RALLENTA LA FURIA DI COVID, IL DENARO METTE FRETTA AI CLUB

Si attende una ripresa verso quella normalità che un tempo ci apparteneva.  Questa é la speranza che accomuna tutti noi. Di tempo, però, ce ne vorrà. Bisogna pazientare per colpa di questo subdolo virus. Ma il calcio ha fretta di ricominciare. Una fretta mossa dal business, dal dio denaro. Troppi interessi sono legati attorno ad uno sport che muove tv di tutto il mondo e introita nelle casse societarie milioni di euro che consentono grandi manovre ai club più blasonati.

Ci sono, però, anche club che sulla ripartizione dei proventi dei diritti tv, costruiscono il loro futuro (iscrizione ai vari campionati e altre situazioni di bilancio). Il mondo dei grandi club ha fretta. Anche la Spagna freme, nonostante il Covid -19 stia facendo più disastri che in Italia.

Al tempo stesso si ritorna a parlare di piccole vertenze che quasi cancellano la morale dei giorni scorsi, dove la salute aveva la precedenza su tutto. Potere del ‘dinero’. Eh sì. Alcuni presidenti di serie A si battono per far ripartire quanto prima la serie A: Napoli, Lazio e Inter in primis. C’è anche una sorta di riforma delle coppe europee: almeno 6 italiane in due gironi da 30 squadre. Un girone con le cinque nazioni più importanti e l’altro formato da 16 club, con tanto di finalissima tra le due prime classificate. E’ la proposta di Aurelio De Laurentiis.

Si pensa a tutto pur di cominciare. Si discute sulla questione stipendi e sul caso multe per quanto concerne il Napoli. A proposito di ciò, i calciatori del Napoli hanno deciso di aiutare 25 dipendenti messi in cassa integrazione dal club azzurro. Un gesto di solidarietà, indubbiamente, ma in cambio di rivedere le multe imposte dal club per il famoso ammutinamento. Una soluzione che troverebbe il patron De Laurentiis irremovibile a trattare.

Carne a fuoco ne abbiamo abbastanza. Tutto questo, in attesa di capire in quale direzione andrà il calcio. La curva epidemica è in discesa, mentre la fretta di voler tornare in campo, anche a porte chiuse, è sempre più fremente. Gravina cerca di trovare soluzioni che salvino capra e cavoli, si confronta con i patron dei vari club. Qualcuno batte i pugni sul tavolo. In tutto questo ‘bailamme’, abbiamo trascorso una diversa, ma sempre una serena Pasqua; nonostante l’animale sia ancora lì fuori a guardare e a scrutare il mondo.

Un augurio ai medici, al personale infermieristico e a tutti coloro che sono in trincea per salvare vite umane. Nel frattempo, la giornata è bella, fuori c’è un tiepido sole che scalda il cuore e invita a passeggiare. Ah, poi ricordo che non è possibile, fuori c’è il Covid. Quel maledetto Covid-19 che ha fermato il mondo ma non (forse) il calcio.
Buona Pasqua fatta a tutti.