L’ultimo libro sul calcio italiano: “la tempesta perfetta”, scritto a quattro mani da Giovanni Malagò e Roberto Fabbricini

Ieri si è conclusa solo una puntata, l’ennesima, dell’estate pazza del calcio italiano. Con un arido provvedimento del TAR del Lazio il quale ha mantenuto il format della Serie B a 19 squadre. Lo si legge sui giornaloni.
In realtà nulla di tutto questo. I Giudici hanno respinto le istanze di sospensione del provvedimento del Collegio di Garanzia del CONI (anzi dello Sport). Il Tar aveva stabilito di non essere competente (per adesso) a decidere sui ricorsi delle società (ripescande) per tornare al format della Serie B a 22.
Il Collegio era presieduto da Germana Panzironi. Sì. La stessa che aveva revocato “quel” provvedimento presidenziale del TAR che aveva illuso i ricorrenti. La cugina di Valeria Panzironi, Capo Ufficio Legale della Coni Servizi. Organismo il cui Presidente è Roberto Fabbricini. Il commissario della Federcalcio …
La competenza, ha stabilito ieri il Tar, è del giudice di primo grado della Giustizia sportiva. Il Tribunale Federale Nazionale.
“La tempesta perfetta.”


Ovviamente anche se il “povero” Tribunale Federale Nazionale smentisse Fabbricini, non si risolverebbe nulla. Qualcuna delle altre 19 società di B che, guidata dal trio Malagò Fabbricini con l’aggiunta del solito Lotito (aspira a fare il Presidente della Serie B e pare che conti su 10 voti che su un format di 19 sono maggioranza), può impugnare la decisione alla Corte Federale d’Appello. Poi ritornerebbe al Collegio di Garanzia e poi al TAR del Lazio e poi … e poi? Poi viene Natale.
Il TAR si è quindi limitato a dire che un provvedimento del Consiglio Federale, oggi in mano a Fabbricini, per esclusiva responsabilità dell’Associazione Italiana Calciatori e di Tommasi (in parte anche di Gravina e Sibilia, incapaci allora di trovare un accordo per eleggere il Presidente Federale) può essere impugnato, da una società, solo davanti al Tribunale Federale Nazionale. Passando quindi da tutti i gradi di giudizio. Come il cane che si morde la coda!
Le sentenze si rispettano e non si interpretano, ma … a leggere le norme risulta tutta un’altra cosa.
L’articolo 31 del Codice di Giustizia Coni (al quale rinvia l’articolo 42 bis del Codice di Giustizia Federcalcio) in merito alle decisione del Consiglio Federale (e quindi del nostro “eroe” Fabbricini) parla ovviamente di ricorso avverso le delibere assembleari.
Quindi le delibere del Consiglio Federale sono impugnabili da una componente (una Lega). Ma si tratta di cavilli.


L’ordinamento sportivo, qualora non vi fosse un rimedio “interno”, riserva al Collegio di Garanzia la possibilità di fare giustizia. Come ha sempre sostenuto il Collegio stesso. Stavolta, guarda un po’, ha insolitamente cambiato idea (con il parare contrario del suo presidente Frattini).
Ho voluto (per una volta) fare un passaggio un po’ tecnico. Per dire la mia su questo guazzabuglio di norme (e di ingiustizia).
Ovviamente non sono tifoso di nessuno, né della Ternana o del Novara o del Catania.
Solo che non ho voglia di dimenticare chi è, o meglio, chi sono i veri responsabili di questo sfacelo.
Altrimenti potrebbe sembrare che “la tempesta perfetta” si sia generata da sola.
Io l’ho scritto già scritto e qui lo voglio ribadire.


Il “golpe” l’ha prodotto il caro Megalò (come scrive Dagospia) con il fido Fabbricini. Pronto a rimangiare se stesso ed a cambiare format. Dopo aver emesso comunicati ufficiali sui ripescaggi, stabilite le modalità di versamento di cifre importanti “a fondo perduto” in favore della Federcalcio sempre assetata di soldi (per far funzionare la complessa macchina federale). Sull’argomento dedicherò una bella puntata dei Graffi per dimostrare gli sprechi del tanto decantato direttore generale Uva.
Niente più Serie B a 22, riduciamo a 19.
Io (Roberto Fabbricini) sono il Commissario, faccio come mi pare.
A parte il fatto che il Commissario doveva limitarsi a riformare lo Statuto federale, per adeguarlo ai nuovi principi informatori del CONI. A parte il fatto che dopo la richiesta di convocazione dell’assemblea elettiva, il Commissario si dovrebbe solo dimettere. In ogni caso, il cambio di format va in vigore dalla stagione successiva alla decisione del Consiglio Federale (non certo di un Commissario).
La “ratio” della norma è logica.
Tutte le componenti devono esprimersi perché il cambio, a cascata, interessa tutte le categorie. Coinvolge anche l’Associazione Italiana Calciatori, che tutela i posti di lavoro. Non si può fare immediatamente a Campionati già iniziati.
Ma Malagò ha ordinato: ed allora sia il caos.


Il famoso (anzi, famigerato) 13 agosto il commissario, “per permettere l’avvio dei Campionati” (sì, buonanotte!) cambia quello di Serie B e quindi quello di Serie C. Affonda i diritti di chi poteva essere ripescato. Si incassa i soldi dei ripescaggi, cambia le noif e arrivederci a tutti.
Ecco perchè non dobbiamo dimenticare chi è, chi sono i responsabili di questo sfacelo totale. Il calcio italiano, nel presente, sta facendo ridere tutta Europa.
Nomi e cognomi? Giovanni Malagò e Roberto Fabbricini, con la partecipazione “ordinaria” di Claudio Lotito. Il magno!
Con un distinguo. Anche se il caos ordinato ha avuto successo e “la tempesta perfetta” si è realizzata, i nodi (prima o poi) verranno al pettine.
Prima o poi si riavrà un presidente federale. Fabbricini cosa lascerà in eredità? Nulla sulla riforma dei Campionati. Niente sulla Giustizia. Nessuna decente innovazione (quel flop delle seconde squadre grida ancora vendetta). Certamente lascerà 50 milioni di debito.
Sì, avete capito bene.


Appare difficile, a questo punto, pensare ad un reintegro delle ripescande. Quello che è sicuro che le richieste di risarcimento fioccheranno.
Catania, Novara, Siena, Ternana, Palermo, Entella, Pro Vercelli, forse avanza qualcuno. Tutti ingiustamente esclusi chiederanno alla Federcalcio il risarcimento per non aver potuto disputare il campionato che gli sarebbe spettato.
Calcolo (al ribasso) una cinquantina di milioni di Euro.
Con il bilancio federale già in rosso, non so proprio come la prossima governance potrà risolvere il problema.
Come è noto, qualcuno ha già fatto piovere sulla testa del signor Fabbricini (il commissario Fabbricini) una denunzia per abuso d’ufficio. Anche la Federcalcio dovrebbe tutelarsi, proporre una bella azione di responsabilità.
Altro che far partire i Campionati!
L’eredità che lascerà questa gestione commissariale sarà composta soltanto da un fardello di debiti.
È, come ho scritto sopra: “la tempesta perfetta”.
Siete riusciti nel caos. Complimenti a Malagò, a Fabbricini ed a qualche altro Ma attenzione, per dirla sempre in proverbio, il tempo è galantuomo… e restituisce sempre tutto. A tutti!