TAIBI? COME UN GATTO IN TANGENZIALE

Nel calciomercato di oggi, per poter acquistare bisogna prima vendere, impresa questa divenuta difficile per quelle società che vorrebbero sistemare altrove i propri giocatori in esubero. Questa difficoltà si evidenzia in tutte le categorie professionistiche, come in Serie C, dove la Reggina del presidente Gallo è stata molto attiva sul mercato in entrata, mentre in uscita fatica a liberarsi di alcuni suoi pezzi da novanta, soprattutto dell’attaccante francese, Alain Baclet. Un calciatore voluto fortemente, la scorsa stagione, dal diesse Massimo Taibi.

L’ex Cosenza è sempre stato un pallino del diesse palermitano, lo inseguiva dalla scorsa estate, riuscendo poi a portarlo, in riva allo Stretto, nella sessione invernale del mercato, facendogli sottoscrivere un contratto importante. Per consistenza economica e durata.
Tutti credevano che l’arrivo di Baclet avrebbe risolto i problemi del reparto avanzato amaranto, invece i suoi 6 mesi con la maglia della Reggina sono stati piuttosto deludenti, caratterizzati da una forma fisica non ottimale e da situazioni tecnico-tattiche che non lo hanno per nulla agevolato.

Con l’arrivo di Toscano, l’attaccante trentatreenne è stato messo alla porta, senza pensarci due volte. Come dicevamo in precedenza, Baclet è legato da un contratto oneroso con la Reggina, in scadenza nel 2021. Il francese, non ha molto mercato, infatti quelle poche società a lui interessate, non intendono garantirgli le cifre  dell’ingaggio attuale.

Questa operazione, targata Taibi, rischia quindi di danneggiare la società (dal punto di vista economico), ma anche il giocatore, che vive una situazione da separato in casa. Il diesse deve rimediare ad un fallimento che porta esclusivamente la sua firma, operazione non facile.

Tra le società interessate a Baclet c’è la Virtus Francavilla, compagine pugliese che milita nello stesso girone della Reggina. La società ottimamente guidata dal presidente Magrì, sarebbe vicina all’accordo con la Reggina, anche se sarà utile comprendere con quali modalità avverrebbe il trasferimento.

Nello specifico, Taibi ha fortemente peccato di inesperienza, chiaramente non deve essere un alibi, bensì un campanello d’allarme per un direttore sportivo che ha puntato a gennaio su giocatori importanti e che lui stesso dopo 6 mesi sta cercando a tutti i costi di cedere.  Più che probabilmente con aggravio di oneri finanziari. Incentivi all’esodo. Bisogna sperare che l’operazione con la Virtus Francavilla si concluda a breve, in modo da non avere  per altri due anni il contratto di Baclet come aggravio. Quell’importo incide infatti, notevolmente, sui limiti di badget imposti dalla Lega Pro.

Le scelte tecniche di Taibi? Tutte bocciate quelle di gennaio, quei calciatori sono ora indesiderati. Taibi ha un imperativo: liberarsi quanto prima di quelli in esubero. Costi quel che costi, volendo quantificare in soldoni gli incentivi all’esodo. Il direttore sportivo amaranto è alle prese con un percorso di grande traffico. Come un gatto in tangenziale.

La domanda sorge spontanea: quanto sarà contento il presidente Luca Gallo obbligato a tenere “cordoni” della sua borsa sempre aperti?

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