Reggina, si stava meglio quando si stava peggio?

In casa Reggina, non si vive un buon momento sul piano dei risultati. Emergono le prime difficoltà in questa nuova gestione, targata Luca Gallo. L’entusiasmo che ha accompagnato l’ambiente amaranto,  dopo i proclami della nuova proprietà e l’importante campagna acquisti portata a termine nella sessione invernale, sembra essersi un po’ sopito. La società amaranto dopo aver rivoluzionato la propria rosa, sta pagando la decisione di aver voluto esonerare Roberto Cevoli. Non gli si è dato tempo e modo di poter amalgamare un nuovo gruppo. Sicuramente, nella prima parte del campionato, l’ex tecnico del Renate aveva alimentato qualche dubbio nell’approccio tattico alle gare. Per esempio: concedere un tempo agli avversari, ciononostante era riuscito a condurre la squadra in zona play off. Il tutto pur non avendo avuto a disposizione una rosa di primo ordine, oltre a vivere una situazione societaria al dir poco disastrosa.

Si è deciso di allontanare Cevoli dopo il ko interno nel derby contro il Catanzaro. Si era vista una Reggina più reattiva e vivace nel secondo tempo. Reazione comunque insufficiente per salvare la panchina del tecnico sammarinese. Tra le ambizioni dichiarate dal presidente Gallo e dal Dg Iiriti, c’è quella di voler provare a salire in Serie B già da questa stagione. Magari attraverso i play off. Scaricato Cevoli si è deciso di puntare su un tecnico che fosse in grado di soddisfare la dirigenza, la scelta è ricaduta su Massimo Drago e sul suo 4-3-3. L’arrivo dell’ex Crotone,  non sta dando quella svolta tanto attesa. Né sul piano dei risultati e ancor meno su quello del gioco, dove c’è stata una preoccupante involuzione. Drago arrivato da una ventina di giorni non è ancora riuscito a dare una sua impronta alla squadra, apparsa finora fisicamente in difficoltà,  impalpabile a centrocampo, poco concreta in fase offensiva. Tutto questo ha portato solo 4 punti in altrettante gare, un ruolino davvero deludente per le ambizioni della Reggina.

Nessuno si aspettava che il tecnico crotonese sarebbe stato in grado di cambiare le cose con un tocco di bacchetta magica. Ci vien però da chiedere perché è stata fatta questa scelta che, sta solo rallentando il percorso di una società determinata a tentare la promozione al primo colpo ? Magari sarebbe bastato avere un po’ più di pazienza con il suo predecessore. Anche se non potremo mai avere la controprova del meglio o peggio in queste ultime quattro gare.

Il silenzio stampa iniziato una settimana fa e il ritiro annunciato dopo la sconfitta di Castellammare, sono segnali che fanno comprendere il momento difficile degli amaranto. Occorrerà in questi giorni tanta calma e una seria riflessione, soprattutto con l’arrivo dell’imminente penalizzazione di 6 punti che farà inevitabilmente sprofondare la Reggina fuori dalla zona play off. Più precisamente al quattordicesimo posto, in compagnia della Sicula Leonzio. Una sanzione che renderà in salita la parte rimanente del campionato. C’è solo da augurarsi che gli amaranto possano tornare a fare risultati. Facile dire che si era più felici mangiando pane e salame che non oggi con caviale e champagne. Un’espressione metaforica che fa intendere l’idea che i soldi e le chiacchiere non fanno vincere le gare se poi non sono abbinati all’organizzazione di gioco e alla grinta. Non vogliamo essere disfattisti e tanto meno trovare colpevoli per questa crisi di risultati, però è legittimo chiederci se non si stia pagando, a caro prezzo, il fatto di pretendere tutto e subito, senza averne valutato le conseguenze.

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