Taranto, l’importanza di “muovere” la classifica

E si cari amici. Proprio così, un punto, di questi tempi, vale un tesoro. Lo abbiamo detto tante volte, lo ribadiamo ancora una volta oggi. Meglio un punto che niente. Per un punto si vincono o si perdono gli scudetti, si viene retrocessi o ci si salva, si entra in Champions League o in Europa League. D’altronde mio nonno mi diceva sempre: la differenza tra guadagnare 1 punto (in realtà faceva l’esempio con le 1.000 lire) o perderlo diventano, all’atto pratico, due.

Ma vi dico di più, questo esempio, rapportato ai nostri campionati di calcio, vale ben tre punti di differenza. 
Qualcuno potrebbe obiettare che sono esempi un po’ sciocchi o ingenui e magari gridare: il Taranto doveva vincere e basta! Queste sono sole scuse! 

Ma cari amici il calcio è bello proprio per questo ed io mi sono appassionata a questo sport proprio perché ogni partita ha una storia a se, ogni giocata è diversa dall’altra, si gioisce o si soffre fino all’ultimo secondo, nulla è mai dato per scontato e sicuro.

Non so se avete seguito la straordinaria partita tra Venezia e Verona di domenica scorsa. Il Venezia in vantaggio per 3 a 0 nel primo tempo si ritrova perdente per 3 a 4 alla fine della partita! E giorni fa Lazio – Udinese 4 a 4 al 99′ dopo che la Lazio perdeva per 1 a 3!
Cosa dovrebbero dire allora i tifosi o gli allenatori o i presidenti di quelle squadre!

Non si tratta di farsi raggiungere ingenuamente, ma appunto è che non si può mai sapere l’epilogo di  una partita. Basta anche una zolla di terreno un po’ rovinata per segnare o sbagliare un gol.
Bene, dopo questa lunga premessa torniamo sul campo e alla partita e constatiamo che è stata appunto una partita “nervosa” tra due squadre che non volevano perdere.

Il Taranto per consolidare la propria posizione di centro-classifica, il Messina di Eziolino Capuano per cercare di restare aggrappato ad una possibile salvezza.
Con questi presupposti quindi è chiaro che ne esce fuori una partita accorta, senza tanti rischi da parte delle due squadre. Quindi il pareggio è il risultato più giusto.

Il Taranto con questo risultato è, ora, esattamente a metà strada tra la zona dei play-off e quella dei play out, ed è proprio quello che dobbiamo continuare a fare. Inutile prendersi in giro con ipotetici obiettivi, certo come detto prima, nel calcio non si sa mai, ma sperare va sempre bene, mai illudersi troppo però  per poi dover soffrire, no?
Dando uno sguardo alle altre squadre notiamo che il Palermo batte e supera il Monopoli in classifica, cercando di avvicinarsi al Bari. Ma i “galletti” sono usciti indenni dal Partenio Lombardi e continuano imperterriti la loro marcia di avvicinamento alla serie B.

Si ferma il Foggia che viaggia con noi appaiato in classifica. Bella vittoria, finalmente,  della Vibonese che quantomeno si affianca proprio al Messina a 13 punti e insieme possono sperare di agguantare il Monterosi a 16 punti e quindi tirarsi fuori dalle sabbie mobili che tentano in tutti i modi  di risucchiarle nel baratro.
Le altre di centro-classifica si battono alternativamente a  vicenda non cambiando sostanzialmente le proprie posizioni.

Comunque, alla fine della giostra: Keep calm come va di moda, cioè: ‘’stiamo calmi’’, soprattutto in vista della trasferta super attesa di domenica prossima.

A fine settimana ci sarà il big match, nonché gran derby della Puglia BARI-TARANTO. Non accadeva ormai da oltre 30 anni! Non voglio dilungarmi in inutili reminiscenze positive e negative. Né fare un paragone tra le due squadre, che sulla carta vede favorito il Bari per tanti motivi che possiamo facilmente intuire. Come ho detto sopra ogni partita ha una storia a sé, anzi un mondo se non addirittura un  universo a se.

Dico solo: un avversario alla volta, un gran derby alla volta, una stupenda partita alla volta. Perderemo, vinceremo, ci annulleremo a vicenda non ha importanza. Keep calm e riflettori solo su di loro: i “principi” calciatori e “Sua Maestà” il calcio vero e puro.

Io ci credo sempre e voi?

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