PRESIDENTI CON LA FACCIA DI BRONZO

Nel calcio di oggi, la figura del presidente è cambiata, di molto, rispetto al passato. Intendiamoci, anche una volta si pensava al denaro, ma il tutto era abbinato da certi valori e tanta passione, a differenza di ora. I presidenti “moderni” amano essere egocentrici e giustificare ogni loro errore, attribuendo colpe a chiunque senza mai fare autocritica. Un tempo si dava priorità al risultato sportivo, per i massimi dirigenti di oggi conta guadagnare (tanto) investendo il meno possibile.
In questi giorni, hanno fatto riflettere alcune dichiarazioni del presidente del Frosinone, Maurizio Stirpe, il quale ha riportato i ciociari in Serie A dopo tre anni dalla prima apparizione nell’elite del calcio italiano.

Il massimo dirigente del club laziale, ha recentemente esonerato il tecnico Moreno Longo, protagonista la scorsa stagione della promozione e che in questo campionato si è visto consegnare una rosa non competitiva, ancorata al penultimo posto in classifica. Come solitamente avviene in questi casi, il primo a pagare è sempre l’allenatore, infatti il buon Longo ha avuto il ben servito dalla società del presidente Stirpe, sostituendo con Marco Baroni, sicuramente un bravo tecnico, ma che non vanta di certo dei validi precedenti in Serie A. Lo scorso anno alla guida del Benevento ha totalizzato 8 ko consecutivi. Il Frosinone ha deciso di affidarsi ad un tecnico che non né meglio e né peggio di Longo, oltre tutto Stirpe ha rilasciato una dichiarazione poco elegante nei confronti dello stesso Baroni: “Non potevamo mica prendere Mourinho”. Ciò fa pensare quanta considerazione possa avere nei riguardi del neo tecnico .

Tra le altre dichiarazioni a sproposito rilasciate dal presidente dei ciociari, c’è quella legata al pessimo campionato disputato fin qui dalla sua squadra, spiegando che è colpa del Palermo, responsabile del fatto di aver condizionato il cammino negativo del Frosinone in questa stagione. La cosa curiosa, è che il signor Stirpe non fa riferimento su come ha battuto i rosanero in quella finale dei play off, come mai non menziona ai palloni buttati in campo nei minuti finali dai suoi giocatori in panchina ad ogni azione offensiva dei siciliani?

E’ comodo mascherare i propri errori scaricando le proprie responsabilità sugli altri. Il primo storico campionato in A del Frosinone, si concluse con una meritata retrocessione, con cui il patron gialloblu ha goduto del paracadute che gli ha consentito di poter fare lo stadio nuovo.
Stirpe insieme tanti altri suoi colleghi, ha capito bene come bisogna stare in questo mondo, dove conta soltanto saper riempire le proprie tasche, a prescindere dai risultati ottenuti sul campo e dal futuro di una società. Ormai il sistema calcio è paragonabile a una torta della quale bisogna cercare di mangiare più fette possibili. Fregandosene dei danni causati all’intero movimento, tanto  la colpa è sempre degli altri…

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