REGGINA E’ TEMPO DI PROGRAMMARE, RETROCESSIONE COSENZA FIGLIA DI ARROGANZA E INCOMPETENZA

La stagione regolare del campionato cadetto si è appena conclusa, non resta che assistere ai play off che decideranno la terza formazione che farà compagnia a Empoli e Salernitana nella massima serie. Tra le calabresi sorride solo la Reggina che si era garantita già da tempo la permanenza in Serie B, a differenza del Cosenza condannata alla retrocessione diretta in Lega Pro.

Iniziando dagli amaranto, possiamo dire che la loro stagione può ritenersi complessivamente positiva. Reggina che ha ritrovato la Serie B dopo 6 anni di sofferenza. Considerata da molti, alla vigilia di questa stagione, tra le pretendenti alla promozione. Le aspettative create, dalla società del presidente Gallo, si sono via via sgretolate nonostante una campagna acquisti di grido. La squadra, dopo un avvio di campionato incoraggiante, ha iniziato ad avere un calo di risultati e prestazioni che hanno portato successivamente all’esonero di Mimmo Toscano e ad una posizione di classifica preoccupante.

Per correre ai ripari, la Reggina si è affidata all’esperienza di Marco Baroni, il quale è riuscito con il suo lavoro è riuscito a tirare fuori gli amaranto dai guai fino a sfiorare la zona play off. Il lavoro del tecnico fiorentino, abbinato ad un mercato funzionale nel mese di gennaio, hanno consentito alla Reggina di poter dare una svolta significativa alla propria stagione. A questo punto rimane soltanto che pianificare il futuro e dare seguito a quanto di buono sia stato fatto.

Questa Reggina può ripartire da una base solida che non può prescindere dal rinnovo di mister Baroni, oltre alla conferma di alcuni elementi che si sono dimostrati all’altezza di questo campionato. Dopo una cavalcata straordinaria è giusto che gli amaranto stacchino la spina, per poi attuare le strategie in vista della prossima stagione che ha tutti i presupposti per poter regalare importanti soddisfazioni alla tifoseria reggina. 

Se in riva allo Stretto possono guardare con serenità al futuro, non si può dire la stessa cosa a Cosenza, dove bisogna fare i conti con un’amara retrocessione in Lega Pro. Il ko di Pordenone ha condannato i rossoblu, che nell’ultima parte di stagione hanno smarrito quel carattere da veri lupi.

Questa retrocessione è figlia di una pessima gestione societaria totalmente priva di programmazione, idee e investimenti oculati che non hanno consentito al Cosenza di poter salvaguardare la categoria. Cosenza è piazza che vanta un’importante tradizione, non può essere gestita come una società dilettantistica. Già il fatto di avere in rosa pochissimi giocatori di proprietà, è la conferma di quanto detto in precedenza.

Una campagna trasferimenti insufficiente nel mercato di gennaio, nonostante la ricca cessione di Baez alla Cremonese, dimostra come si sia giunti a questa sconfitta sportiva. L’arroganza e la poca competenza della proprietà rossoblu, sono stati letali ad un Cosenza che avrebbe potuto centrare l’obiettivo salvezza.

Nel calcio non si improvvisa nulla, lo si sapeva sin dall’inizio che sarebbe stato difficile ripetere l’impresa epica dello scorso anno, per quale motivo perseverare? Ora bisognerà saper ricostruire,  la Lega Pro è un campionato difficile, soprattutto il girone C, formato da tante corazzate determinate a far ritorno nel calcio che conta.

Cosenza merita di più, merita di essere protagonista ai livelli che gli competono.

Il presidente Guarascio faccia tesoro dei tanti errori commessi, perché ha l’obbligo di avviare un ciclo che permetta di riportare in alto i rossoblu, a meno che non arrivi qualcuno in grado di farlo. Sin da subito.