IL CALCIO ITALIANO: RICOMINCIO DA CAPO

Ricordate il film di Bill Murray nel quale si ripete all’infinito il giorno della marmotta?
Ho la sensazione, purtroppo, di viverlo anche io. Appassionato, molto di calcio e molto meno di politica sportiva.

Siamo da capo. Si, anche se i ‘giornaloni’ sportivi non ne parlano, siamo da capo.

Ieri l’Entella (si ancora la Gozzi & C.) ha presentato l’ennesimo ricorso al Collegio di Garanzia per lo Sport (presso Malagò), per chiedere l’annullamento della decisione della Corte Federale d’Appello, della Federcalcio, che ha deciso di non prendere in esame la penalizzazione di 15 punti a suo tempo comminata al Cesena. Poi fallito.
Lo scopo è quello di avviare almeno una bella azione di risarcimento nei confronti della Federcalcio. Oramai è Natale e non si può chiedere più che l’Entella venga riammessa in Serie B al posto del Cesena.  Federcalcio alias Fabbricini. Il quale, nonostante le decisioni adottate dalla Giustizia Sportiva, non ha più sanzionato il Cesena in quanto non facente più parte del mondo sportivo, essendo fallito e senza più affiliazione.
In realtà la questione si intreccia con il nodo “format” della Serie B che poi, a cascata, coinvolge la Serie C di recente di Capotondi vestita.
Ed allora la Serie B che fa?
Il grande nemico di Gravina, Balata (strenuo difensore della Serie B a 19 squadre voluta dall’horribilis malagestio del Commissario Fabbricini) pensa che ti ripensa e cosa fa? Presenta anche lui ricorso contro la decisione della Corte Federale d’Appello della FIGC (il rispetto per le decisioni federali è oramai diventato una barzelletta).
Nel suo ricorso, Balata chiede il rigetto di quello dell’Entella. Sostiene, lo stesso Balata, che oramai le precedenti decisioni sul format a 19 sono definitive. La società ligure, stante l’entrata in vigore del decreto legge 115/2018 (a cui era stato costretto Giorgetti per dipanare la matassa) avrebbe dovuto ricorrere al Tar del Lazio.
A seguire c’è anche il Crotone (rischiavo di dimenticarmelo). Si è rivolto al Collegio del Coni contro la decisione del 5 Novembre (ma come direte, novembre? Certo, avete capito bene, si sta discutendo dell’ ammissione al Campionato 2018/2019 iniziato il 18 Agosto) che li ha esclusi dal giudizio (per gli illeciti amministrativi non è infatti ammesso l’intervento dei terzi). Sostengono a Crotone che il Chievo è stato penalizzato poco e che avevano loro il diritto di rimanere in Serie A. Nel frattempo, però, sono in piena zona retrocessione e meglio sarebbe che si concentrassero sul campo.

