Lo stato di sciopero (assurdo) dei calciatori dell’Entella. Tommasi, al solito (assurdo), bastian contrario.

Sembra non poter avere fine il caos che da quest’estate sta caratterizzando i campionati di Serie B e Serie C. Nonostante la Lega di Serie C ha regolarmente programmato tutte le partite in calendario per la 10ª giornata dei tre gironi, i calciatori della Virtus Entella, nonostante la loro società di appartenenza ha dato piena disponibilità alla Lega Serie C affinché si possa disputare la partita Virtus Entella-Pisa, hanno deciso di indire uno sciopero che in termini di sanzioni potrebbe costare caro alla società del presidente Antonio Gozzi.
I calciatori del club ligure chiedono almeno un rinvio della gara in programma domenica contro il Pisa in attesa della decisione del Tar che arriverà nella giornata di martedì 6 novembre e che potrebbe riammettere la Virtus Entella in Serie B.


Dura però la presa di posizione della Lega di Serie C che attraverso una nota ufficiale firmata dal segretario generale Francesco Ghirelli ha annunciato che il Giudice Sportivo valuterà l’applicazione delle sanzioni previste dalle NOIF e dal Codice di Giustizia Sportiva per le società che nel week-end decideranno di non scendere in campo. L’Entella, dunque, rischierebbe non solo di perdere 0-3 a tavolino la gara contro il Pisa ma anche delle sanzioni pecuniarie.
Il segretario generale Ghirelli, inoltre, si chiede il perché i calciatori della Virtus Entella non hanno indetto lo sciopero quando è stata assunta la decisione della Lega di Serie B di ridurre il format a 19 squadre e per quale ragione dei calciatori che hanno sottoscritto dei contratti per disputare il campionato di Serie C dovrebbero scioperare causando un danno alla loro società di appartenenza che, tra l’altro, si è resa disponibile a giocare domenica?
Il nostro quesito è: ma le Istituzioni del calcio contano qualcosa oppure no? Il rischio anarchia, in questo modo, è davvero dietro l’angolo. Se la Lega di Serie C ha disposto il regolare svolgimento delle partite del decimo turno di Serie C, perché dei calciatori, pagati per giocare, dovrebbero venir meno al loro dovere principale?


I calciatori dell’Entella (non nuovi a contestazioni fuori luogo: vedi foto) lamentano la possibile inutilità della partita contro il Pisa, per la cui organizzazione ci sono dei costi da sostenere da parte delle società, oltre al rischio di possibili infortuni. Ai calciatori liguri viene da chiedere se anche per l’organizzazione delle partite amichevoli le società non vanno forse incontro a dei costi e il rischio infortuni non è comunque presente? Se l’Istituzione ha stabilito lo svolgimento della gara, il dovere dei calciatori è quello di giocare.
Poi, quello che succederà martedì sarà un’altra storia alla quale, eventualmente, si penserà successivamente. Un “graffio” anche al presidente dall’Associazione Italiana Calciatori, Damiano Tommasi, il quale solo all’ultimo momento ha deciso di schierarsi contro la decisione assunta dalla Lega Serie C affermando che dalle istituzioni ci si aspetta risposte credibili anziché inutili domande.
Ebbene, a partire da quest’estate, mai come in questa occasione la risposta dalle istituzioni è arrivata forte e chiara, in maniera assolutamente inequivocabile: nel week-end, finalmente, si deve giocare tutti!

Leave a Reply

*

code