Nicola Ragno, un allenatore in confusione, Sgrona ci sei?

Giornata interlocutoria nel girone H. Risultati nelle previsioni. Prevalentemente. Esatto l’esito di Brindisi – Foggia. Un pareggio che deve lasciare tutti contenti. Anche se il Foggia perde la vetta ed il Brindisi rimane in scia.
Cerignola, in attesa di poter far scendere in campo i nuovi arrivi Rodriguez e Sansone, deve considerare positivo il pareggio conseguito affrontando Bitonto. Gli avanti dei dauni hanno smarrito la via del gol. In casa gialloblu si fa molto affidamento sul prossimo rendimento dei nuovi, importanti arrivi.


Manca continuità nell’andare a segno anche agli avanti del Bitonto. Da Patierno e Lattanzio, in coppia, ci si attendeva qualcosina di più. Lattanzio risulta essere a digiuno dall’inizio del campionato. Pareggio sostanzialmente giusto quello odieno, pertanto, anche in merito alle reciproche occasioni per far propria la posta.
Sonante la vittoria in trasferta dell’Andria. A conferma del buon momento che sta attraversando la squadra di Giancarlo Favarin. Attenzione all’allenatore toscano. Non va sottovalutato. Conosce la categoria ed il girone meglio di chiunque altro. Sotto traccia e senza tanto clamore sta marciando verso la vetta della classifica. Da tempo dico che i federiciani sono un brutto cliente, per tutti, in chiave vittoria di campionato. I risultati lo stanno dimostrando.

Gelbison ridimensionato, perde l’imbattibilità a Nocera. Fasano non tradisce le attese e rifila tre “pere” a Francavilla in Sinni. Biancoazzurri vera rivelazione del campionato. Non ci sono più parole per onorare la sontuosa stagione degli adriatici. E’ il primo caso, sul territorio nazionale, di una società gestita con il contributo dei tifosi che riesce, con economie contenute, ad ottenere quei risultati. Domenica prossima importante banco di prova. Fasano, in trasferta, affronta Gladiator. I campani forti della quaterna rifilata al Gravina si propongono come terza forza del campionato. Una cartina di tornasole importante per entrambi.

Infine il Taranto. Una sola cosa buona. I tre punti. Il resto da gettare alle ortiche. Un allenatore, Ragno, in confusione totale. Altamura non meritava di uscire sconfitto dallo Iacovone.
Taranto irriconoscibile. Messo male in campo, fanno testo i tanti palloni sparacchiati a vanvera, anche in fallo laterale, senza alcuna cognizione. (Guaita relegato a fare il difensore esterno a destra per tutta la ripresa ha subito costantemente l’iniziativa dell’avversario diretto). Preoccupa anche la condizione fisica del gruppo. Sulle prime palle, come sulle seconde, i rossoblu arrivavano sempre per secondi.

Il Taranto (oggi schierato inizialmente con un 4-3-1-2) non ha un gioco. Sulla sua fascia sinistra (quella di Guaita) l’Altamura affondava come nel burro. Ripetutamente. Fortuna ha voluto che gli avanti biancorossi abbiano sbagliato anche le occasioni più facili. Vincere in casa ed uscire tra i fischi del pubblico da una sensazione raccapricciante.

Non parliamo delle sostituzioni. Fatte per concedere campo all’avversario. Nella ripresa ai tarantini tremavano visibilmente le gambe (forse anche a Ragno) e gli errori, anche negli appoggi più facili, si moltiplicavano.

Ragno andava esonerato già da oggi pomeriggio. A fine partita. A prescindere dalla vittoria. Ha perso il controllo della situazione. Schiera dall’inizio D’Agostino (che ha sulle gambe un solo tempo) condizionato dalla piazza (forse anche dalla società). Lo ha tenuto in campo, nuocendogli, per tutta la partita. Il ragazzo dopo pochi minuti del secondo tempo non ne aveva più. Ragno che lo allena per tutta la settimana doveva esserne cosciente. Avrebbe dovuto prevedere la sostituzione. Tiene fuori Oggiano forse il più in forma di tutta la rosa. La difesa balla ripetutamente. Lascia la platea in continua apprensione. Davanti, un anonimo Croce ed uno spento Genchi. Giocatori che sono di prima fascia, per la categoria, offrono la sensazione di aver smarrito la propria identità. Un esempio su tutti Guaita. Sacrificato, per di più, in un compito che non gli appartiene.

 

Uno spasso la conferenza stampa, di Ragno, nel dopo partita. Non risponde mai appropriatamente alle domande che gli vengono poste. Porta sempre avanti una sua litania. Su quanto era più importante vincere del gioco. Altre amenità e promesse sull’immediato futuro. Il culmine lo raggiunge quando parla dei giocatori dell’Altamura. Tutti bravi, li elenca uno ad uno. Li voleva prendere lui, afferma, ma non ci è riuscito. In pratica butta a mare il suo spogliatoio fatto, conseguentemente, di seconde scelte. Questo è molto grave. Di questo passo, se non si prendono provvedimenti, il Taranto perde il campionato.

Intanto lo Iacovone si svuota. Gradinata con poche presenze. Non quelle usuali in curva nord. Tribuna occupata prevalentemente dagli sponsor, dagli ospiti del presidente e dagli abbonati. Il cassiere piange. Giove di più!
Il presidente ha il dovere di fare anche questa riflessione. Anche per la sua tasca. Occorre. E’ indispensabile uno scossone. Bisogna rigenerare l’ambiente. Mugugni ripetuti sui gradoni, anche durante la gara. Al triplice fischio finale, dagli spalti, sono piovuti soltanto fischi.

Con l’allenatore, bisogna riconoscerlo, si è presa una cisti. Anche con il direttore sportivo Sgrona. Risulta ininfluente nelle decisioni tecniche ed in quelle sportive. Un anonimo senza potere decisionale. Di scarso aiuto per il tecnico e per la società. Capita nel calcio. Peccato. Ora però bisogna correre ai ripari, prima che sia troppo tardi.
Ricordandosi anche che, a Taranto, gli allenatori baresi non hanno mai avuto fortuna.

Nella foto: Massimo Giove con Fabio Oggiano