RESTITUITECI IL CALCIO

    Nell’ultimo weekend siamo ritornati, dopo oltre due mesi, a rivedere calcio giocato. La Germania è stato il primo Paese a far ripartire il proprio campionato, applicando un modello anti covid 19 che, per quanto ben studiato, ha presentato parecchie contraddizioni all’atto pratico.

    Il weekend di Bundesliga ci ha chiaramente dimostrato che riprendere a giocare è strettamente legato ad un fattore economico. Ne eravamo ben consapevoli. A prescindere dal fatto che si è giocato in un clima surreale per l’assenza del pubblico, i signori del pallone dovrebbero rendersi conto che il calcio non è il subbuteo. Come si può pensare che un giocatore in campo possa evitare un contrasto o riesca a rispettare la distanza sociale in occasione di un calcio piazzato. In special modo quando l’adrenalina è a mille!

    Bisogna dare atto alla Germania e ad altri paesi europei, di aver avuto il coraggio di decidere sul da farsi, a differenza dell’Italia, dove ancora si continuano a fare chiacchiere, senza arrivare ad una soluzione concreta.

    Il ministro dello sport Spadafora e i vertici federali, hanno dimostrato quanto siano inadeguati nel ricoprire i rispettivi ruoli. Tutto ciò ha creato una fase di stallo che penalizza l’intero sistema, soprattutto categorie come Serie C e Dilettanti. Molte società non si sa che fine faranno. Il calcio non è soltanto quello delle televisioni e delle superstar milionarie. Vanno considerate anche le serie inferiori, in cui ci sono piccole realtà che, con enormi sacrifici, cercano di sopravvivere, senza alcun supporto. Abbandonate al loro destino.

    I “cervelloni” del nostro calcio non sanno più che pesci prendere per risolvere il problema. Occorre chiarezza. Coraggio di assumersi le proprie responsabilità, perché è proprio questo il loro compito. Sarebbe stato bello che tutte le parti interessate, avessero sfruttato questi mesi di pandemia per riformare il nostro calcio, invece di pensare soltanto al proprio orticello.

    Si è persa, ancora una volta, l’occasione per cambiare le cose, preferendo sostenere un calcio ormai sempre più lontano dalla gente. Divenuto terreno fertile per tanti speculatori. Gravina troverà il modo per riprendere a giocare o cercherà di optare per una sanatoria attuata per far stare buoni tutti quanti.

    Alla fine la cosa certa è che il rischio dei contagi continuerà ad esserci. Tifosi bistrattati per l’ennesima volta. Saremo testimoni di uno spettacolo imbarazzante su tutti i campi. Vedremo cosa accadrà nel consiglio federale, in programma mercoledì, anche se, visti i notevoli contrasti in essere, non c’è molto da attendersi.

    Il gioco del calcio, in verità, è un’altra cosa, questo tenetevelo voi.

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