SARTORI SA SCEGLIERE SQUADRE E CALCIATORI

La pagella del direttore di calciomercato.com Stefano Agresti dove rende merito al responsabile dell’area tecnica dell’Atalanta Giovanni Sartori attribuendogli un NOVE e dedicandogli il titolo: “Atalanta, c’e’ chi dimentica che i giocatori li sceglie Sartori” merita un approfondimento.

Parliamo del direttore sportivo che ha contribuito a rendere famoso il nome del Chievo Verona nel calcio italiano, portandolo nella massima serie e regalando stagioni esaltanti alla seconda squadra di Verona.

Dopo vent’anni alle dipendenze di Campedelli, da oltre un lustro Sartori si dedica alla costruzione della squadra di Bergamo dove acquista giocatori che mette a disposizione di Gasperini, tecnico che già a Genova riusciva a compiere miracoli ogni campionato, con una società che gli rivoluzionava l’organico ogni sei mesi, riuscendo a conciliare risultati e plusvalenze per il club di Preziosi.

Sartori e’ dirigente esperto ed avveduto che rilascia pochissime interviste perché preferisce far parlare i fatti e avrebbe, grazie ai risultati ottenuti negli ultimi anni, diritto ad una maggiore vetrina, soprattutto perché il suo lavoro svolto dietro le quinte, e’ stato così apprezzato, da meritare l’attenzione addirittura del Milan, dove però si stenta a vederlo alla direzione.
Il motivo è facilmente intuibile. il dirigente vuole progetti dove ha garanzie importanti di gestione senza ingerenze nell’area tecnica. Questa è la ragione per cui ha lavorato nella sua carriera in sole due squadre, nonostante le lusinghe che ripetutamente riceve da Presidenti di altre compagini.

La sua forza e’ da rinvenire in primis nella scelta delle società in cui lavorare, che gli devono garantire completa autonomia e poi, nella capacità di scegliere i giocatori giusti per il progetto tattico del suo allenatore, che devono avere caratteristiche, fisiche e tecniche, ben precise (resistenza e gamba in primis) sulla base dei ruoli che vanno a ricoprire.

A ciò si aggiunga l’intelligenza di mettere insieme atleti di grande qualità, ma che non avevano ancora dato il massimo nelle loro precedenti esperienze, vedi per esempio Gomez e Ilicic, diventati continui e decisivi nel corso dei novanta minuti e Zapata, consacrato finalmente bomber a Bergamo, dopo aver fatto intravedere le sue qualità a Napoli e Udine.

Nei successi dell’Atalanta, evidenziate quindi le qualità rispettivamente del direttore e del mister, ovvero di chi costruisce il team e di chi tramuta la teoria in pratica, non dimentichiamo che i campionati li vincono le società e quindi, non sottovalutiamo i meriti della famiglia Percassi ed in particolare del figlio Luca, probabilmente uno dei migliori presidenti italiani dei prossimi vent’anni.

Voto DIECI!