L’ULTIMO GOLPE…niente elezioni federali (regia di Giovannino Malagò)

Mentre i nostri Gravina, Sibilia, Tommasi, Abodi ed altri “litigano” sul candidato (con Tommasi che sta ripercorrendo la pericolosa incertezza, del gennaio scorso, che ha portato al commissariamento e la Federcalcio in mano al Coni), nessuno, sui giornali sportivi e non, vede al di là del proprio naso.
Sveglia ragazzi. Il duo Malagò-Fabbricini sta tessendo, quotidianamente, la propria tela. A colpi di TAR e Collegio di Garanzia. Il golpe è pronto.
Le elezioni federali non si fanno.
Non è colpa nostra, ma qui non si sa, veramente, chi vota e per chi …Ieri, ancora una giornata convulsa ed assurda.


Cercherò di riassumere e di tirare le fila. Per far comprendere, a tutti i nostri dirigenti sportivi, che mentre loro litigano, i commissari se la ridono e si sfregano le mani.
Il Tar del Lazio ha revocato … se stesso ed il decreto Presidenziale che faceva capire come la Serie B sarebbe ritornata a 22 (come dovrebbe), in quanto illegittimi il format cambiato da Fabbricini, con le “carte Federali” a seguire.
Ebbene, datosi che la Lega di Serie C aveva giustamente e prudentemente rinviato le partite delle squadre interessate, sai che faccio? Revoco la revoca. Non c’è più urgenza. Andiamo al merito sulla inammissibilità dei ricorsi delle varie aspiranti al ripescaggio.
Un obbrobrio giuridico.
Il provvedimento presidenziale, assunto con decreto, risponde a criteri di immediatezza. E’ infatti evidente che aspettare un’udienza in contraddittorio potrebbe rendere inutile una decisione.
Non voglio entrare nel merito (anche se è evidente che il “povero” Fabbricini, longa manus del Giovannino nazionale, sente la terra sprofondare sotto i piedi dall’avanzata dei nuovi governanti a 5 stelle) ma il decreto, senza sentire le parti, può essere confermato. Revocato. Modificato. Ma solo nell’udienza di merito.
Non è proprio previsto dal rito che si possa revocare prima …Eppure ci sono riusciti.
Ma chi sono i ricorrenti che hanno manovrato la macchina e presentato il ricorso? Ma certo, la Federcalcio (Commissario Fabbricini) e la Lega di B (con alle spalle Lotito che comanda).
Tana quindi. Per i nostri.


