IL CALCIO DI CASA NOSTRA, NON C’E’ PIU’ NIENTE DA FARE

Non c’è più niente da fare. E’ stato bello sognare….cantava Bobby Solo…
Ma come, la Lega Pro si ferma, lo sciopero, il semiprofessionismo, la defiscalizzazione?
Ma Ghirelli non ha sempre detto, in giro per l’Italia, che andava tutto bene? La Lega dei campanili e dei pulmini. Ma come siamo bravi, belli e buoni. Gravina sì che ci sa fare.
Tutte chiacchiere.  E il Campionato di Serie c (minuscolo), invece, non arriva a Natale, sotto i colpi sapienti di un pensionato allo sbando. Circondato da soggetti poco professionali. Che ha ereditato solo debiti e scarse idee prodotte da Gabriele Gravina. Quello che addirittura è assurto al soglio di Presidente della Federcalcio.

Il dado è tratto quindi. I nodi sono venuti al pettine e il nostro Ghirelli da Gubbio (che sfugge da mesi al confronto che gli ho proposto, ben consapevole che con me le chiacchiere non avrebbero funzionato) è costretto a fermare un campionato privo di risorse. Destinato, purtroppo, alla scomparsa.
Come detto le responsabilità non sono tutte del pluripensionato il cui compenso è avvolto nel mistero. Alla faccia della trasparenza e dell’etica che va sbandierando ai quattro venti (stendiamo un velo pietoso).

La crisi della Serie C nasce da anni di immobilismo generato da un altro cantastorie. Il bel Gabri che, dopo l’era Macalli, aveva promesso sfracelli. Riforme di sistema. Sponsor e diritti televisivi.
Risultati concreti, invece, zero spaccato.
Senza contare il “balletto” delle dimissioni, annunziate per anni e mai concretizzate sino a quando non vi fosse stata la certezza della candidatura in Federcalcio.
Di riforme nessuna traccia. Come di sponsor, come di visibilità (Gravina, eliminò anche l’Ufficio Marketing interno!).

Senza risorse il calcio di terza serie era ed è destinato alla scomparsa.

Pensate, cari amici, che il peso elettorale della Lega Pro è ancora del 17 per cento. Più della Serie A. Una barzelletta che non è sostenibile e che oggi è esplosa inevitabilmente, Come avevo, purtroppo, ampiamente previsto.
Lo sciopero di Natale, proclamato da questo Ghirelli, rappresenta l’epilogo triste di una gestione “graviniana”. Poi proseguito, con particolare coerenza, da questo altro dilettante.
Si, dilettante e irresponsabile. Dedito a dire che tutto va bene, che gli spettatori aumentano, che i pulmini girano. Beato lui!

Ma qui ai Presidenti gira ben altro, visto che sono costretti a immettere ogni anno risorse, a fare investimenti, con l’unico scopo di andare in Serie B e di liberarsi di Ghirelli & C.
Di sponsor nessuna traccia, di soldi meno che mai, di riforme dei campionati si parla solo nei tavoloni organizzati da Gravina. Dei quali non si parla più da mesi e mesi.
E che tutto andasse in malora, nonostante i proclami del vecchietto di Gubbio, era evidente.

Anche i dati trionfalistici sugli spettatori, proclamati dal nostro, si scontrano con la realtà.
Basta avere la pazienza di leggerli.

Dopo 9 partite in casa, prendiamo ad esempio il Girone B di questa sgangherata Lega, la Imolese ha una media di … 480 spettatori (sì, avete letto bene), la Virtus Verona 874, la Feralpi Salò 969, il Gubbio 974.
Con questi numeri non si va lontano. I tuoi pulmini, caro Ghirelli, rischiano di rimanere nel bel mezzo della strada. Privi di carburante.

Certo poi ci sono le eccezioni di Cesena e Vicenza o Modena, ma sono società (ri)sorte da fallimenti. Che vengono da piazze importanti e come tali destinate a lasciare questa Serie rapidamente.
Se anche il ricco SudTirol ha una media di 1.050 spettatori in casa, c’è qualcosa che non va.
Ovviamente i dati sono pubblici. Estratti dal sito Calcio.com, non li ho inventati io …

L’idea dello sciopero è semplicemente la prova, provata, di un fallimento gestionale più unico che raro. Non serve a nulla e comporterà (o meglio dovrebbe comportare) l’automatico commissariamento della Lega Pro.

Oggi rileggere il programma elettorale di Ghirelli proposto quel disgraziato 6 Novembre, mi fa cadere le braccia.
1) Passaggio al semiprofessionismo:
(stiamo ancora in attesa, considerando che lo stesso punto è (era) all’ordine del giorno di Gravina).
2) Abbattimento dei costi, promuovendo integrità e moralità:
(sui costi abbattuti chiederei ai Presidenti. Quanto all’integrità e moralità lo sfido al nostro al famoso dibattito, dove ne potremmo tirare fuori delle belle …)
3) Sviluppo del marketing territoriale:
(non pervenuto).
4) Miglioramento della qualità degli stadi:
(non pervenuto).
Qui mi sa che l’unico rivoluzionario cambiamento è stato mettere una attrice (la Capotondi) alla vicepresidenza.
Una svolta epocale nel nostro calcio.

