L’IMPORTANZA DEI “MAESTRI” OVVERO: QUEI TECNICI CHE CREANO VALORE

Quando devi suggerire dei giocatori devi avere consapevolezza di chi è il mister che potrebbe allenarli. Anche lo scout deve avere un rapporto con il tecnico in modo da carpirne i segreti e comprendere al meglio quelle che sono le qualità che predilige nei giocatori, ruolo per ruolo. Perché ogni tecnico è differente da un altro e perché ogni tecnico influisce nella formazione del giocatore in maniera differente.

Ho sempre creduto nel passato che il miglior allenatore fosse quello capace di conseguire i risultati, per cui, chi vinceva i campionati assurgeva ai miei occhi ad essere un grande, chi retrocedeva invece diventava un brocco. Ovviamente ero un ragazzo e guardavo quello che il tifoso medio osserva, ossia il risultato. Prescindevo dal resto e quindi mi perdevo un mondo.

Mutuando oggi lo stesso discorso di allora dovrei definire un tecnico come Aurelio Andreazzoli un brocco, solo perché non è riuscito a salvare l’Empoli. Ma ripeto, c’è un mondo di situazioni che bisogna considerare. Entrando nel caso concreto, magari i toscani non sarebbero retrocessi se avessero dato continuità al suo lavoro senza interromperlo dopo poche partite. E magari si sarebbero salvati con Iachini.

Non avendo la controprova possiamo dire tutto e il suo contrario, ma su una cosa possiamo essere d’accordo e cioè che l’Empoli di Andreazzoli giocava al calcio divertendo i suoi tifosi ed evidenziando giocatori che in questo mercato hanno prodotto una cifra vicina ai 70 milioni di plusvalenza. Tutto ciò non può essere frutto del caso, ma risulta una derivazione del lavoro che la società, nel suo complesso, ha svolto: dal reparto scout che ha segnalato i prospetti, all’area tecnica che è stata capace di valutarli ed acquistarli, per arrivare al tecnico che ha avuto modo di crescerli e formarli durante la settimana prima di metterli in campo.

L’esempio meno lampante che fa comprendere però al meglio quanto ci sia il suo lavoro nella crescita dei giocatori è rappresentato da Pajac, giunto in prestito dal Cagliari nel mercato di gennaio senza essere mai stato schierato dai sardi in precedenza. Ad Empoli si impossessa della fascia mancina, gioca nove partite, quelle finali e decisive per la classifica, mettendo anche a segno due gol.

La promozione conseguita ad Empoli lo scorso anno, ha visto Andreazzoli subentrare senza perdere una partita e dando spettacolo, raggiungendo la A con svariate settimane di anticipo. Ma la cosa più importante che preme sottolineare è che lui ha creato valore alla rosa. Ecco perché, a prescindere dai risultati, il suo lavoro va elogiato e notevolmente apprezzato. Ha preso dei giocatori che valevano 6 ad inizio del torneo per lasciarli al termine con un valore di 8 o 9. Quanti sono i tecnici che possono vantarsi del medesimo risultato? Sono pochi e sono i cosiddetti “maestri” e cioè coloro che prendono un giocatore “grezzo” con delle lacune per lavorarlo insieme al proprio staff e consegnare un prodotto finito eccellente dopo qualche mese.

In Italia i maestri riconosciuti oggettivamente sono Sarri, Giampaolo e Gasperini, poi ce ne sono altri che devono ancora dimostrare. Questi tecnici fanno lievitare le capacità tecniche dei giocatori da cui derivano poi plusvalenze corpose per le società che li hanno ingaggiati.

Credo che il Napoli debba fare un monumento a Maurizio Sarri sia per l’identità che ha regalato alla squadra, sia perché ne ha fatto lievitare a dismisura il valore della rosa. Koulibaly è diventato uno dei migliori cinque difensori centrali al mondo quando prima di essere allenato da Sarri era pieno di lacune tecniche e tattiche. Un giocatore che aveva l’errore incorporato è diventato un fenomeno. Merito del ragazzo indubbiamente, ma merito anche di chi ha saputo lavorare sui difetti, evidenziandone i pregi. Parliamo di un atleta che aveva capacità fisiche notevoli dalla sua, con notevoli deficienze tecniche e di intelligenza calcistica che ha, dopo il lavoro di Sarri, conservato le qualità iniziali, crescendo tecnicamente, nel posizionamento e nella scelta della corretta giocata da effettuare.

Di Giampaolo e del plusvalore regalato ogni anno alla sua rosa possiamo evitare di parlarne per quanto evidente risulta il suo lavoro anche se, non posso dimenticare le relazioni svolte su Skiniar che era un giocatore con limiti evidenti a settembre, per poi crescere e migliorare mese dopo mese e diventare il talento che l’Inter potrà godersi per i prossimi anni.

Gasperini infine, da anni regala talenti e riesce ad abbinare anche i risultati in una commistione che, spesso, ha dell’incredibile.

Con allenatori così bravi anche il reparto scouting può “osare” e proporre giocatori con caratteristiche diverse, nella certezza che il “maestro” impartirà la lezione giusta e farà rendere al meglio l’allievo.

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