Serie D girone H, onore al Picerno, senza se e senza ma…

Non ci sono se e non ci sono ma. Per il Picerno, per Giacomarro e per Mitro parlano i numeri. 30 partite. 74 punti. Due sole sconfitte. 62 gol fatti soltanto 19 subiti, con una differenza reti di 43. Non ce n’è per nessuno. La squadra in testa dall’inizio del campionato, con una serie infinita di risultati utili. I numeri dicevo. Non c’è fortuna che tenga per chi riesce a mantenere quel passo. Ci sono soltanto meriti e capacità.

Vincere a Picerno deve avere un sapore particolare. E’ evidente che la tranquillità del paesino incastonato tra i monti della Basilicata ha giovato a tutta la squadra. Il resto lo hanno fatto, ognuno per le proprie competenze, Giacomarro e Mitro.  Nella guida e nella composizione dell’organico. Nella conoscenza del campionato. Nella gestione del gruppo.

Cerignola e Taranto che inseguono la capolista a nove e dieci punti di distanza possono soltanto recriminare sui loro errori. Sui loro ritardi. Sulle loro carenze. Pubblico (quello di Taranto) e denaro (quello della famiglia Grieco) non fanno risultati se non sono accompagnati da esperienza, equilibrio e professionalità. Picerno, nel 2017 faceva 5.933 abitanti. Allo Iacovone, nelle partite di cartello, ce ne vanno anche dodicimila. Numeri che debbono far riflettere. Anche per questo la vittoria che stanno conseguendo i ragazzi di Giacomarro assume il valore dell’impresa.

Picerno, nella sua galoppata trionfale, ha raccolto soltanto tre punti in meno del già promosso Lecco (nel girone A) e ne avrebbe cinque di vantaggio sul Bari che è a 69 (nel girone I). Sarebbe sbagliato se gli sconfitti si “aggrappassero” alla fortuna ed a ipotetici quanto improbabili favori arbitrali. Picerno, nel girone H della serie D, ha una marcia in più. Ha dato la biada a tutti. La serie C se la sta meritando con il gioco e con i risultati.

Gli sconfitti, Cerignola e Taranto (in rigoroso ordine alfabetico)che, a inizio campionato, erano partiti con i favori del pronostico, traggano insegnamento. Hanno tempo per meditare sui loro errori.

 

 

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