MA MI FACCIA IL PIACERE – Ecco a voi il funzionigramma

Cerco, con i miei “Graffi”, di strappare un sorriso ai nostri lettori, ma purtroppo qui, nel panorama nel nostro calcio, c’è ben poco da ridere.
Non voglio essere disfattista. Desidero soltanto analizzare la situazione. Con un po’ di professionalità e di distacco. E poi, questi continui proclami su quanto siamo bravi, abbiamo cambiato tutto, tutto va bene, l’estate sarà tranquilla….

“Ma mi faccia il piacere”, esclamerebbe Toto’.

Dice Gravina che quest’anno si sono anticipati i tempi del Consiglio Federale sulle ammissioni. Così si passerà una bella estate tranquilla. A parlare di calcio giocato.
Umh, come al solito: fuffa.

Sono troppo vecchio, per il mondo del calcio, per non ricordare a Gravina (Gabri per le amiche, anzi per la Risk manager come vedremo fra poco) che il Consiglio Federale sulle ammissioni si è sempre fatto in questi giorni…
Nel 2015 il 17 Luglio. Nel 2016 il 19 Luglio. Nel 2017 e 2018 con il commissario fabbricini (minuscolissimo) il 20.
Insomma Gabri, va bene. Hai anticipato il Consiglio Federale sulle ammissioni di 5 giorni. Una vera rivoluzione, grazie.
E’ vero, devono finire i tornei, i play-off e play-out, ci sono i tempi tecnici, è giusto.
Ma questo continuo incensarsi fa un po’ pensare.
Ma, per caso, non è che questi cercano di coprire il….nulla?
Perché, cari lettori, come vedete basta scavare un po’ per rendersi conto della verità.
Poi, non parliamo dell’estate fredda perché ne vedremo delle belle.
Tacopina, Presidente del Venezia, ripescato per miracolo, per l’affaire Palermo e Tuttolomondo story, ha preso atto, ma non ha potuto fare a meno di sottolineare come fosse stato costretto a giocare i play-off dopo un mese che era salvo.
E la famosa black list mi sa che sul Palermo non funziona tanto. Compreso Lucchesi che vuol dire sicurezza di fallimento.
Poi il Trapani. In mano ad una famiglia protagonista del fallimento del Pisa (Lucchesi presente) e di bancarotta del Gruppo Terravision.
Poi la palese irregolarità della presenza della Lucchese, per la quale si è ignorata una precisa norma federale che prevede l’esclusione dal campionato in caso di reiterata morosità (articolo16 n.4 lettera c) delle Noif).
Una società che prende 23 punti di penalizzazione e propone un concordato preventivo in bianco non basta?
Risultato? La Lucchese ha continuato a giocare e ovviamente, la settimana dopo la fine del Campionato è fallita. Nessuno vuole rilevare una società di Lega Pro con quel fardello di debiti e il Bisceglie, società virtuosa e che ha seguito le regole, è stata spedita nei dilettanti.
Complimenti ai cari riformatori Gabri e Ghirelli.
Il ricorso del Bisceglie è ovviamente già pronto e vorrei capire come gli avvocati della Federcalcio spiegheranno al Collegio di Garanzia e al Tar del Lazio perché la Lucchese non sia stata esclusa in corso di campionato.
Anche il Cerignola ricorrerà al Collegio di Garanzia per l’esclusione dal ripescaggio per motivi strutturali dello stadio. Il sindaco della cittadina pugliese sostiene invece che è stato completato. Staremo a vedere.
Poi il Foggia. Ha già depositato il suo ricorso avverso la penalizzazione del Palermo. Passato dall’ultimo posto in classifica ai 20 punti di penalizzazione.
Poi c’è ancora il ricorso di questo benedetto Palermo, cha assomiglia tanto alla Figc. Proclami e poco arrosto. Non sono stati in grado di pagare i tesserati e di fare una fideiussione normale, se non una bulgara, presentata fuori termine.
Insomma Gabri, il sistema di controlli e la regolarità dei campionati mi sembra che ancora sia di là da venire. Siamo sempre alle solite….
La realtà amara, per la povera serie C, è comunque che non si è neppure completato il format. Si parte a 59. Un vero successone per il nuovo corso Ghirelliano. Tutto nel silenzio dell’Associazione calciatori.
Poi c’è ancora qualche “fantasma” che cammina. Come il povero Avellino della famiglia De Cesare. Con un sequestro della Procura della Repubblica da 97 milioni di euro e un concordato preventivo in bianco.Presentato della controllante Sidigas per evitare il fallimento immediato.
In una piazza così importante non c’è una squadra, un giocatore, un allenatore. Nulla di nulla.
Penso: Ghirelli (il viaggiatore) si sarà sicuramente precipitato ad Avellino, a parlare con il Tribunale, con il commissario giudiziale(il Professor Nicola Rascio) o con le istituzioni comunali.
Ovviamente nulla di nulla.
Il nostro (Francesco) è alle prese, impegnatissimo, con le celebrazioni dei 60 anni della Lega Pro. Un’altra bella manifestazione con ricchi premi e cotillon.
Forse ci sarà la signora Capotondi ad allietare la serata.
Lavorare no eh?
Poi il famoso sciopero. Con tanto di proclami e campionati che non partiranno senza gli sgravi fiscali?
Di sgravi neppure l’ombra. Come dello sciopero del resto. I soliti dilettanti allo sbaraglio.
Sciopero? Ma mi faccia il piacere (2).
Insomma non pare, a me dei Graffi, che questa estate sia diversa dalle precedenti…
Cerco allora di avere una visione un po’ più ampia e professionale, visto che la governance si occupa di fuffa.
Alla presenza del sottosegretario Giorgetti c’è stata la presentazione del Report annuale del calcio a cura di Pwc.

