SEGUI I SOLDI – Attenti alla Procura della Repubblica

Su questo blog sono stato, da sempre, molto critico (eufemismo) nei confronti dell’attuale gestione della Federcalcio. Del miracolato Gravina.
Un personaggio di secondo livello. Certamente non all’altezza di governance del passato. Sempre più dedito all’apparenza. Non alla sostanza.

La presenza. I bei discorsi autocelebrativi, possono andar bene per qualche mese. Ma ormai, dopo un anno di “governance”, i nodi vengono al pettine.
Ed allora “ SEGUI I SOLDI”, insegnava Giovanni Falcone. Troverai i problemi.

Non voglio oggi soffermarmi sul “nulla” che avanza nella gestione federale. Una gestione fatta di tavoli di riforme senza risultati, di presunte ristrutturazioni interne dette solo a parole, di promesse di riorganizzazione finite in un paio di riunioni alle quali non è seguito un bel niente.
Voglio buttare l’occhio, come ho già fatto qualche mese fa, sul Budget 2019. Chiuso a Gennaio con un bel MENO 9,1 milioni di euro (si avete capito bene, cari lettori). Perché ormai l’anno sta chiudendo e non solo il bel “Gabri” non sta facendo nulla per evitare di attingere alle riserve (che poi finiscono), ma sta continuando imperterrito a spendere e spandere. Come se nulla fosse (ma tanto non sono soldi suoi).

Mi riferisco al continuo “acquisto” di manager. Una cosa da far impallidire la prima Repubblica :
Il figlio dell’ex D.G. della Federcalcio Giovanni Valentini, al quale è stato predisposto un nuovo ufficio. Gira con “macchinone” a spese federali, (ma perché?). Non è chiaro che lavoro svolga e con quali risultati, a parte gestire il Salaria Sport Village, il Centro sportivo sottoposto a sequestro da parte della Procura della Repubblica (ma ancora sub judice su ricorso della proprietà)

Quanto costa? E’ un mistero.

Fabio Santoro, in arrivo da Milano lato Lega di Serie A. Persona chiaramente non gradita ai nuovi vertici milanesi. Viene immediatamente piazzato in Federazione. Anche lui si occupa di marketing, stipendio?

Leggi: è un mistero, come sopra.

New entry di queste ore (sono ben informato), il dottor Roberto Basso, uscito da Federcalcio srl che gestisce gli immobili e servizi federali.
Che si fa. E’ un politico di estrazione PD, portavoce dell’ex ministro Padoan, presidente della Consip. Ma si, mettiamolo nel carrozzone federale. Ruolo e stipendio?

Dai Vittorio, questa è la Federazione della trasparenza, lasciaci in pace…

Chiara Faggi, colei che ha ribattezzato il nostro presidente (rigorosamente minuscolo) “Gabri”, prelevata dalla Lega Pro di Firenze.
Ruolo? Stipendio? Non si sa. A parte quelle diciture all’inglese (Risk Manager) che a noi sembrano fuffa. O peggio, coordinatrice della Giustizia Sportiva.
A parte il fatto che in Federazione ci sono fior di legali con esperienza ventennale, ma la mossa è a dir poco “sprudente”. In considerazione del fatto che la giustizia sportiva dovrebbe essere autonoma dalla Figc…sono le basi.
Dai “Gabri”, dalle un altro ruolo, che questa etichetta proprio non va.

Nella “nuova” Federcalcio è tutto così, fuffa e dilettantismo.
I numeri sono impietosi e, seguendo il denaro, si resta di stucco.
I costi per l’attività sportiva hanno un incremento di 9,4 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente. C’è stato, in effetti, l’ingaggio di Mancini e dello staff…
I costi per la preparazione Olimpica:  PIU’ 2,5 milioni di Euro.

Gabri, l’Italia non è qualificata…quindi sono i costi ordinari per le attività delle nazionali, ma lascia perdere le Olimpiadi.

Insomma, spendi e spandi. Assumi amiche senza curriculum e managers qui e là. Ma questa macchina federale per funzionare (parolona) quanto costa?
39.073.299 milioni di Euro. (dico bene:trentanovezerosettantatremiladuecentonovantanovemilioni di euro)
Bum, batabum.
Si avete capito bene amici miei, i costi sono proprio questi.
Quaranta milioni di euro per il carrozzone faggesco.
Alla faccia dell’equilibrio economico finanziario e del pareggio di bilancio.

E il Collegio Sindacale che fa, dorme?
A parte il fatto che il Presidente, dottor Luca Galea è dello studio dell’avvocato Mario Gallavotti (legale storico della Federazione) e quindi è sotto “controllo”, tuttavia i rilievi a Gabri in Comitato di Presidenza debbono averli pur fatti. Per forza.

Sapete come pensa di rimediare il nostro presidente a questa situazione di deficit in picchiata?
Semplice, la soluzione è riportata nella relazione del Collegio Sindacale. Dove si riporta che il Presidente Gravina farà tutto il possibile per ripianare la perdita di esercizio (si abbiamo visto) e che confida nell’incremento da parte del Coni del contributo riservato alla Federazione….
Bum, strabum…Ma dove vivono questi?

