Lucarelli nelle difficoltà ha trovato la “sua” Ternana

Non che quella delle edizioni precedenti non gli fosse figlia, ci mancherebbe. Dopo tutto quello che ha combinato in serie C e nelle prime quattordici di B difficile non assegnare al tecnico rossoverde “responsabilità” fondamentali nella crescita della Ternana.

Però quella che ha vinto contro il Crotone ha impersonato al meglio il carattere “guerriero” del suo allenatore che quando si trovava a giocare partite dure, feroci in alcuni momenti, magari su un terreno pesante, riusciva ad esaltarsi nell’esaltazione delle proprie qualità.

La battaglia con il Crotone, la Ternana l’aveva appena vinta con l’uomo in meno per 50 minuti, con i difensori stressati da diversi problemi fisici, con Falletti finito in ospedale dolorante al costato, giocata per giunta sul terreno pesante, l’allenatore livornese si è lasciato andare a una esultanza che non s’era mai vista al “Liberati”. Faceva un freddo cane, era piovuto fino a poco prima ma lui, Cristiano Lucarelli (nella foto di copertina), aveva buttato in panchina cappotto e giacca: era rimasto con la maglietta a urlare consigli ai suoi, quasi a telecomandarli correndo da una parte all’altra dell’area tecnica. Così quando è arrivato il sospirato fischio finale è schizzato in campo correndo, mulinando il braccio destro in segno di giubilo e poi abbracciando uno ad uno i suoi giocatori, eroi per una notte.

La vittoria è stata importante. Quarto risultato positivo consecutivo (8 punti) utile ad allontanare la zona play out e avvicinare quella dove si avvertono i primi sentori di quel profumo tipico che emana l’area promozione. E poi la difesa imbattuta, ed è una rarità dopo i tre gol incassati a Lecce.

Insomma tanti aspetti positivi. Però a noi quello che ha più colpito è stata l’empatia che si è sviluppata, minuto dopo minuto, tra squadra e tecnico. Perché non è maturata, come in tanti altri casi, nei gioiosi momenti di una larga vittoria o di una prepotente rimonta, ma è stata il prodotto della sofferenza, della voglia di battersi, di non mollare anche tra tante avversità.

Non è stata una prova di maturità, ma di carattere, quella che ha consentito alla Ternana di mettere a tacere le velleità di un Crotone che ha colpito tre legni ma che, quando c’era da stringere, da concretizzare la superiorità numerica si è sciolto. Non aveva più benzina mentre la Ternana correva ancora, e tanto. Nel finale gli avversari erano sulle ginocchia mentre la Ternana con rabbia e forza nelle gambe costruiva azioni da gol esaltando i tifosi bagnati e quel forsennato di Lucarelli che, avesse potuto, sarebbe entrato in campo a mischiarsi con i suoi, a sostenerli in un momento di difficoltà. Che potrebbe diventare anche punto di riferimento (più in là sapremo se sarà di svolta) in una stagione che la Ternana ha iniziato ad handicap. Ha perso le prime tre ma poi ha viaggiato quasi al ritmo di due punti a partita.

Ogni tifoso è autorizzato a sognare, noi ci contentiamo di sapere, avendone avuta prova tangibile, che questa Ternana sa vincere anche di spada, sporcandosi le mani, soffrendo proprio come piace al suo allenatore.

La foto di copertina è tratta da www.ternanacalcio.com

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