REGGINA: PLURIENNALI AI TRENTENNI E LITIGI TRA DIRIGENTI

Un bel colpo d’occhio ha accompagnato la prima uscita interna stagionale della Reggina, dopo l’esilio forzato dallo stadio Granillo causa lavori al manto erboso. In oltre diecimila spettatori hanno salutato il nuovo patron Felice Saladini, intervenuto in estate per salvare capra e cavoli dopo l’arresto di Luca Gallo. La Sampdoria non ha ancora trovato un padrone, nonostante siano trascorsi diversi mesi dai guai giudiziari di Ferrero. I calabresi hanno avuto più fortuna.

Forse servirà un po’ di tempo al nuovo proprietario per strutturare o ristrutturare il club. Già, perché è prassi che un nuovo padrone si porti i propri uomini. Almeno per i ruoli in cui si “maneggiano” i soldi. Specie quando si viene da una gestione che ha prodotto una discreta quantità di debiti. Al momento, dal direttore sportivo in giù sono rimasti tutti al loro posto. In totale continuità.
Un altro punto in comune con l’era Gallo emerge dalla campagna acquisti. Può piacere come si può essere in disaccordo, ma la “politica” della Reggina è rimasta la stessa: incetta di trentenni, con contratti pluriennali. Il nuovo portiere titolare è Colombi (31); come difensori centrali sono arrivati Camporese (30) e Gagliolo (32); a centrocampo Majer (30) ed Obi (31); in attacco Santander (31). Tutti a titolo definitivo.
A questi si aggiungano i prestiti con obbligo di riscatto per i 28enni Canotto e Cicerelli, entrambi mezzepunte. Coetanei di Di Chiara, anch’egli appena ripreso dal Perugia a titolo definitivo. L’unico ad abbassare la media è il 22enne Lombardi. L’unica operazione in prospettiva è il prestito di Gori con riscatto e controriscatto da parte della Fiorentina. Per il resto, solo prestiti secchi.
Queste le operazioni fatte. Si cerca ancora un centrocampista di spessore, il nome preponderante nelle scorse settimane è quello del 28enne Hernani. Brasiliano del Parma, attualmente in prestito al Genoa. Guadagna un milione e 350 mila euro. Per carità, liberi di illudersi che Parma e/o Genoa vogliano contribuire all’ingaggio per rinforzare una diretta concorrente. Ma non avrebbe più senso spendere un milioncino per il cartellino di Saric dell’Ascoli, sforzandosi di effettuare un’operazione in ampia prospettiva? Chiediamo per un amico, e questo amico abita a Palermo… nel senso che ci stanno pensando i rosanero.
Se tre indizi costituiscono una prova, arriviamo alla più inquietante similitudine con la precedente gestione. Caratterizzata dalla fuga (o dall’esonero) in serie di tutti i direttori generali. L’ultimo di questi, tale Vincenzo Iiriti più noto per le apparizioni da Maria De Filippi che per meriti calcistici, aveva denunciato una o più aggressioni subite. Aggressioni fisiche. Scaturite da qualche alterco tra dirigenti. Una storia che si sarebbe ripetuta negli ultimi giorni, volendo stare appresso ai bene informati. Preferiremmo passare per male informati e non crederci, ma i “precedenti” inducono a sospettare ci sia almeno un fondo di verità.
Nel calcio non si sa quello che non si fa.
E lo sa bene anche Marcello Cardona, nominato presidente della Reggina dal nuovo proprietario Felice Saladini. Figura istituzionale, più volte prefetto o questore in vari capoluoghi. Non può e non deve consentire tali regolamenti di conti. L’erba cattiva tende a ricrescere, ma se non la estirpi o sei cieco o sei complice. Tendiamo ad escludere la seconda ipotesi.