Serie D, Acr Messina : giallorossi tra il caos e i proclami del presidente Sciotto

L’Acr Messina rientra da tempo tra quelle tante piazze decadute del calcio italiano, da oltre dieci anni il club peloritano ha vissuto e sta vivendo dei momenti infernali, dovuti a fallimenti societari, cattive gestioni,campionati anonimi in Serie D, portando interamente nello sconforto la tifoseria giallorossa.
Nell’estate del 2017, la società si è vista costretta a rinunciare all’iscrizione al campionato di Serie C, ripartendo di conseguenza ancora una volta dai dilettanti, dove la squadra milita attualmente. A far ripartire il calcio a Messina ci ha pensato il dottor Pietro Sciotto, imprenditore nativo proprio della città dello Stretto, ma dal suo avvento ad oggi, non sembra aver migliorato le cose, anzi la confusione regna sovrana.


Dopo il campionato della scorsa stagione che ha visto i giallorossi concludere in crescendo grazie alla guida di mister Modica, scappato anche lui per la mancanza di programmazione da parte della società, questi mesi sono stati vissuti nel pieno caos, seguiti da un pessimo avvio di campionato della formazione messinese. La vigilia di questa stagione per il Messina era nata tra proclami e sbalzi d’umore del presidente Sciotto, il quale dapprima dichiarava di voler lasciare la società e successivamente di rilanciarla verso grandi traguardi, passando al mancato ripescaggio in Serie C, che si è scoperto che non lo avrebbe mai potuto ottenere, a causa della documentazione non idonea, di conseguenza facendo crollare le speranze di una città che ci credeva al ritorno tra i professionisti.

Tramontata definitivamente la possibilità di essere ripescati, la società giallorossa tenta di pianificare l’ennesima stagione in Serie D, con l’obiettivo di ricoprire un ruolo da protagonista. Il presidente Sciotto con i suoi continui tira e molla non è riuscito ad attirarsi le simpatie dei tifosi, basti pensare che sulla panchina giallorossa avrebbe voluto far sedere Francesco Cozza, nemico storico, essendo stato capitano della Reggina, squadra rivale da sempre, dando vita ai tanti derby dello Stretto anche in Serie A, quando entrambe le squadre erano tra le più belle realtà del nostro calcio. Senza nulla togliere a Cozza, che sicuramente è un ottimo allenatore, l’idea del massimo dirigente dei peloritani è sembrata una provocazione nei confronti della tifoseria che mai avrebbe accettato l’arrivo dell’ex bandiera amaranto.


Chiusa la vicenda Cozza, il presidente giallorosso decide di puntare su Giuseppe Raffaele, tecnico giovane e preparato, però la sua avventura a Messina dura pochissimo, dando le dimissioni a causa delle incomprensioni legate a scelte di mercato, che non erano in sintonia con quelle della società. Con l’addio di Raffaele, la dirigenza corre ai ripari puntando su Pietro Infantino, il quale viene esonerato soltanto dopo due giornate, pagando a sue spese il fatto di aver avuto troppo poco tempo per trasmettere le sue idee di gioco alla squadra, protagonista di un pessimo avvio in campionato che l’ ha vista soccombere malamente contro Bari e Igea Virtus. Poco più di una settimana fa la società ha ufficializzato il ritorno, a distanza di due anni, di Lello Manfredi nel ruolo di Direttore Generale, figura che sinceramente non si comprende cosa possa portare di nuovo in casa Messina. Nei giorni scorsi ad abbandonare la barca ci ha pensato anche Arturo Di Mascio, alimentando sempre più l’enorme confusione presente all’interno della società.

Ora la palla passa al presidente Sciotto, che ha il dovere di spiegare ai tifosi giallorossi quali sono le sue reali intenzioni, considerato che dopo un anno alla guida della società, ha fatto il lunatico senza mai far capire se c’è o meno un progetto che possa riportare la squadra nel calcio che conta. Il presidente, purtroppo si sta dimostrando inadeguato e irresponsabile come i suoi predecessori, per poter stare nel calcio dovrebbe sapere che servono risorse e programmazione, soprattutto quest’ultima parola sembra mancare. Messina merita una dirigenza che riporti la squadra ai vecchi fasti, confidiamo comunque in questa presidenza affinché riesca a riportare i giallorossi in alto oppure auguriamo che lasci il timone e ammetta con dignità il proprio fallimento.

Leave a Reply

*

code