Serie D, Acr Messina : l’ennesimo cambio in panchina, ma i problemi rimangono

La difficile situazione del Messina è sotto gli occhi di tutti, caratterizzata da una confusione societaria che, inevitabilmente, si ripercuote sui risultati. La squadra giallorossa è tristemente ancorata nei bassi fondi della classifica. Il pesante ko casalingo subito nell’ultimo turno, contro l’Acireale, ha scatenato ancor più la rabbia dell’ambiente giallorosso. Al punto che presidente Sciotto ha maturato la decisione di esonerare il tecnico Pietro Infantino, puntando molto su Oberdan Biagioni. Un ex benvoluto dalla piazza con origini tattiche “zemaniane”.


Gli allenatori sono i primi a pagare, da che mondo è mondo, spesso anche per responsabilità non riconducibili a loro. Biagioni è il terzo tecnico che, in questa stagione, va a sedersi sulla panchina dei peloritani. Tecnico capace, conosce bene la categoria, è reduce da un anno sabbatico. Per ripartire ha scelto una piazza ambiziosa, dove non è facile poter lavorare in condizioni ottimali. Se la dirigenza dell’Acr Messina crede, con il cambio in panchina, di aver superate tutte le difficoltà sta facendo un grosso errore di valutazione. Anche se Biagioni dovesse riuscire a risollevare le sorti della squadra.


Al presidente Sciotto sfugge ancora che una squadra ha necessità di avere alle spalle una società solida e strutturata. Purtroppo a Messina non esiste da anni con quelle credenziali e con i presupposti attuali chissà quando potrà essercene di nuovo una. In riva allo Stretto occorre un progetto, con un piano industriale a medio termine, che rilanci il calcio messinese. Quando la famiglia Sciotto se ne convincerà saremo qui ad applaudirla. Sarebbe opportuno non prendere in giro la città sportiva e la tifoseria che subisce con la pazienza di Salomone le amare vicissitudini del presente. Con una breve, ma significativa “chiosa” finale. Caro presidente Sciotto, inutile cambiare la carrozzeria se è il motore non funziona!