REGALATE A GHIRELLI UN PALLOTTOLIERE

    Scrive lo storico Orosio che, dopo la vittoriosa battaglia di Eraclea contro i Romani, Pirro re dell’Epiro abbia esclamato: ” Un’altra vittoria come questa e me ne torno in Epiro senza più nemmeno un soldato”. Il re dei Molossi, che si vantava di essere discendente di Alessandro Magno, era un tipo piuttosto pragmatico.

    Oltre che un abile stratega ed aveva compreso che, pur avendo vinto contro i Romani, la battaglia si era infatti conclusa a suo favore, ma che più di probabilmente non ne avrebbe tratto alcun giovamento. Gli sforzi compiuti erano stati talmente disumani da distruggere il suo esercito. Mentre le fila delle legioni romane continuavano a riempirsi di forze fresche che affluivano come lo scorrere dell’acqua fresca di una fontana.

    In sostanza, Pirro capì ben presto di aver sì vinto, ma allo stesso tempo di essere perduto. Perché pur avendo una medaglia sul petto di lì a poco avrebbe anche dovuto tornarsene a casa con le pive nel sacco.

    Mi chiedo se Francesco Ghirelli ingaggiato, dalla stanza dei bottoni di via Allegri, per arginare l’onda dei possibili dissenzienti rispetto alla linea di pensiero graviniana tra i presidenti di Lega Pro, ha mai letto la storia di Pirro re dell’Epiro.

    A giudicare dalla sua reazione pubblica, a mezzo di colpi sui social, debbo proprio ritenere di no. Ha esultato per l’approvazione del bilancio! Approvazione avvenuta ieri l’altro (a dire il vero in circostanze anomale, con i presidenti collegati da remoto ed alcuni con la connessione più volte “ballerina”). Già questo rappresenta un fatto strano. Perché esultare per l’approvazione di un bilancio se questo bilancio fosse, come è stato fatto credere dallo stesso Ghirelli, regolare e sensato? Senza alcun aspetto singolare? Per non dire discutibile?

    Senza dubbio un’esultanza nervosa. Tipica di chi non è propriamente tranquillo.

    L’approvazione del bilancio in un’azienda, che ha operato secondo le direttive e con il pieno consenso dei soci, dovrebbe essere poco di più di una ratifica. Perché allora esultare in pubblico. Il vecchietto eugubino esulta forse per lo scampato pericolo? Convinto coloro che hanno approvato questo benedetto bilancio se la fossero bevuta tutta?

    Perché? Perché…ci sono innumerevoli perché

    Bisognerebbe chiederlo al vecchietto eugubino, salito allo scranno più alto di via Jacopo da Diacceto, due anni fa, per intercessione del presidente federale. Ghirelli passato alla storia della Lega Pro non certo per la sua lungimiranza o per la sua capacità manageriale quanto, piuttosto, per la sua totale inadeguatezza. Come per una serie di gaffe che rimarranno nella storia ormai negletta della Lega fiorentina.

    Subito dopo l’approvazione del suddetto bilancio, da numeri dell’orrore (come ho già avuto modo di evidenziare in un articolo di qualche giorno addietro), Ghirelli ha esultato con un post delirante. Ha sparacchiato nel mucchio.  Prendendosela tra l’altro, pur senza nominarli, anche con i Graffi. Ha tirato in ballo pure presunte telefonate, a suo dire provenienti da una città del sud Italia teatro delle gesta di un discusso presidente (anche qui senza nominarlo), noto a tutti, con squadre in serie A e B. Il tutto avente lo scopo, secondo il vecchietto eugubino, di fare pressioni, non si capisce di che genere, sui presidenti della terza serie.

    Dimentica volutamente, Ghirelli (nella foto a fianco mentre parla al telefono), che, da sempre, il re delle telefonate è lui. Memorabili, in passato, quelle che faceva a Cellino. Anticipando le designazioni arbitrali. Rimaste scritte agli atti di un vecchio procedimento sportivo. Per non parlare di quando suggerì a Pino Iodice di registrare le conversazioni (sempre telefoniche) con Claudio Lotito. Il presidente al quale fa chiaramente riferimento nel suo post

    Ecco cosa c’entra Pirro in tutta questa storia che ha del vergognoso. Ghirelli finge.

    Si. Finge di non aver compreso il significato reale di quell’assemblea burla.  Come se l’approvazione di quel bilancio rappresentasse una sua vittoria. Contro “nemici” che, in quanto tali, esistono solo nella sua mente sconvolta. In realtà non sono nemici. Sono semplicemente addetti ai lavori inorriditi dalla sua pessima gestione. Presidenti proprietari, sul territorio nazionale, di fior di aziende i quali sono giustamente critici con lui. Con il suo operato distruttivo. Fatto di sole parole, di fuffa: ragioniamo a sistema, sostenibilità, campanili, pulmini, scioperi, sgravi fiscali, cassa integrazione.

    Finge, per darsi un tono. Finge di non aver compreso che la sua (relativamente all’approvazione del bilancio) è una vittoria di Pirro. Il vecchietto da Gubbio lascia dietro di se due anni di governance tragicamente deficitaria. L’ho scritto più volte e mai mi stancherò di ribadirlo. Ho più volte provocato il vecchietto da Gubbio. Quanto vorrei che Francesco accettasse, una buona volta e prima del prossimo 12 gennaio, la “sfida” di un confronto pubblico. Carte alla mano per entrambi. Lui con le sue trombe ed io con le mie … campane. Per poi lasciar decidere ai presidenti chi dei due è più intonato.

    Altro che promettere l’erogazione di denaro…impossibile!

    I presidenti, tranne otto di loro, hanno approvato il bilancio. Si sono turati il naso per non sentire quell’olezzo nauseante. Perché come mi ha raccontato (per i Graffi) uno di loro, peraltro molto rappresentativo, “non potevamo certo correre il rischio di trovarci di nuovo in mezzo ai piedi un commissario, dopo la tragica esperienza di Miele”.

    I conti veri e propri si faranno però il prossimo 12 Gennaio. Ne vedremo, sono convinto, delle belle. Chissà se, per quella data, Gravina sarà riuscito ad “elargire” alle società di terza serie il denaro che sta promettendo?

    Sarà allora, in occasione dell’assemblea elettiva, che i presidenti (finalmente nel privato di un’urna) esprimeranno concretamente cosa pensano di Ghirelli. Della sua governance. Sodali compresi, che hanno ridotto la Lega Pro a stare attaccata al contributo da un milione e duecentomila euro della Juventus, in quanto partecipante al campionato con la formazione Under 23. Per non chiudere il bilancio in passivo. Per non finire gambe all’aria.

    Pirro, dopo la vittoria sui Romani, si ritrovò coinvolto in una confusa battaglia. Gli fu sufficiente una tegola, scagliata da una vecchia. Venne messo definitivamente fuori gioco.

    Lui, che pure era un re e si credeva imbattibile. Aveva sbagliato nel fare i calcoli.

    Consiglio allora, vivamente, al vecchietto eugubino (sempre Ghirelli) di munirsi almeno di un semplice abaco (si quell’antico pallottoliere, primitivo elementare strumento per fare i conti).

    Perché?  Perché mi pare evidente che ha sopravvalutato la situazione.

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