QUANTO VALE GABRIELE GRAVINA?

    Ormai gli argini sono rotti. Il profluvio di parole e promesse è fuori controllo. La fatidica data del 22 Febbraio si avvicina e l’acqua sale. Sale la tensione. Prorompe l’indecenza delle promesse elettorali (e siamo al limite del voto di scambio, per come ce la raccontano…). 

    Or pare che il presidente federale in carica, convinto, ma non sicuro della rielezione, abbia ricoperto di promesse le società di serie C. Alcune delle quali piuttosto sensibili a certi discorsi, visto che i conti sono da sballo e ripianare i debiti sarà difficile. 

    Due milioni di euro si dice possano essere distribuiti tra le 58 affiliate (a che titolo? Per cosa?) oltre a un contributo forfettario di centocinquantamila euro a titolo di rimborso o risarcimento per le spese sanitarie sostenute in ragione del rispetto del protocollo anti-Covid.

    Per ora nessuno ha visto il becco di un quattrino, naturalmente. Ma l’indole delle affiliate in Terza serie è quella di fidarsi delle promesse (anche a babbo morto) che G&G (Gravina e Ghirelli) sono soliti propinare ai presidenti. A una buona fetta dei quali non stona la definizione di bambascioni. 

    Perché, senza voler offendere nessuno, solo così possono essere definiti coloro che, pur presentandosi come imprenditori, necessitano di mangiarne un quintale prima di capire che non è polenta.

    Una decina di società ringrazieranno del gentile dono, se mai arriverà. Ma già hanno fatto capire che Gravina non lo voteranno mai e poi mai. Forse è proprio per timore che facciano proseliti che il presidente pare si sia mosso per reprimere dolcemente (con le solite promesse del vil denaro tuttavia gradito dato il momento) qualsiasi tentazione di votare da un’altra parte.

    Il problema non è che certe persone mantengano le promesse. Il problema consiste nel fatto che le facciano senza che tu gliel’abbia chiesto dovrebbe indurre, i presunti beneficiari, a riflettere sulla fondatezza della promessa in sé e per sé. Difficile però che i suddetti (cioè i bambascioni) non ci caschino. Troppo forte il richiamo dell’euro. Troppo sderenate le loro società, tali da indurli a calpestare, sotto i piedi, ogni principio.

    Vedremo come andrà a finire.

    Certo essere rieletti in forza di soldi distribuiti a pioggia per l’occasione, oltre a ricordare un certo Lauro, i pacchi di pasta e le scarpe destre prima del voto (quelle sinistre dopo, ad elezione conseguita), fa riflettere su una cosa: un uomo vale le promesse che mantiene.

    E siccome chi scrive (e molti altri ancora) ne sa qualcosa, la domanda è lecita: quanto vale Gabriele Gravina?

     

    Leave a Reply

    *

    code