NAPOLI – JUVE, IL PESCE PUZZA SEMPRE DALLA TESTA

    La dottoressa Maria Rosaria Granata ed il dottor Enrico Bianchi, dirigenti della Asl Napoli 2 Nord, sono stati gli eroi della domenica. 

    Con una lettera datata 4 Ottobre, documento ufficiale a tutti gli effetti, hanno chiaramente stabilito, in risposta a richieste di approfondimenti avanzate dalla società Napoli, che “vista la Circolare del Ministero della Salute 21463 del 18 Giugno 2020 (Giugno, non ieri l’altro, NDR) in materia di quarantena per i contatti stretti dei casi Covid-19 per l’attività agonistica di squadre professionistiche”  non sussistono le condizioni per la trasferta e i giocatori del Napoli devono considerarsi in isolamento fiduciario domiciliare. 

    Quindi tutti a casa e niente partita. Per evitare di infettare personale dell’aeroporto, equipaggio e passeggeri del volo. Personale dell’hotel sede di ritiro. Addetti e tesserati della Juventus.

    Perchè la dottoressa Granata ed il dottor Bianchi sono gli eroi della domenica? Perchè con la loro disposizione,emessa da un normalissimo ufficio di Casavatore, sede della Asl competente, teatro di normalissima quotidianità al tempo della pandemia, hanno con poche e sensate righe messo a tacere tutti. La Juventus che con consueta arroganza aveva subito affermato a mezzo stampa “si gioca lo stesso” (il vizio del padrone di decidere per tutti…). La Lega di serie A (ormai sull’orlo del tracollo economico, alle prese con un buco da 500 milioni secondo le stime dello stesso a.d. De Siervo) che ha continuato nelle ultime ore a ribadire come un mantra “ la partita con la Juve si può giocare, il protocollo lo consente” (evidentemente è un protocollo scritto male ed interpretato peggio). La Federcalcio, che ha sottoscritto il suddetto protocollo e che curiosamente rimane zitta di fronte alla querelle in atto. Effettivamente, ogni tanto meglio stare zitti e sembrare stupidi che aprire bocca e darne conferma.

    Le norme civili hanno predominanza su quelle sportive. Ci voleva il Covid perchè fosse chiaro a quella ciurma scalcagnata. Arrogante. Presuntosa. Convinta di vivere in un mondo a sé, che governa a vari livelli il calcio italiano.

    Poi bastano due funzionari. Che applicano la legge per far crollare il misero castello di carte che certi dirigenti sportivi ai vertici delle organizzazioni calcistiche hanno costruito con tante bugie,tanto clientelismo, tanta incapacità. Che non solo sono cattive fondamenta, ma neppure durano troppo a lungo. La verità viene sempre a galla.

    Se la Lega di A è sull’orlo dell’abisso e la Federcalcio se la passa pure peggio, un motivo ci sarà. E’ sempre la stessa storia.

    Il pesce puzza sempre dalla testa…

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