SORRENTO SPACCA CAMPIONATO, TARANTO VOGLIA DI RISALIRE, RULLO CERIGNOLA

Sorrento. La vera rivelazione del campionato. La vittoria in campo esterno, a Fasano e la concomitante sconfitta del Foggia (a Gravina) la colloca, solitaria, al secondo posto in classifica. A soli 4 punti dalla capolista Bitonto. Bisogna ammetterlo, un campionato sontuoso per Maiuri ed i suoi ragazzi. Una partenza in sordina, in avvio di stagione, poi un crescendo impressionante nel gioco e nei risultati. Maiuscola la prestazione di Fasano che ha evidenziato un ottimo stato di salute fisica ed una solidità tattica ineccepibile. Sorrento un cliente difficile per tutti, in questa fase del campionato. Forse la squadra più in forma a questa altezza della stagione.

Imperterrito Bitonto. Patierno e Lattanzio entrambi in gol. A più 31 la differenza reti. Non ci sono più aggettivi per i ragazzi di Taurino. Neroverdi incontenibili, anche se l’Agropoli, allo stato attuale, è avversario che non può impensierire nessuno. Come scritto nel recente passato è un campionato che potrà essere deciso, sul campo, dai risultati emergenti dagli scontri diretti. Le prime avvisaglie già da domenica prossima quando il Cerignola scenderà in campo allo Zaccheria per affrontare il Foggia ed il Taranto salirà a Sorrento per confrontarsi con i tirrenici.. Le immediate inseguitrici del Bitonto, per poter ambire a qualcosa di più concreto, debbono riuscire a battere la capolista. Impresa che, al momento, non appare di facile realizzo. A meno che non ci metta lo zampino la sorte. Non me ne vogliano a Bitonto. Notizie di corridoio riporterebbero che quella indagine giudiziaria, sull’ultima gara della scorsa stagione sportiva, non sarebbe stata ancora archiviata dalle Autorità competenti. In ogni caso sul campo, per la continuità dei risultati ottenuti, Bitonto rimane, al momento, la favorita alla vittoria finale del campionato.

Cerignola pur ridotta in dieci (Alfarano si fa ammonire ingenuamente per la seconda volta nel giro di pochi minuti) fa un solo boccone del Brindisi. Si diverte Sansone (sua una doppietta) ritorna al gol Rodriguez (11 marcature). Ribadisco un mio vecchio concetto, Vincenzo Feola si trova al timone del miglior complesso del girone. Una squadra sapientemente costruita in corso d’opera alla quale non sembra possa essere precluso alcun obbiettivo. Entusiasmo in continuo crescendo al Monterisi dove i gialloblu hanno ripreso la marcia di avvicinamento alla vetta della classifica. Di Foggia – Cerignola, di domenica prossima allo Zaccheria ho già accennato. Sarà il match clou della giornata. Il risultato di parità accontenterebbe soltanto Bitonto.

Per dovere di cronaca doppietta di Ciro Favetta a Casarano e di Antonio Croce a Altamura. Due ex Taranto. Per motivi diversi contestati e costretti a cercare fortuna altrove. Per il cattivo rapporto che si era innescato con la curva nord dello Iacovone. Fare calcio in riva allo Ionio è diventato difficile per tutti. Fatto sta che l’aria che si respira non è più quella, entusiasmante, che accompagnava le azioni dei rossoblu nel passato. Ieri (come similitudine) non andava bene Pera, oggi è toccato a Favetta e Croce. Non saranno gli ultimi. Un ambiente esasperato. Una critica distruttiva danneggia l’intero apparato ionico. A beneficio di chi?

