TERNANA: BANDECCHI INDICA LA VIA, SEGUIRLA E’ UN DOVERE

Questa settimana avevo in animo di approfondire un paio di questioni: rinnovi contrattuali e acquisizione dei cartellini di alcuni giocatori da parte della Ternana. L’attualità impone però un cambio di programma perché la doppia sfida di campionato e coppa Italia (Reggina e Catania) da l’idea di essere cruciale nella stagione della Ternana.

Ovviamente la precedenza va al faccia a faccia di lunedì sera al Granillo. E per affrontare l’argomento non si può non partire dai fatti delle ultime due settimane.

Dunque, prima di affrontare le partite con Monopoli e Sicula Leonzio la Ternana aveva compiuto un mezzo miracolo dimezzando il ritardo in classifica dalla Reggina, ovviamente anche in virtù dei passi falsi della capolista. Poi, in due partite ha restituito quattro punti alla squadra di Toscano.
In questa altalena hanno avuto un peso determinante gli errori grossolani di due direttori di gara, due dei tanti di una classe che in serie C appare davvero inadeguata e decisamente poco sostenuta da chi governa la categoria.

Se in serie A parlano di arbitri giovani e poco preparati con tutti i sostegni, anche tecnologici, di cui possono godere figuriamoci cosa succede in Lega Pro. Da qui la richiesta di aggiungere almeno il quarto uomo, peraltro presente in Coppa Italia, visto che i collaboratori di linea di solo fanno presenza segnalando falli laterali, sostituzioni e qualche fuorigioco.
Arbitri penalizzanti per la Ternana quindi, nelle ultime due sfide: nessun discorso di parte, parlano le immagini.

Ma oltre alle responsabilità dei fischietti ci sono quelle della Ternana che, soprattutto con la Sicula Leonzio ha offerto una prestazione inadeguata. Errori tecnici e tattici ma, soprattutto, testa forse già ingombrata dalla sfida di Reggio Calabria. Inaccettabile la prestazione dei rossoverdi che hanno tirato poco e male verso la porta di una squadra che aveva già incassato 42 gol e che rendeva alla Ternana 35 punti in classifica. Riduttivo quindi addebitare ogni responsabilità al modestissimo arbitro Garofalo che (è la speranza) dovrebbe essere riposto al box per un bel po’ di tempo.

Così, anche se non ci è capitato spessissimo, ci ritroviamo a plaudire l’intervento del presidente Bandecchi che, con estrema lucidità, ha detto chiaro e tondo alla squadra alcune cosette:
1) non pensare agli arbitri, ma a se stessi, a giocare e dare tutto in campo;
2) a giocare sempre e comunque per vincere cercando di tirare in porta più spesso
3) di evitare ogni calcolo in una fase della stagione nella quale conta soltanto vincere per recuperare il terreno perduto:
4) di pensare positivo, di credere nelle proprie forze per determinare il proprio destino.

Poi un messaggio anche al resto del mondo pallonaro legato alle presunte pressioni dei suoi messaggi instagram “Chi non vive di tensioni vuol dire che non fa una m….” o giù di lì.

Tradotto per chi non ha seguito con attenzione le sue evoluzioni in rete: chi gioca nella Ternana sa che deve giocare per vincere il campionato quindi le tensioni debbono essere pane quotidiano; chi viaggia nella sua carrozza sa benissimo che è un tipo aggressivo che si pone obiettivi e che fa di tutto per centrarli. Tradotto: chi ha paura non vada in guerra. Messaggio chiaro e forte spedito ai suoi collaboratori, diesse, tecnico e giocatori in prima fila.

Ha ragione Bandecchi, c’è poco da fare. Ha ragione chi fin qui ha sbagliato tanto, certo, ma ha pure investito un sacco di soldi per garantire il calcio in una città che da una quarantina d’anni sa bene che la propria squadra è gestita, con alterne (tanto alterne) fortune da imprenditori esterni. E gli investimenti li ha distribuiti su squadra e tecnici ma anche sugli impianti per il settore giovanile dando l’idea di avere in testa un progetto dai contorni chiari, ma dai contenuti ancora un po’ nebulosi.

E’ chiaro il voler tornare nel calcio dei grandi, un po’ meno il come riuscire a farlo.

Ma Bandecchi merita sostegno. Dalla città, certo. Ma prima di tutti da squadra e tecnico ai quali ha già garantito il futuro prossimo (stagione 2020-21).
Giocare una partita vera, da squadra seria a Reggio lunedì sera sarebbe un primo modo per confortarlo. Vincere quella partita vorrebbe dire ridargli speranza, anzi riportarsi dentro un campionato dal quale con gli ultimi due pareggi la squadra è quasi uscita.

Non sarà semplice, tutt’altro.

E nemmeno basterà vincere a Reggio se poi non ci saranno tante altre vittorie e qualche passo falso delle dirette rivali. Ma sarà almeno fornito un segnale importante al presidente, spedito un messaggio al campionato.
Giocare senza paura, per vincere, per dimostrare che quei punti (troppi) di differenza non sono poi così veritieri, per far capire a tutti che questa Ternana ha un’anima e che all’impresa ci crede ancora. Se poi il risultato non sarà quello sperato pazienza, stretta di mano agli avversari e giù a lottare ancora per prepararsi nel migliore dei modi ai play off.

Nelle foto: il presidente Bandecchi ripreso in uno dei suoi interventi su Instagram. Più sotto il portiere della Sicula interviene su Defendi in occasione dell’azione incriminata