Reggina ai playoff, e che Cevol…eva!

Errare è umano, perseverare sarebbe diabolico. Non stiamo qui a ricordare tutte le peripezie attraversate dalla Reggina nella prima parte di stagione, tali da farla andare ad un passo dal cimitero calcistico ed aziendale. Anche se lo ricorderemmo volentieri a quei “becchini”, accorsi persino sugli spalti dello stadio di Vibo Valentia, forse nel futile tentativo di dimostrare attaccamento. Grazie alla vittoria ottenuta al “Razza” sulla Vibonese, gli amaranto entrano nei playoff dalla porta principale.

 

Tre settimane addietro, la Reggina era quattordicesima. La cura (dimagrante) Drago non aveva funzionato, per usare un eufemismo. Nel “riaccogliere” Roberto Cevoli, il massimo dirigente Luca Gallo non aveva di certo manifestato gioia. Anzi, aveva realisticamente osservato come fosse complicato, in sole tre partite, agguantare i playoff. Cioè, anche il decimo posto. Ed invece, il mago di San Marino ha fatto filotto. Nove punti, più altri tre a tavolino nell’ultimo turno che prevedeva il Matera. Ok, questi ultimi li avrebbe fatti anche Drago… passateci l’ironia.

 

Cosa diavolo avesse indotto la Reggina ad esonerare Cevoli ad inizio febbraio, con la squadra al quinto posto e reduce da una sfilza di risultati utili, non lo ha compreso mai nessuno. Il 3-4 subito in casa nel derby col Catanzaro, non poteva bastare come motivazione tecnica. Se il sesquipedale errore si può perdonare a chi è nuovo nel mondo del calcio, come il presidente Luca Gallo o l’ormai ex direttore generale Vincenzo Iiriti, non esiste giustificazione che tenga per chi, invece, in questo mondo c’è sempre stato: il direttore sportivo ed ex portiere, Massimo Taibi.

 

Alla luce di quanto accaduto, forse esiste un solo errore più grande rispetto all’esonero di Cevoli, richiamato appena in tempo per evitare l’esclusione dai playoff dopo aver speso una barca di soldi a gennaio. E consiste nel prolungamento triennale con robusto adeguamento a Taibi. Che per sua stessa ammissione, ancor prima dell’avvento di Gallo e cioè ad ottobre e a dicembre, aveva contattato altri tecnici in vista di un’ipotesi di esonero. Mamma mia.

 

Stiamo parlando di un allenatore che chiude la regular season con una media di 1,74 punti a partita. Roba che a Reggio Calabria, piazza mostratasi critica persino nei confronti di Walter Mazzarri in passato, non accadeva da 17 anni. Bisogna risalire alla seconda promozione dalla B alla A, con Franco Colomba in panchina, per trovare una media migliore. Sono numeri.

 

Le voci (di corridoio) dicono che Roberto Cevoli, in scadenza con la Reggina, sia già nel mirino di compagini che voglio primeggiare in C nella prossima stagione. Più andrà avanti nei playoff, più “rischierà” una chiamata dalla B. La Reggina ha già sbagliato una volta, nel mandarlo via frettolosamente e senza motivo. Si ritrova in casa un tecnico affidabile, c’è da capire cosa altro debba dimostrare per tenerselo stretto. Il paradosso sarebbe ripartire nella prossima stagione con Taibi e senza Cevoli.

 

Intanto a Reggio, dopo aver sfiorato il fallimento, si sta vivendo un sogno. A Vibo, la Reggina ha praticamente giocato in casa. Tale è stato l’esodo di tifosi. Con un pubblico del genere, e con un allenatore così, la lotteria dei playoff sarà vissuta con enorme entusiasmo. La parolina magica non la pronuncia (ancora) nessuno, meglio dimostrare maturità. A tutti i livelli.

Leave a Reply

*

code