NEL CALCIO MINORE OCCORRONO SOLUZIONI, NON CHIEDERE SACRIFICI

Covid-19 ha messo in ginocchio l’intero Paese, ha bloccato quasi tutte le attività. Anche il mondo del calcio, che tra mille difficoltà cerca di trovare il modo per poter ripartire, nonostante la priorità sia quella di tutelare la salute collettiva. La sospensione dei campionati che dura dal mese di febbraio, sta recando danni a tutte le società. Nel calcio professionistico ci sono realtà che in questo momento vedono in bilico la loro sopravvivenza. In Serie A e Serie B, la situazione è senz’altro difficile, non catastrofica come nelle categorie inferiori, dove ci sono giocatori e società abbandonate a se stesse.

Riteniamo che il calcio, attraverso i suoi vertici, debba operare in questo difficile momento per riformarsi, anziché concentrare tutte le forze per tamponare una stagione a rischio. Le società e non solo, chiedono ai propri tesserati dei sacrifici, rinunciando ad una parte dei loro emolumenti.

In realtà sportive come quelle di Serie C e di Serie D occorrono soluzioni per tutelare un sistema sempre più al collasso. Parliamo di categorie martoriate, nelle quali militano professionisti che percepiscono cifre nettamente inferiori a quelle dei loro colleghi delle serie superiori. Per non parlare della maggior parte delle società che affogano in gravi problemi economici.

Nei dilettanti la situazione è a dir poco disastrosa. Club che tirano avanti con poche risorse e con l’aiuto degli imprenditori del proprio territorio. Questi club rischiano di non avere un futuro se non si interviene tempestivamente. Il punto non è più se far ripartire o meno la stagione, c’è in gioco la sopravvivenza.

Chi governa il calcio continua a fingersi cieco di fronte alla situazione attuale e mette anche a rischio tanti posti di lavoro. E’ impensabile di salvare l’intero sistema in questo modo, togliendo a chi ha meno senza garantirgli certezze per il futuro. Categorie abbandonate al loro destino. Alle quali viene chiesto di vincere una battaglia senza dotarle delle armi necessarie, mentre chi dovrebbe lavorare per migliorare la situazione non va oltre degli inutili proclami.

Sarebbe ora che chi governa il calcio, soprattutto in Serie C , lavorasse per dare una svolta definitiva. Concretamente positiva, con i fatti, non con promesse vacue. Non per difendere la propria poltrona, ma garantendo, per la sopravvivenza del sistema calcio, programmi certi ed iniziative sostenibili.