“PASSAME STA PALLA!” – Il calcio al femminile nel pensiero di “Marcy”

    “PASSAME STA PALLA!”

    Io capisco che sei maschio
    Io capisco che stai in fissa
    Che t’alleni tutti i giorni
    E se nun vinci fai nà rissa
    …………………………………….
    Mentre giochi tu nun pensi
    Corri urli, hai gli occhi persi
    Passi solo a quello forte
    E nun sfidi mai la sorte

    E poi dici che una donna
    Deve solo sta in difesa
    E se anzi manco gioca
    La partita già è in discesa

    Nun t’offende se te dico
    Che le cose so diverse
    Non esistono campioni
    con idee così perverse

    una squadra è n’à famiglia
    dove tutti so importanti
    se se vince o se se perde
    basta esse accomodanti.

    Quindi caro il mio compagno
    Della squadra de interclasse
    Qui nun semo in Supercoppa
    Tu non sei un fuoriclasse

    Ar campetto de Mordini
    Io ce vengo e gioco pure
    Se te storci affari tua
    Io non vojo scocciature
    Te lo dico a gran voce, ma con calma
    PASSAME STA PALLA!

    Inizio così. Con una poesia scritta da una bambina di 11 anni, della quale per motivi di privacy non posso fare il nome, perché la cultura del nostro paese ha vissuto decenni discriminando gravemente il genere femminile privandolo della gioia di giocare lo sport più bello del mondo.

    Forse oggi una leggera apertura c’è, ma il cammino è ancora lungo!

    Vorrei condividere il mio pensiero, ma prima credo sia d’uopo presentarmi: 52 anni, grinta da vendere, una Laurea in Scienze Biologiche in tasca e mamma di tre calciatori. Marcella Bianchini, piacere, oggi responsabile della scuola calcio ASD Tor Sapienza e Responsabile Organizzativo del CFT di Montecompatri. Per arrivare dove sono oggi, la strada è stata lunga e tortuosa e tanta ce n’è ancora da fare, istruttore FIGC-CONI nel 2012, Allenatore UEFA C nel 2017, e UEFA B nel 2019, alleno l’attività di base per scelta, formandomi continuamente.

    La mia missione? Campi di calcio pieni di bambini e bambine, e ricordare al mondo del calcio i valori che attraverso lo sport si possono insegnare: lealtà, rispetto e meritocrazia, e soprattutto nessuna discriminazione né di razza né di genere.
    Sui campi ne ho sentite di tutti i colori, “tu sei donna che ci capisci di calcio?” ho risposto
    “ Pensami come un uomo, anche se capisco sia difficile”; “torna a fare il sugo che fai da 35 anni”, faccio dei sughi pazzeschi, ma prima di entrare in campo con i miei ragazzi/e.

    L’argomento che mi sta più a cuore è proprio quello del calcio femminile, io che non ho potuto giocarlo come avrei voluto; la frase che di consueto sento è “Il calcio femminile non è calcio, è un altro sport”.
    Davvero? Ma sembra proprio uguale, le regole di gioco, le misure del campo…
    Beh, certo se ci si aspetta che una performance femminile sia uguale a quella maschile, allora forse è necessario rivedere qualche “patentino da allenatore”.

    Qui entra in gioco il mio titolo di studio;

    Nell’attività sportiva del gioco del calcio dei ragazzi e delle ragazze, bisogna tener conto di determinate particolarità anatomiche, fisiologiche e psichiche dell’organismo.
    Nei due sessi la capacità di prestazione è pressoché identica sino ai dieci anni.
    Solo nel periodo prepubere, che nella femmina inizia di norma intorno a dieci anni, e nei maschi circa a dodici anni, cominciano a verificarsi tutti quei cambiamenti connessi con l’avvento della crisi puberale che portano l’individuo alla maturità sessuale. Sotto la scarica degli ormoni sessuali responsabili di questi fenomeni, la morfologia corporea si rimodella, acquisendo, con i caratteri sessuali secondari, il definitivo status di uomo o donna.

    Per quanto concerne lo scheletro, l’accrescimento termina nelle ragazze a circa 18-20 anni di età e nei ragazzi a 21-23 anni. Confrontando le caratteristiche scheletriche generali di soggetti adulti di sesso diverso, le principali differenze riguardano soprattutto la robustezza, la lunghezza e il grado di mineralizzazione delle ossa lunghe, che risultano maggiori nei maschi, nei quali anche le articolazioni e le superfici articolari sono più grandi.

    La più importante differenza anatomico strutturale in ambito calcistico è quella del bacino. Infatti, allargato per favorire il parto, ha una maggiore inclinazione dell’asse del femore.
    Questa maggiore inclinazione comporta un aumento del valgismo del ginocchio, uno spostamento laterale della rotula, comportando un carico superiore sul comparto esterno e una maggiore predisposizione agli infortuni dei legamenti (ginocchio-caviglia).

    Anche la composizione corporea è generalmente diversa nei due sessi, particolarmente rispetto alla quantità di grasso corporeo (massa corporea grassa) e alla sua relazione con la massa corporea magra, quest’ultima rappresentata essenzialmente dai muscoli, dalle ossa e dagli organi interni. Il grasso corporeo si deposita in vari siti dell’organismo, ma è soprattutto quello sottocutaneo che contribuisce in modo determinante a rendere più palesi le differenze sessuali.
    Nella donna il grasso sottocutaneo si accumula nelle regioni del bacino e delle spalle, nelle mammelle e nella parte posteriore delle braccia. Complessivamente il grasso costituisce nella donna il 22-25% della massa corporea, nell’uomo il 13-15%.

    Per renderla più semplice, è come se la donna giocasse con uno “marsupio sul petto e uno suo fianchi”.

    Per quanto riguarda la massa muscolare, mentre prima della pubertà non ci sono sostanziali differenze tra i sessi, successivamente queste diventano assai vistose. Nell’età adulta il maschio è dotato di una muscolatura maggiore di quella della femmina, ma non vi sono differenze qualitative nelle caratteristiche contrattili delle fibre che compongono il muscolo.
    Diversità anatomiche tra i sessi si riscontrano anche nelle dimensioni e nel peso di alcuni organi interni. Particolarmente rilevanti per le implicazioni funzionali a esse collegate sono le differenze riguardanti il cuore e i polmoni Le differenze riscontrabili devono pertanto essere interpretate come dipendenti da fattori quantitativi piuttosto che qualitativi.

    E ancora ci sarebbe da dire!

    Per farla breve, fareste mai giocare una partita Allievi vs Esordienti? Vi aspettereste la medesima performance?

    Se rispondete si, beh, stracciate il patentino!

    Stiamo giocando lo stesso sport, ve lo assicuro, è quantitativa la differenza, e non qualitativa.
    Inoltre aggiungo: l’aspetto motivazionale intrinseco nelle donne è molto più alto che negli uomini.
    Hanno:
    una maggiore propensione al lavoro,
    una maggiore capacità di attenzione e di analisi. Tendono a preferire allenamenti che implicano uno stile comportamentale collaborativo e non competitivo.

    Giochiamo insieme, un derby alla pari!

    Leave a Reply

    *

    code