Tavecchio: il popolo dei tifosi sostiene la serie A

Così parlò (giustamente) Tavecchio: in Figc maggioranza soldi derivano da mezzi propri
“Malagò ha detto che la Figc sta in piedi grazie ai soldi della Lega Serie A e ai contributi del Coni?
Non voglio dare giudizi sulle parole di Malagò, ma siccome ho chiuso io il Consuntivo 2017 della Figc, posso dire che più di 125 milioni derivano da mezzi propri e 39 milioni provengono da fondi del Coni. Che, è bene precisare, sono fondi di Stato.
Per quanto riguarda il fatto che il calcio italiano venga mantenuto dalla Serie A, io ribadisco un fatto: che la Serie A vive con l’80% dei proventi che derivano dai diritti tv, che sono versati da chi si aggiudica i diritti, ma che a pagarli sono gli italiani. Sono loro che mantengono il calcio e non la Serie A.
D’altro canto il mondo dei dilettanti paga tutto da solo. Mi pare strano questo discorso e io non posso permettere che si dicano cose che non rispondano alla reale situazione economica del mondo federale”.
L’ex presidente della Figc, Carlo Tavecchio, reagisce così alle parole di oggi del presidente del Coni, Giovanni Malagò sulla Federcalcio e sulla dipendenza dal Coni e dalla Serie A.
Sul fatto che il 22 ottobre la Federcalcio andrà al voto con lo statuto vecchio ma con tutte le regole nuove, Tavecchio ha aggiunto: “posso dire che finché sono stato io presidente non c’erano i motivi per fare il commissariamento, per il resto non voglio fare nessuna considerazione.
In Figc si vota per blocchi? Ogni componente ha una sua piramide elettiva che parte dalla base che ha dei delegati che sono eletti dalle società, sono elementi non disomogenei ma omogenei.
Poi ci sono gli arbitri che io credo meritassero tutte le attenzioni del mondo ed escluderli è un fatto marginale e la Fifa non si opporrebbe mai se gli arbitri fossero in Consiglio federale.
Per quanto riguarda calciatori e allenatori votano in un sistema che fa parte della Legge Melandri. La differenza è il 70% dato dal mondo dei professionisti e dai non professionisti. Non è colpa di nessuno se in Italia le società sono cento anziché 40 o 50 con in altri paesi.
Io sono per il rispetto dei 120 anni di storia della federazione”.
“Un nome condiviso per la Figc? Il presidente federale deve essere il risultato del consenso delle componenti. In un paese dove si fanno maggioranze politiche al 51% non capisco perché ci sono problemi se si raggiunge il 75 il 70 o il 56% quale è il problema?”