TARANTO “C” SEI! BATTI … IL LAVELLO

    Taranto  “C” sei batti…. Il Lavello! 

    Bene amici, alla vigilia della partitissima di Venosa desidero alleggerire la tensione di noi tutti e affrontare con gioia ed allegria la trasferta di domani che ci condurrà finalmente alla tanto agognata e sofferta serie “C”.

    Il clima tra noi tarantini é di forte ottimismo. Molti si stanno organizzando per andare di persona a Venosa, con ogni mezzo. Per festeggiare sia lì che, successivamente, a Taranto.

    Dobbiamo aiutare i nostri eroi! Mi raccomando, chiunque può deve andare a Venosa e trasmettere tutto l’entusiasmo e la carica che ci pervade ora.

    Ma ora rilassiamoci con questo gioco che vi propongo. Si tratta di unire tutte le iniziali dei paragrafi che scriverò e vedrete che si formerà una  frase di buon auspicio per i nostri Rossoblu.

    T come “Tutti a Venosa!”. Dobbiamo farcela. Ispiriamoci ai  grandi giocatori tarantini del passato: Selvaggi, Petrovich, De Vitis, Maiellaro e primo fra tutti l’immenso Erasmo Iacovone.

    A come “ali”. Dopo le prime 4-5 partite in sordina, i Rossoblu le hanno indossate per scalare e diventare la capolista.

    R come “resistenza”, dimostrata in molte occasione dagli jonici.

    A come “Aboubakar Diaby”, spesso vero asso nella manica del mister Laterza. Ha risolto molte partite con il suo gioco potente e brioso.

    N come “Niente e nessuno può fermarci!”

    T come “Tissone”, vero motore della squadra. Autore di un gran eurogol da quasi centrocampo  che spianò la strada per l’importante vittoria di quella domenica insieme a Capitan Marsili, Matute e Corvino forma un quadrilatero di ferro a centrocampo.

    O come “ostinazione”, grande caratteristica del Taranto. Finora hanno perseguito l’obiettivo senza scoraggiarsi di fronte alle numerose difficoltà, Covid compreso.

    I come “intesa”. È stata questa finora la chiave del successo. Intesa tra i giocatori in campo, con l’allenatore, con la proprietà, con i dirigenti e tra tutti i collaboratori.

    N come “Nicolas Rizzo”. Ha segnato gol importantissimi e doppiette facendo il Taranto “rizzo-rizzo”.

    C come “Ciezkovsky”, piccolo portierino, ma solo anagraficamente, entrato per sostituire il bravissimo ma sfortunato e infortunato Sposito, si è rivelato spesso il salvatore della squadra. Parate strabilianti e sicurezza nel dirigere la difesa.

    Soluzione del gioco: “Taranto in “C”. Ed allora tutti a Venosa a gridare. Una partita alla volta, un avversario alla volta, tre punti alla volta… e magari anche “Taranto in serie C!”.

    Io “C” credo da sempre e voi due o tre,  ultimi scettici, ora ci crederete?!

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