Ebbene, i numeri sono impietosi.
Perdite accumulate in 5 anni per 1,6 miliardi e 4,3 miliardi di euro di debiti.
Si, è vero che crescono i ricavi, peccato però che crescano anche i costi. In particolare quelli riconducibili al costo del lavoro (oltre il 5,7 per cento di aumento).
Il risultato netto, dell’ultima stagione esaminata (2017/2018), è di un bel meno 37,8 per cento. I proprietari delle società hanno dovuto ricapitalizzare (cioè mettere soldi freschi) per 358,3 milioni di Euro.
I debiti della serie A, che traina tutto il calcio italiano, ammontano a 10 volte il patrimonio (sic!).
I ricavi da stadio raggiungono a malapena il 10 per cento in media. A parte la Juve che arriva comunque solo al 12.
Per una qualsiasi azienda, di altro settore, tale andamento non sarebbe in alcun modo sostenibile.
Ed allora c’è da interrogarsi: ma come si regge la baracca?
Ma, diamine, con le plusvalenze! Quantunque si sappia che assomigliano ad una bolla. Pronta a fare la fine di Lehman Brothers. Per ora ha colpito solo il povero Chievo.
E tutti gli altri?
Ma chi se ne occupa?
Chi vuole davvero mettere mano sul sistema?

Ma nessuno, su. “Vittorio non scocciare”.

La Lega Pro non riesce a coprire il format e ha, alla testa, un vecchietto (della mia età) girovago che si occupa di convegni.
La serie B di Balata è un morto che cammina. Perché Lotito lo vuole far cadere e sostituire. Forse in prima persona.
La Lega di A ha dei nuovi manager che si rendono conto della situazione, ma sono arrivati relativamente da poco.

E poi c’è Gabri il bello….

Ma tu Vittorio, giusto a me vuoi far fare riforme vere?
Abbi pazienza. Io sono quello dei tavoloni e dell’apparenza. Non della sostanza.
Ora, comunque, ti sistemo io. Ti faccio vedere.
Ho pensato bene di rivoluzionare la Federazione.
Eccoti il nuovo Funzionigramma:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si cari amici lettori, questo documento, fondamentale, gira per gli uffici federali.
Gli uffici e le persone sono sempre le stesse. E’ la solita fuffa, tranquilli, nessuna rivoluzione.

Anzi no, debbo fare marcia indietro:

“Risk Management affidata a Chiara Faggi. Per il supporto ai vertici federali nella individuazione delle diverse tipologie di rischio, connesse alle attività della Federcalcio e delle relative modalità di identificazione e monitoraggio”.
Ora è tutto chiaro quale sia il supporto della Chiara Faggi….

Ma mi faccia il piacere.