E visto che il Presidente Ghirelli non sa le norme (epica la sua intervista nella quale dimostrava di non conoscere il nuovo testo dell’articolo 53 delle NOIF – in caso di esclusione di una società dal Campionato) né nessuno riesce a rammentargliele. Atteso che si è circondato, alla Gravina maniera, da raccomandati e sedicenti avvocati, non di gente competente, mi permetto io, dei “Graffi”, a richiamare la sua attenzione sull’articolo 3 lettera b e c dello Statuto della Lega che presiede. Dove si prevede che lo scopo principale è quello di organizzare i campionati.

Ebbene, caro Ghirelli, è inutile che chiedi la defiscalizzazione, che incontri il Ministro. Il tuo PD ti ha bello che scaricato.
Ma una cosa è certa. Con lo sciopero è venuto meno lo scopo principale della Lega. Quello di organizzare il campionato. Quindi, di fronte al non funzionamento del Presidente e della Lega, la Federcalcio deve immediatamente procedere al suo commissariamento.

Il resto sono solo chiacchiere.

Se Gravina non lo fa immediatamente (come si è affrettato a fare dopo il pasticcio delle elezioni di Micciché) ci pensasse il CONI a mettere fine a questo scempio della governance federale e di Lega Pro.

Capita giusto domani un Consiglio Federale chiamato a mettere un’altra toppa al clamoroso infortunio del nostro Gabri che ha nominato a Commissario quel Mario Cicala che, nel contempo, siede nel Consiglio di Sorveglianza della S.S. Lazio. Cioè una associata della stessa Lega che presiede (!?).
Ma come si fa a non evidenziare il conflitto di interessi?!
Ma come si fa a nominare una persona che è palesemente incompatibile?

Comica, per non piangere, la risposta di Gabri: non lo sapevo.

Andiamo bene, il dilettantismo impera in Federcalcio.
Ma poi, perdona, non elargisci un lauto stipendio all’avvocato che ti sei portato da Firenze. La famosa Risk Manager? Chiara Faggi.
Ma che ci sta a fare allora?
Mi viene da ridere. Se non ci fosse veramente da piangere.

Comunque, anche sul tema della defiscalizzazione è intervenuto l’autorevole presidente (minuscolo) Gabri, sostenendo la necessità del provvedimento.
E ci credo, lo sai bene in quale pantano hai gettato la terza serie.
“Auspico che il Governo intervenga quanto prima” tuona Gabri. Sicuramente dopo questa importante uscita, del nostro duo delle meraviglie, tutto cambierà.
Naturalmente, visti i tempi di magra, sarà ben difficile ottenere una defiscalizzazione, ma stiamo a vedere.

Quel che è certo è che il buon Balata, brillante Presidente che difende davvero le sue società e non a parole, ha subito alzato le antenne. Ieri ha subito dichiarato “Defiscalizzazione sia gioco di sistema” invocando anche per la Serie B provvedimenti simili.
L’Avvocato Balata ha quindi scritto una bella lettera a Gravina che si conclude: “In proposito sono dunque a richiedere quanto utile a valutare il comune rilievo dell’iniziativa, ove a perseguire quegli obiettivi di sostenibilità, formazione e sviluppo infrastrutturale che caratterizzano la categoria”.
Come dire, vai Gabri, guarda che ci siamo anche noi.

Quanto ci manca una governance autorevole, disinteressata, capace!

Bravo Vittorio, tu sei un disfattista, sei buono solo a criticare. Così è il fatto!

Davvero? Allora nel mio piccolo mi permetto di suggerire:
Primo: nel Consiglio Federale di domani si evidenzi il non funzionamento della Lega Pro e si assumano i provvedimenti conseguenti con la immediata nomina di un commissario.
Secondo: è noto che Sport & Salute ha erogato un bonus di 6,3 milioni di euro alla Federcalcio, che non è chiaro che destinazione abbia avuto a parte aumentare gli stipendi e prendere stagisti raccomandati.
Ebbene la Federcalcio metta ora a disposizione tale somma quale contributo straordinario per la Lega Pro. Altro che sciopero. Gabri, dammi retta, fai una cosa concreta una volta tanto!
Terzo: il Dottor Cicala venga convinto a fare un bel passo indietro e si nomini un commissario terzo e senza conflitti di interesse così palesi.
Infine Gabri, metti mano alle riforme dei campionati. Riduci il format in Serie C e cambia finalmente i “pesi” elettorali levando un bel 7 per cento alla Lega Pro a favore delle Leghe superiori.

Perché guarda che fine ha fatto la Lega Pro.
E poi attento, che anche la Federcalcio è prossima ad implodere.
Non c’è più niente da fare…è stato bello sognare….