Ovviamente anche il Chievo ha impugnato il provvedimento. In effetti, a leggere le carte, la sanzione della penalizzazione appare non prevista dalle norme per l’illecito amministrativo (che tutti praticano per evitare di portare i libri in Tribunale).
In poche parole, si ricomincia da capo. Altro che nuova era Gravina.
Purtroppo, me ne rammarico, ero stato facile profeta.
Si è ripiombati nel caos. E il nostro Gabriele ancora corre dietro ai tavoli, alle Commissioni, alle condivisioni.
La non risposta sulle riforme porta al “Ricomincio da capo”.
La riforma dei Campionati?
Ci pensa il tavolone apposito, idem con il Club Italia, marketing e la giustizia sportiva. Nel frattempo Frattini è un’altra volta pieno di ricorsi. Poveri noi e povero il nostro calcio. La situazione è grave. Dalla Serie A a scendere.
Micciché, Presidente della Lega di A, che è un’entità autonoma rispetto alla Federazione e che se potesse ne farebbe volentieri a meno, non riesce a nominare un Amministratore Delegato. Un soggetto in grado di dare un volto moderno alla “governance” del massimo campionato.
Adesso fa tutto il lavoratore Marco Brunelli. Si desidera e ci vorrebbe un manager più di grido. Uno che sia capace di vendere meglio i diritti televisivi. Almeno all’estero.
Con un handicap: mettere insieme quelle 20 teste è complicato. Meglio ancora: impossibile!
Un mondo variegato la serie A, dove il Lotito di turno promette a destra e a manca, pur di acquisire potere. Qualcuno, però, si è un po’ stufato (finalmente) dei suoi “ce penso io” di romana espressione.
Poi ci sono persone ‘pericolosette’. Tipo il Massimo Ferrero, detto “er viperetta”, pieno di pignoramenti sui cinema e di sequestri della Guardia di Finanza. Avrebbe preso soldi dalla Sampdoria per tappare i buchi delle sue società (quelli di cui il calcio non ha bisogno, sono coloro che spolpano l’osso per fini personali).
Degli indebitamenti mostruosi di Preziosi ho già spiegato altre volte. Sapete come sana i bilanci in forte perdita l’Enrico Preziosi?
Semplice. Fingiochi, controllante del Genoa, cede quote di partecipazioni e realizza plusvalenze.
Bene, corretto. Ma chi è l’acquirente? Diamine, è lo stesso Preziosi. Per 150 milioni, che sposta da un cassetto all’altro. Altro che plusvalenze del povero Chievo …
Ma nessuno dice nulla e tantomeno la Procura Federale o la COVISOC. Film già visto per il Genoa.

Eppure, nel programma di Gravina, si (stra)parlava di trasparenza e di riforme del sistema.
Per non parlare della Serie B. Gravina non ha voluto decidere sul format a 22, ripristinando la legalità? Benissimo. Beccati allora l’ennesimo ricorso di Balata il quale, come dicono i giuristi, sostiene che il format è ormai a 19 ed è passato in giudicato.
Certo, perché sino a che non decidi nulla, i ricorsi fioccheranno. Altro che ‘tavoloni’.
La Serie C, guardiamo oltre alla ottima trovata della attrice sexy e dell’ambasciatore senza capelli (Galliani è stato infatti nominato ambasciatore della Serie C verso la Serie A). Che sia un modo per dire che Gravina, che dovrebbe essere il capo, non serve a nulla?.
Ma, al di là di questi colpi di immagine, i problemi, anche qui, sono sempre gli stessi. Le società sprofondano.
Il Matera, nuovamente deferito, vuole il guinness dei primati per la maggiore penalizzazione mai raggiunta (si prevede possa aggiungere altri 12 punti al suo palmares e siamo ancora a Dicembre).
Il suo presidente (p minuscola) è pluricondannato per diffamazione. Già squalificato per la Giustizia Sportiva quando era all’Avellino. Non dava adeguata sistemazione ai calciatori del settore giovanile (orribile).
Strano questo passaggio di avellinesi a Matera. Qualcuno insinua che dietro ci sia sempre Taccone. Il genio che ha fatto perdere ai biancoverdi la Serie B.
E poi, oltre al Matera  abbiamo il Pro-Piacenza che è pronto alla dipartita, la Reggina che è morta, il Cuneo che non paga gli stipendi da mesi e non paga gli alberghi dove ha soggiornato la squadra.
Di Campitelli al Teramo (ben noto alle cronache per aver comprato una partita per andare in Serie B) ho raccontato ieri (ha definito bestie i direttori sportivi e gli allenatori).
Ma in Serie C non c’è il tanto pubblicizzato codice etico e addirittura quel Comitato Etico presieduto da Francesco Cirillo?
“Il ruolo del Comitato Etico è motore continuo di salvaguardia dei caratteri di moralità” si raccomandava il 10 Novembre il neo presidente della Lega Pro.
Slogan già visti? Frasi fatte? L’argomento in realtà non interessa, anzi è meglio tenersene lontani.
E allora?

Semplice: si ricomincia da capo.

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