Le frizioni (eufemismo), fra il Presidente del Coni e le federazioni sportive, sono sotto gli occhi di tutti.
Con l’avvento di Sabelli e il nuovo organo, voluto dalla politica, “Sport e salute” (che ha sostituito la Coni Servizi), si tende a limitare la funzione del Coni alla parte Olimpica.
In questo gran caos alcune federazioni, pensando di accattivarsi l’amicizia di Sabelli, hanno “sposato” subito il nuovo progetto. Hanno scaricato Malagò e una funzione riconosciuta a livello internazionale.
Non dimentichiamoci poi dello sgarbo fatto da Federcalcio e Lega per il caso Cerignola. Nel quale, per la prima volta nella storia, Coni e Figc e i rispettivi legali si sono ritrovati contrapposti dinanzi al Tar del Lazio.

Incredibile….
Ed  è con questo clima che Gravina pensa di tenere in piedi la baracca federale. Raccontando che conta di incrementare i finanziamenti dal Coni.
Si, buonanotte. Sicuramente Malagò non vede l’ora.
Non si può spendere e spandere raccontando frottole sulle coperture. E poi la legge istitutiva del nuovo organismo Sport e Salute, sotto il controllo del Ministero delle Finanze, sembra togliere al Coni tale potere. E non crediamo che Rocco Sabelli non si informi bene prima di mettere mano al portafoglio.

Certo la Federcalcio ha le entrate degli sponsor della Nazionale e forse l’anno prossimo, con l’auspicata qualificazione ai Campionati Europei, ci potrebbe essere un incremento.
Il buco e lo sperpero sono però talmente ampi da non dormirci la notte.
Forse Gravina dovrebbe ricordarsi che Il Tar del Lazio, con la nota sentenza della Sezione I Ter del 13 Aprile 2018 n.4100, ha chiarito bene la valenza pubblicistica delle federazioni.
Se è lo stesso Gravina che pensa di “tappare il buco” con i soldi del Coni o di Sport e Salute, non può poi pensare di trincerarsi dietro la veste privata per non giustificare come spende i soldi…
E’ poi  pacifico che, in materia di iscrizioni e di tesseramento, la Federcalcio abbia una veste pubblica. Come ormai pacificamente chiarito dalla Legge 280/2003 in materia di giurisdizione del Giudice amministrativo.
Non voglio certo avventurarmi in questioni giuridiche che non sono nelle mie corde. Mi limito a rilevare che i soldi pubblici vanno spesi bene e in modo trasparente. Non assumendo raccomandati e amiche. Come, in materia di iscrizioni, non si può non rispettare le regole.
Il caso Cerignola è sotto gli occhi di tutti. E’ stata impedita l’iscrizione, invocando una presunta carenza di certificazione, quando altre società hanno lo stesso problema e nessuno glielo ha mai contestato.
Il Tar, con uno sgangherato provvedimento presidenziale, ha negato giustizia sostenendo che fosse prevalente l’interesse di far partire il campionato di Lega Pro.
Ora però, lunedì 9 settembre, il Collegio del Tar del Lazio che farà? Dirà che i campionati sono iniziati e che quindi non si può più fare giustizia?

Io non ci sto.

Perché significherebbe affermare il principio che un personaggio, come Ghirelli, possa contestare i requisiti a società “nemiche” e chiudere gli occhi di fronte agli “amici”.
Tanto poi il Tar dice che i campionati debbono partire e dei soldi immessi, della tradizione sportiva e dei diritti dei tifosi, chissenefrega.

Intanto  il Cerignola non ha iniziato a giocare in Serie D. Perché la giustizia non può essere sorda.
Questo Ghirelli va fermato, oltre ad aver affondato la Lega Pro nel punto più basso della sua storia,  arrivano voci di possibili “pressioni”, che sarebbero state fatte, per cedere la Viterbese (Camilli, uno dei pochi che aveva osato alzare la voce per gli atti di mala-gestio ghirelliani) o per far assumere alla Virtus Verona un Direttore Generale amico.
Certo, se ti chiama il presidente (minuscolissimo) della tua Lega e ti consiglia “assumi questo” tu che fai?
Hai paura che non arrivino i contributi o peggio che arrivino arbitri, diciamo, poco attenti.
Insomma l’andazzo del nostro calcio è questo. Un presidente Federale che ha creato un buco di bilancio storico assumendo amici e amiche.
Un presidente di Lega che piazza i raccomandati (vedi segretario), come imporrebbe assunzioni e cessioni! E nessuno gli dice niente.

Ed allora a Malagò rinnovo l’appello a “guardare dentro” la strana macchina Federcalcio. La funzione di controllo delle Federazioni gli sarà pur rimasta.
I dati di bilancio sono nel budget previsionale e sono tutti lì. A disposizione.
Una macchina federale che non funziona e che costa 40 milioni di euro. Tanto ci sono le riserve o peggio confidiamo nei soldi pubblici…
Con un presidente di Collegio Sindacale che non vigila. Perché fa parte dello studio legale di uno degli avvocati storici della Federazione e che va quindi immediatamente revocato.
Con una Lega Pro presieduta da un pensionato della Lega Pro. Che si prende lo stipendio dal suo ex datore di lavoro Lega Pro (ma si può?). Che contesta i criteri infrastrutturali ai “nemici” mentre  per gli “amici” si benda gli occhi.

Ma quanto pensano di durare?

Sono certo che Malagò vorrà vederci chiaro. Altro che dare più soldi.
E poi scusate. Di fronte a soldi pubblici sperperati e ad atti fatti senza rispetto delle regole, vedi iscrizioni ai campionati, qui l’occhio, oltre che il Presidente del Coni, prima o poi ce lo butta anche la Procura della Repubblica.
“Segui i soldi” insegnava Falcone. Troverai il marcio.

Sono proprio d’accordo.

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