Frattini vorrebbe rimettere le cose a posto. Far partire i Campionati. Ridare la Federazione in mano a chi, almeno, è esperto della complessa macchina federale. Il commissariamento deve limitarsi alla gestione ordinaria ed intanto la Procura della Repubblica indaga per abuso d’Ufficio.
Meglio buttarla in “caciara” (come si dice a Roma) ed ecco che spuntano ancora ricorsi. Decreti presidenziali. Tar compiacenti (avrei voluto non scriverlo, ma è la verità).
Ma può un Commissario modificare il format dei Campionati? Decidere di ricorrere al Tar smentendo i propri organi di Giustizia? Certamente non rientra nei suoi poteri.
La Giunta del Coni può commissariare una federazione quanto non funziona. Non ci sono gli organi. Non si svolge regolarmente l’attività sportiva.
Altro non può fare.
Modificare lo Statuto per adeguarlo ai nuovi principi informatori? Lo farà il Consiglio Federale. Ottenere la riforma dei Campionati? Spetta alle componenti. Alle Leghe. Non certo ad un commissario.
Di più!
Nel momento in cui il 73 per cento degli aventi diritto (un larga maggioranza) si mette d’accordo e chiede di convocare l’assemblea, il tuo compito, caro commissario, è terminato. Devi convocare ed andare a casa.
Nemmeno per sogno (frulla nella testa di Malagò).
Da Maggio quelli definiti “ribelli” hanno chiesto, invano, di restituire la Federazione ai propri organi. Sempre e pedissequamente senza alcun risultato.
Ora che ci abbiamo messo le mani (sempre Malagò che argomenta), restiamo qui. Incollati alla poltrona. Solo dopo che il Ministro con delega per lo Sport (Giorgetti) ha fatto comprendere, a chiare note, che era pronto a revocare il commissario, il signor Mala-Fabbri ha dovuto capitolare e convocare l’assemblea.
Siamo quindi arrivati al 22 Ottobre (quando il mandato di Fabbricini scadeva al 30 Giugno). Ma la proroga chi l’ha data? Che domanda, ma il Coni ovviamente.
Si dirà, i giochi sono finiti. Si fa l’Assemblea federale. Si rimettono in carreggiata dirigenti sportivi veri e, finalmente, si riparte. Sono trascorsi 10 mesi di scempio.
Non è così (ha pensato qualcuno di facile interpretazione).
Si cambia in corso di Campionato il format, è meglio aiutare gli amici. Lotito deve fare il Presidente della B. Il tutto con la scusa di far partire i Campionati.
Il risultato è stato esattamente l’opposto.
Ma come mai la situazione dei ricorsi ogni giorno aumenta? Il Tribunale sportivo dà torto al Commissario? E io impugno al Collegio di Garanzia.
Il Collegio decide contro di me? E io vado al TAR.
Il traguardo è ormai vicino? Niente elezioni, resto io (è sempre il pensiero di Malagò). Mi pare evidente.
Come si fa a presentare un candidato? Il regolamento è chiaro.
Il candidato deve essere presentato da una componente. Si raccolgono le firme e poi si presenta il programma, con almeno 15 giorni di anticipo.


E ancora.
Le elezioni prevedono il così detto voto ponderato. Cioè ogni componente ha un peso diverso. Come è giusto.
Il problema è che … non ci sono le Leghe.
E poi chi vota in Serie B? L’Entella (ieri ha vinto un ricorso al Collegio di Garanzia contro nessuno, in quanto il Cesena è sportivamente morto) aspira alla Serie B ma ha già giocato in Serie C. Con chi vota?
Votano le 19 salvate dal commissario oppure dobbiamo aspettare il 28 Settembre. Quando ci sarà una nuova puntata del Collegio di Garanzia?
E’ evidente che qualsiasi decisione verrà presa, chi sarà scontentato andrà di nuovo al TAR. Anzi. Ci andrà di nuovo Fabbricini che ha già mostrato di avere amici potenti, vista la revoca del decreto fatta con decreto.
E della Serie C, chi vota? Mistero.
Il risultato è raggiunto. Non si vota.
L’assemblea elettiva non si fa e io rimango qui. Commissariamento all’infinito.

Con una mia, personalissima, considerazione finale: in un altro Paese (dopo la pessima figura di Malagò nella vicenda olimpiadi, il suo flop nell’accordo dei diritti televisivi in Lega di serie A e gli “orrori” commessi da Fabbricini in Federcalcio) il Coni sarebbe stato commissariato da tempo!

In molti si staranno chiedendo il perché di questo pezzo. Dove intendo arrivare a “parare”.
Il mio vuole essere un invito ad aprire gli occhi. A non “ripercorrere” gli errori dello scorso 29 gennaio. Giungono segnali che Gravina, Sibilia e Nicchi avrebbero focalizzato a dovere la situazione. Sarebbero forti del loro patto. Andrebbero, imperterriti, per la loro strada dove con ogni probabilità potrebbero “incontrare” Renzo Ulivieri. Un consiglio infine a “incertezza” Tommasi, la smetta di pensare al candidato. Alle percentuali. Ai posti/ruoli. Alle lusinghe. Qui “ci” stanno fregando ancora una volta.
Trovate un candidato unico. Sostenetelo. Andate da Giorgetti e spiegategli che volete fare l’assemblea elettiva. Come da programma. Ditegli anche che deve vigilare sul comportamento del Commissario.
Perché l’ultimo golpe (ove non lo aveste ancora compreso)… è pronto!

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