Brindisi, dai risultati altalenanti, dopo il poker patito a Cerignola si trova con soli tre punti di vantaggio sulla zona play out. Fasano, sempre da lodare il suo campionato, da però segnali di essere entrato in riserva di carburante. Si fa dura per la Fidelis Andria oggi con un solo punto di vantaggio sulla zona retrocessione. Sono i numeri ad essere impietosi con i federiciani. 12 sconfitte e 38 gol subiti. Favarin naviga a vista in un ambiente tempestoso. Risorge il Casarano al quale mancava la vittoria da 5 giornate. Si è sbloccato Favetta. In chiave salvezza, prezioso pareggio del Nardò a Nocera Inferiore. Resta in zona retrocessione il Francavilla che si fa imporre il pareggio casalingo dall’Altamura.

Qualche nervosismo di troppo in casa Foggia nuoce ai risultati ed alla classifica. L’espulsione di Ninni Corda durante l’intervallo. Lo scontro dialettico con le Forze dell’Ordine. Qualche errore di troppo in fase difensiva e sotto porta avversaria portano a una sconfitta, inaspettata, che frena le ambizioni dei rossoneri. La sensazione che il bravo tecnico sardo, come tutta la squadra, siano un po’ abbandonati a se stessi.

Il Taranto. Una bella partita per pochi intimi. Però ci siamo divertiti. Sciopero del tifo in curva nord. Spalti quasi deserti in gradinata. Parlo prima delle note dolenti. Dalla tribuna, nel pre partita, ho notato un atteggiamento niente affatto professionale da parte di Stefano D’Agostino. Da un professionista del suo stampo non me lo sarei mai aspettato. Il ragazzo che dice di voler bene ai suoi (ormai) ex compagni risolva le sue beghe con la società (in privato) senza gesti o esternazioni plateali. Nel rispetto dell’etica non doveva farsi intercettare all’interno del recinto di gioco, in quanto non convocato. Quel battersi la mano sul petto poi (faceva tanto la Barbara D’Urso della tv), per esternare amore nei confronti della curva nord, è apparso alquanto inopportuno. Ancor meno quello di firmare autografi sotto quel settore. Dico sempre che nel calcio non si sa quello che non si fa. Passata la ventata di popolarità attuale emergeranno realtà per cui di D’Agostino, in riva allo Ionio, rimarrà soltanto un ricordo “sdrucito”. Rifletta. Ritengo che il calcio, per lui, non debba finire a Taranto. Ringrazi Giove che, dopo le esperienze non proprio esaltanti di Matera, Lupa Roma, Fondi e Campobasso, gli offerto la possibilità di esprimersi al meglio allo Iacovone. Chiuda elegantemente, da par suo, questa esperienza. Senza esasperare le situazioni e senza strascichi nocivi.

Il campo ci ha fatto apprezzare la squadra. Bene Stefano Manzo (su tutti), Matute, sull’asse mediana, si è rivelato utile all’economia del gioco. Pregevole lo stacco aereo di Genchi in occasione del secondo gol. Ordinato il mancino di Van Rasbeeck schierato a supporto dell’attacco. Miracolo di Sposito su una palla insidiosissima. Ferrara sempre più sicuro. Meglio del solito Pelliccia. Svelto Goretta a sfruttare l’errore della difesa avversaria sul primo gol. Confortante il rientro di Allegrini. Disarmante la continuità nel rendimento di Gigi Manzo. Peccato per Benvenga, che possa riprendersi presto.
A Panarelli il merito di aver inizialmente mandato in campo l’undici più idoneo. Trenta minuti di superiorità assoluta e di ottime trame di gioco. Fisiologico un leggero rallentamento a risultato oramai acquisito. Nelle ultime cinque gare 11 punti. Il tecnico ionico viaggia a una media superiore ai due punti a partita. Le tensioni dell’ambiente sembrano non influire più di tanto sul rendimento della squadra.


Panarelli ed i suoi ragazzi hanno davanti un mese per dimostrare la “nobiltà” del loro lignaggio. Sorrento, Foggia, Altamura e Bitonto, nell’ordine, le prossime avversarie. Un mese che potrebbe cambiare le radici di una stagione sin qui opaca ed altalenante. La dimostrazione che il campionato è ancora tutto da giocare.

Una storia da crederci senza mollare di un passo!

Nella foto di copertina l’allenatore del Sorrento Enzo Maiuri