TARANTO – GRAVINA, LA CALUNNIA E’ UN VENTICELLO…

La calunnia è un venticello. Conviene prenderla come una tazzina da caffè, nel giusto verso dell’impugnatura per non incorrere in scottature o spiacevoli rovesciamenti.
Un venticello che insinua nella gente il tarlo del dubbio e lascia aloni di colpevolezza indelebili.
Taranto – Gravina di domenica scorsa. I rossoblu sono usciti sconfitti dallo Iacovone. Tradendo tutte le previsioni.

Una partita nata male, un rigore sbagliato maldestramente, qualche errore difensivo.  Ci si è messa anche la bravura, perché no, di Santoro, lo scaltro attaccante degli ospiti.
Ai giocatori del Taranto non si poteva però rimproverare l’impegno. Fatto sta che il Gravina ha comunque “bucato” tre volte la porta difesa da Alex Sposito.
La calunnia è un venticello, ho scritto sopra.
Le prime avvisaglie si sono avute già lunedì mattina. Il “malato” di turno è entrato in azione ritenendosi furbo. La mano anonima di un “imbecille” ha mandato in circolo sui social e sui gruppi whatsapp un vocale e la ricevuta scarabocchiata di una scommessa. Intendeva seminare zizania.

Dava per certa l’avvenuta combine.

L’accusa, capirete, era infamante. Il fermento tra la tifoseria del Taranto stava crescendo a dismisura. A pensare male è peccato si usa dire …

Questa volta la voglia di andare a fondo della vicenda, prima di accusare, ha però prevalso.

Il confronto richiesto alla società è stato costruttivo. In questa occasione mi sento di fare un plauso ai rappresentanti del tifo più acceso. Contano i fatti non le parole.

Massimo Giove ha fatto breccia..

Risulta infatti che il presidente abbia prima difeso la squadra. Giustamente. Ha poi dato mandato ai suoi collaboratori di accertarsi. Sulla calunnia e sulle scommesse. Non per sfiducia nei suoi, ma solo perché era giusto fare pubblicamente chiarezza. Per dissipare ogni ipotetico dubbio nel rispetto del movimento ultrà come dei tifosi tutti.

E’ stato sufficiente il controllo sui flussi delle scommesse.

Una possibilità che la Lega dilettanti concede alle società. Le giocate su quella partita erano nella norma, come accertato da Sportradar, la multinazionale con sede a San Gallo, in Svizzera, che analizza e raccoglie i risultati sportivi.
Il gioco al massacro partorito da una mente palesemente malata è stato questa volta sventato ufficialmente.

Certo che di cattiveria, in questi casi, ce ne vuole veramente tanta. Viene da chiedersi quale sia stato lo scopo. Attenzione però, perché da lì a dare corso alla attività giudiziaria il passo è brevissimo. Gli strumenti per risalire agli autori di quella infamità ci sono tutti.

Vero Carlo?

Leave a Reply

*

code