Serie A post lockdown. E menomale che c’è l’Atalanta

Dopo un lungo stop di circa tre mesi a causa del covid 19, il campionato di Serie A nonostante le tante polemiche è ripartito da diverse giornate. Questo lungo periodo d’inattività non ha affatto giovato alle venti formazioni del massimo campionato, le quali sono ora obbligate, in queste rimanenti giornate, a giocarsi un’intera stagione.

Stiamo assistendo in questo post lockdown, ad uno spettacolo poco esaltante. Sia fuori che dentro il rettangolo di gioco. Vedere una partita di calcio senza pubblico è già deprimente, se poi ne risentono anche i protagonisti in campo, non è più calcio. In un modo o nell’altro le partite vanno disputate e il campionato va terminato, ma finora la noia la fa da padrona.

Il campionato di Serie A, si può definire aperto su più fronti, tranne che per i primi quattro posti. C’era d’aspettarselo il fatto di non vedere partite di una certa intensità, oltre che di pochezza tecnica che già era abbastanza evidente prima della pandemia. La Serie A, non è più un prodotto appetibile, da tempo, per diversi motivi.

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Negli ultimi otto anni la Juventus domina in maniera netta, arricchendo la sua abbondante bacheca di scudetti, conquistati sempre senza grossi patemi. Quest’anno la lotta scudetto, sembrava un po’ più combattuta rispetto alle ultime stagioni, non per qualche frenata di troppo da parte della Juventus, ma per merito della Lazio, unica squadra ad aver fatto il salto di qualità. Salto di qualità, figlio di una politica del club biancoceleste che anno dopo anno sta dando i suoi frutti.

Le altre big continuano a restare al palo, vale per Roma, Napoli e Milan, mentre dall’Inter di Antonio Conte ci si attendeva qualcosa in più. Chi non è più una sorpresa, ma una bella realtà solida e importante, è l’Atalanta di mister Gasperini.  Il club bergamasco, ha ormai raggiunto una dimensione di livello europeo sia come società che nei risultati sportivi. Se oggi questa Serie A merita una certa attenzione lo si deve proprio all’Atalanta, che offre un calcio divertente e di qualità.

Se non fosse per Ilicic e compagni, assisteremmo all’ennesimo mediocre e anonimo campionato. Considerando che l’Atalanta è una delle pochissime note positive in una Serie A. Un tempo definita il campionato più bello del mondo, c’è chi accusa o insinua che la squadra bergamasca faccia uso di doping. Siete d’accordo nel ritenere che viviamo in un Paese strano? Accuse e insinuazioni gravi, provenienti addirittura da addetti ai lavori.

Qualche anno addietro tutti erano affascinati dall’impresa del Leicester di Claudio Ranieri, campione d’Inghilterra. Tutta Italia si era scoperta tifosa del simpatico club inglese. Oggi il nostro calcio, vanta realtà come l’Atalanta che si può considerare superiore a quella del Leicester, eppure la si vuole denigrare. Siamo un Paese meraviglioso, diciamocelo, ci piace sempre esaltare le cose degli altri, mai quello che c’è a casa nostra. In Italia chi è bravo è odiato e mai apprezzato Purtroppo è la nostra cultura.

Se vogliamo che il nostro calcio torni ad essere quello di un tempo, dobbiamo sperare che crescano altri club come l’Atalanta, ma i presupposti sembrano pochi. L’Atalanta porta avanti calcio e impresa, a differenza di chi spende a casaccio o si rivoluziona continuamente senza avere chiarezza di programmi e di idee. Un campionato sempre combattuto, la serie A, nulla da eccepire, ma con un futuro mai roseo finché le società saranno gestite con latente competenza.