NON BASTA COVID-19, ATTENZIONE POPOLO! IL MASANIELLO IMPROVVISATO E’ IN AGGUATO

    Se dico Tommaso Aniello d’Amalfi, probabilmente, questo nome, ai più potrebbe significare nulla. Non fumava il sigaro e non era neanche un lauerato (non è che per certe cose ci voglia per forza il dottorato ndr). Aveva, però, un certo carisma, questo gli va riconosciuto. Un carisma che fu tradito proprio dalle persone delle quali si fidava. Abbiate un altro poco di pazienza, a breve tutti lo riconoscerete: nacque a Napoli nel lontanissimo 1620, poco distante da Piazza del mercato. Giovane, esuberante, animo appassionato e carattere focoso. Bene, eccoci arrivati al misterioso personaggio: trattasi del leggendario Masaniello. Lui, però, nonostante una triste morte, ha lasciato qualcosa al suo popolo.

    Ma lui era Masaniello, quello vero.

    Ai nostri giorni, invece, di figuranti o comparse che lo scimmiottano ne troviamo a iosa. Sono tutti pronti a dire (a parole e seduti dalle loro scrivanie è semplice ndr) cosa bisogna fare. Il posto di comando è bello, dà potere. Impartire gli ordini dà autorità e autostima (ma fino a un certo punto ndr). La trincea, cari amici de ‘I Graffi sul pallone’, è tutt’altra roba.

    Un vero comandante, per essere definito tale, deve innanzitutto aver vissuto sulla sua pelle certe situazioni. In caso contrario, non potrà mai capire cosa c’è dall’altro lato della staccionata. Oggi stiamo vivendo un momento particolarissimo, storico. Forse, come dice qualcuno, il più difficile dal secondo dopoguerra. Non eravamo pronti per alcune cose, forse abbiamo sottovalutato un problema che poi si è rivelato più serio e grave del previsto. Situazioni che non tocca a me stabilire. Del resto, pur volendo, non ne avrei le qualifiche, essendo soltanto un umilissimo operaio della carta stampata.

    In tanti si sono sostituiti a professori, virologi, dottori e ricercatori senza averne il ruolo. In questa Italia va bene anche questo. L’importante è parlare. Ci sono medici e infermieri che combattono in prima linea contro il Covid-19. Diverse sono state le restrizioni imposte dal nostro governo: “Bisogna restare a casa” giustissimo. Noi, da buoni cittadini, che vogliono presto tornare ad una vita normale, ci atteniamo alle regole. La situazione generale, da due giorni, sembra essere leggermente migliorata. Un piccolo barlume di speranza, un raggio di luce in un tunnel dove l’uscita è ancora lontana.

    Sono in ballo tante vite umane, gli interessi personali vanno messi da parte: anche quelli calcistici. Certo, perché il calcio non è un mondo a sé. Il presidente della Federcalcio parla di un danno di svariati miliardi per tutto il sistema, pensa a una possibile data per riprendere a giocare.

    Forse maggio?

    Intanto, l’idea playoff non ha riscosso successo. Caro presidente, purtroppo, tutti vorrebbero sapere, ma in questo momento nulla è possibile. Anche i sindacati sono in lotta per tutelare gli operai che lavorano in fabbrica. Siamo in guerra, la cosa primaria è salvaguardare la salute dei cittadini. Il calcio miliardario può attendere.

    I calciatori non moriranno certo di fame.

    Le piccole aziende, la bottega di famiglia e tante piccole attività, questo rischio lo corrono seriamente. Quindi, buonsenso da parte di tutti e occhio al Masaniello. Il Covid -19 ha un altro ‘alleato’: un nemico che si annida tra il popolo, colui che ha la capacità verbale di suggestionare la folla. Fate attenzione a distinguere il vero Tommaso Aniello d’Amalfi da quello improvvisato. Popolo, fai attenzione: lui ti scruta, ti osserva, si nasconde e poi agisce.

    Chi? Ma si, il Masaniello che si improvvisa. Di un carisma discutibile. Ce ne sono che imperversano, sul mio territorio come in tutto il mondo.

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