Play off da protagonista ultima chiamata per la Ternana

    Niente da fare per la Ternana, piazza d’onore per la seconda volta nella Coppa Italia di serie C. Prima l’Arezzo ora la Juventus Under 23 i giustizieri dei rossoverdi che stavolta hanno contribuito con i propri errori al successo dei bianconeri.
    Errori ritrovati dopo il lockdown visto che prima dello stop la Ternana era incappata in un periodo poco felice culminato con la sconfitta di Avellino in uno stadio interdetto al pubblico.

    Non c’era gente nemmeno a Cesena dove i rossoverdi, negli anni ottanta, hanno ottenuto una delle vittorie che più rimbalzano nei ricordi della tifoseria con 15 mila ternani in trasferta a sostenere le “fere” nello spareggio vinto contro il Chieti per salire in serie C1.

    Tempi andati che sembrano distanti anni luce tanto questa Ternana degli anni duemila fa fatica a scaldare i cuori dei ternani.
    Colpa di un rendimento troppo altalenante, di occasioni perdute come quella di sabato sera. In vantaggio dopo pochi minuti grazie alla punizione di Mammarella, una squadra esperta come la Ternana avrebbe dovuto gestire la partita. Invece l’ha subita regalando spazi e gol ai ragazzini della Juventus che alla fine hanno meritato di vincere perché alle debolezze della fase difensiva la squadra di Gallo ha aggiunto una manovra offensiva scontata (soltanto cross) e poco incisiva.
    Insomma, l’opposto di quanto era lecito aspettarsi dopo il vantaggio iniziale. E così la Coppa se n’è andata portando con se anche la possibilità di accedere direttamente alla fase nazionale dei play off.

    Tant’è che domani sera Mammarella e soci saranno nuovamente in campo, stavolta al “Liberati” nel primo turno di play off contro l’Avellino che sta vivendo ore agitate anche per il malessere che ha costretto in ospedale il tecnico Capuano.
    Per la Ternana quindi il percorso si allunga per arrivare a giocarsi quella promozione in serie B che il presidente Bandecchi aveva posto quale unico obiettivo della stagione.

    La Coppa Italia era arrivata strada facendo, sembrava essere alla portata della Ternana che invece l’ha mancata.

    Un percorso, quello dei play off, che sarà duro, ma praticabile a condizione che la squadra di Gallo torni a giocare un calcio veloce e incisivo, senza paura, convinta dei propri mezzi.
    Quel calcio che da sempre auspica il presidente.

    Un Bandecchi stranamente silenzioso nei giorni successivi alla sconfitta di Coppa. Nessun intervento social per il numero uno rossoverde che, magari, avrà avuto un confronto con il tecnico e la squadra del quale, comunque, non si hanno notizie.
    Certo è che il suo umore non sarà il migliore possibile perché al di la delle dichiarazioni lui ad alzare il trofeo ci teneva. Nella sua esperienza in rossoverde fin qui ha collezionato una retrocessione in serie C, tanti cambi di allenatori e diesse, ma risultati modestissimi sul campo.

    Ha legato con la città per le sue tante e onerose iniziative di solidarietà, ma con il calcio non è riuscito a regalare le soddisfazioni attese. E questo lo fa star male.
    Un motivo in più per cominciare i play off con il piglio giusto. Pensando ad una partita alla volta perché, adesso si, la partita che arriva è la più importante. Sbagliarla vorrebbe dire andare a casa. Chiudere la stagione che assumerebbe il carattere del flop, del fallimento.

    L’ennesimo.

    Un epilogo che probabilmente farebbe ripensare il presidente a quella idea di “continuità aziendale” che ha più volte esposto e che, di fatto, vorrebbe dire conferma per gran parte del gruppo e inserimento di tre pedine per migliorarne la qualità, l’efficacia.
    Ecco perché i rossoverdi si giocano tanto nella partita con l’Avellino e (speriamo) anche in quelle successive. Tanto da non regalare certezze neppure per chi ha un contratto in tasca rinnovato.

    Oggi Mammarella e soci sono davvero padroni del proprio destino. Bandecchi chiede di giocare i play off da protagonisti fino alla fine. Giocarsi la finale è l’obiettivo minimo: salire in serie B quello auspicato.
    Un uscita prematura dalla lotta per la promozione potrebbe aprire a scenari fino a sabato sera inimmaginabili.

    Ma un Bandecchi tanto silenzioso fa pensare.

    Ridargli il sorriso, indurlo a conversare nuovamente con la città spetta alla squadra. E può farlo in un solo modo, con una vittoria convincente contro l’Avellino, tanto per cominciare. Un riscatto che inizierebbe mettendo sotto la squadra che la Ternana ha già battuto un Coppa Italia ma che in campionato le ha portato via sei punti su sei.

    Forza allora perché è il tempo di agire, di reagire.

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