QUANDO LA SQUADRA LA COSTRUISCONO I PROCURATORI

Nell’ambito delle differenti modalità di scouting che ogni club può decidere di fare sue (oggi le modalità sono molteplici ed all’avanguardia), sulla base degli acquisti che vengono effettuati, si può determinare se la squadra fa delle scelte con un criterio ben definito, oppure se la squadra la costruiscono i procuratori.

Nulla contro questa figura che, talvolta, si fa consigliare ed aiutare da scout qualitativamente superiori rispetto a quelli che lavorano per le squadre o dimostra una competenza spesso superiore a quella dei direttori sportivi (dipende dai soggetti).

Per chi non è dentro certe dinamiche calcistiche, deve risultare difficile ipotizzare che le compagini possano essere costruite da persone o da situazioni esterne alla società, ma la realtà è spesso questa.

Ci sono squadre, anche nel nostro Paese, dove il responsabile dell’area tecnica cede il passo, spesso consapevolmente (purtroppo), alle iniziative dei procuratori che, va da sé, curano soprattutto gli interessi di chi tutelano piuttosto che quelli di una società, eppure hanno la forza, magari derivante da rapporto consolidato con i Presidenti del club, di imprimere le loro idee nella costruzione del team.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a progetti tecnici davvero lungimiranti e di successo. Affidati a professionisti importanti che hanno dato, con la loro sapienza e conoscenza, il “la” a realtà che tutt’oggi sono presenti in serie A e hanno consolidato un ruolo nel nostro campionato. Mi riferisco al Sassuolo e alla Spal che, partite entrambe da categorie inferiori, addirittura dalla C 2 i modenesi e dalla C gli estensi, adesso sono protagonisti importanti del nostro torneo.

Hanno costruito i loro successi grazie a due eccellenti direttori sportivi, Nereo Bonato a Sassuolo e Davide Vagnati a Ferrara, ai quali hanno affidato le redini del progetto. Entrambi, grazie al supporto delle società di appartenenza, che hanno garantito loro la solidità economica e la continuità, sono riusciti, partendo dal basso, a mettere le fondamenta ed i mattoni giusti per costruire un palazzo la cui solidità fa da esempio.

Come lo hanno fatto?

Con un piano industriale lungimirante anche dal punto di vista tecnico. Hanno scelto loro i giocatori e gli allenatori e lo hanno fatto con grande attenzione e capacità professionale. La caratteristica distintiva che dimostra quanto fossero loro gli ideatori del progetto, è rinvenibile nel fatto che i giocatori sono stati gli stessi nel corso degli anni. Per cui alla scelta corretta, circa le qualità del calciatore , si sposa il fatto che questi abbiano calcato con successo più categorie. In più la continuità tecnica.

I procuratori sono estranei alle dinamiche societarie. Nel senso che svolgono il loro ruolo senza debordare i confini.

Nulla di male nei confronti di quelle società che non sono strutturate e non hanno al loro interno figure in grado di conoscere i giocatori e quindi si fanno aiutare da consulenti e procuratori, ma in un mondo dove tutti parlano di progetto tecnico, realtà come Sassuolo e Spal si sono poste prepotentemente come esempio da seguire.

Un insegnamento per taluni presidenti.

La dimostrazione di quanto sia importante una professionale e valida struttura societaria in grado di scegliere i giocatori, di farli crescere ed imporli all’attenzione generale.