Monopoli) visto che ha messo insieme 30 punti con un ritmo (2 punti a partita) che varrebbe la promozione non ci fosse di mezzo la Reggina.
Ecco quindi, al di la delle carenze e degli errori propri, l’elemento destabilizzante per il presidente Bandecchi. La Reggina, e il Bari in rimonta o le sorprese Monopoli e Potenza. Ma, perché no, anche la consapevolezza di non avere tra le mani la squadra super che avrebbe voluto o sognato.

Sul primo aspetto non può certo intervenire ma soltanto sperare che anche gli avversari abbiano, prima o poi, un calo di rendimento, un qualche inciampo. Sull’altro può invece dire la sua cercando sul mercato gli elementi in grado di elevare il livello qualitativo della propria squadra.
Questa è la sostanza. Tutto il resto sono parole. Che magari sono utili a scuotere “l’ambiente squadra” anche se mai si è avuta la sensazione di un qualche rilassamento. Parole che però potrebbero anche avere un effetto negativo sulla piazza che molto facilmente si divide in pro e contro.

Parole che fin qui non ha espresso il direttore sportivo Leone, l’unico del gruppo immortalato all’Università Cusano, ad essere costantemente fuori dai radar dei cronisti. Eppure lui avrebbe da dire e da spiegare, magari spendendo qualche parola nei confronti del tecnico che ha voluto alla Ternana e che, risponde ogni giorno in campo e fuori.

Ecco allora che una bella conferenza stampa al fianco del presidente Bandecchi nella sede rossoverde potrebbe essere l’occasione giusta per un chiarimento definitivo. Perché la chiarezza era e resta la migliore medicina per garantire la compattezza dell’ambiente. Arma irrinunciabile per chi deve lottare contro avversari meglio attrezzati.

Nella foto di copertina la delegazione della Ternana ieri ospite del presidente Stefano Bandecchi all’Università Cusano.  In basso Luca Leone

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